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Anna Moroni: «Cucino da 72 anni, per me è come respirare»

«Trasloca» su Rete 4 in «Ricette all’italiana» e racconta a Sorrisi perché, dopo la Clerici, ha deciso di lasciare «La prova del cuoco»

Foto: Anna Moroni (nata a Roma il 27 febbraio 1939) ai fornelli per «Ricette all’italiana»  - Credit: © Assunta Servello

18 Ottobre 2018 | 09:29 di Stefania Zizzari

casa di Anna Moroni anche il minestrone che bolle sul fuoco ha un profumo invitante. «Ci metto dentro tante verdure a pezzetti e pure una mela a spicchi, che è un ottimo addensante. Poi frullo tutto e... deve sentire il risultato!» spiega sorridendo la Moroni. «Nella mia vita precedente ero sicuramente una capra sarda: le verdure mi piacciono tantissimo, vivrei solo di quelle».

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Nella sua grande cucina che, manco a dirlo, è il vero cuore della casa, su una spianatoia di legno sono pronti gli ingredienti per il suo famoso ciambellone. Un sacchetto di farina 0 macinata a pietra, uno di farina di farro, una confezione di uova biologiche, lo zucchero di canna e quello raffinato, l’olio... «Faccio un ciambellone al giorno» dice. «Per i figli, i nipoti, gli amici. Chiunque passi di qui se ne porta via un pezzo. Anzi, venga che le faccio un caffè così lo assaggia». È bello intervistare Anna Moroni... E così, tra un sorso di caffè e un paio di fette di ciambellone (che è irresistibilmente soffice) cominciamo questa intervista. 

Anna, dopo 16 anni il capitolo «Prova del cuoco» per lei si è chiuso…
«Lo avevo deciso da tempo, da quando Antonella mi aveva anticipato che avrebbe lasciato la trasmissione».

Come mai ha voluto lasciarla?
«È una questione di coscienza. Ho cominciato con Antonella, ho deciso di finire con lei. Non mi sembrava giusto continuare senza di lei. E poi a giugno mi sentivo stanca. Io ho quasi 80 anni eh? (ride). Pensavo di tornare a fare la casalinga felice, godermi i nipoti».

Ma le hanno chiesto di restare a «La prova del cuoco»?
«No».

Invece dal 22 ottobre sarà su Rete 4 al fianco di Davide Mengacci in «Ricette all’italiana». Come mai ha cambiato idea?
«Durante l’estate mi sono riposata. È arrivato settembre e per strada tutte le signore mi dicevano: “Anna, ci manca tanto. Perché non fa un altro programma di cucina?”».

Le ha accontentate...
«A fine settembre è arrivata una telefonata di Elio Bonsignori, il produttore del programma, che io non conoscevo. Mi ha chiesto: “Signora, posso venire a parlarle?”. È venuto, si è seduto, gli ho offerto il caffè e il ciambellone esattamente come ho fatto con lei. E mi ha parlato del programma: ricette italiane, semplici semplici. “Ci pensi” ha concluso».

E lei?
«Ho parlato con mio marito: “Tonino, io a casa tutto il giorno non ci so stare: mi verrà la depressione... Bisogna che faccia qualche cosa”. E ho accettato. Tanto i nipoti sono cresciuti. E chi li vede più? (ride)».

Quale sarà il suo impegno?
«Una ricetta per ogni puntata. Italiana, semplice, e soprattutto voglio puntare sui consigli. Su come fare la spesa, sul fare attenzione alla stagionalità dei prodotti. E poi voglio svelare i piccoli trucchi per far riuscire bene qualsiasi ricetta: la cucina è piena di segreti».

Antonella Clerici la sente ancora?
«Certo! Ci sentiamo sempre. Come minimo un messaggio al giorno. Per me è come una quarta figlia, ha l’età di mio figlio Alessandro».

Le manca?
«No, perché ci frequentiamo. Quest’estate siamo state una settimana insieme ad Alghero, finalmente è venuta a trovarmi in Sardegna. E sua figlia Maelle per me è come una nipotina».

Cosa le ha detto Antonella?
«Hai 80 anni, ti puoi permettere di fare quello che vuoi! E qualunque scelta sarà quella giusta».

Come è arrivata al «Cuoco»?
«Io sono sommelier. A maggio 2002 ero all’Oscar del vino e un conoscente comune mi ha presentato ad Antonella. Lei appena ha sentito la mia voce mi ha fatto subito chiamare dagli autori. Il 9 settembre mi hanno convocato per un provino. Sono andata, ho fatto una “cacio e pepe”... e non mi hanno più lasciato andare via!».

La sua voce da bambina è inconfondibile.
«Ce l’ho sempre avuta così. E pensare che da piccola mi fecero togliere le tonsille (e allora si faceva da svegli) pensando che potesse cambiare. Non è successo. E meno male, perché è stata la mia fortuna».

Negli anni ha insegnato ad Antonella a cucinare. La prima lezione?
«Come tritare sedano, carota e cipolla per fare il soffritto per il ragù».

E oggi è diventata brava?
«Ora ci ha preso la mano. Ha imparato a fare bene le polpette, il risotto, il vitello tonnato, anche se su quello non andavo d’accordo perché quando frullo il tonno non ci metto tante carote, invece lei sì perché era una ricetta della mamma. E poi soprattutto i dolci. I biscotti ai 5 cereali li fa quasi tutti i giorni perché piacciono tanto a Maelle».

E a lei chi ha insegnato a cucinare?
«Da piccola a Gubbio seguivo una cuoca che andava a cucinare ai battesimi e ai matrimoni nelle case di campagna. Io l’aiutavo, la guardavo. Avevo 8 anni. Lei mi vedeva così magra, bruttina e mi diceva: “Anna, vieni con me così mangi bene”. Ecco. Io cucino da quasi 72 anni. Per me è come respirare. Per cui se non cucino non respiro. E muoio (ride). Ma poi ho frequentato tanti corsi di cucina dei grandi maestri: loro mi hanno insegnato la tecnica».

Ha quasi 80 anni ma ne dimostra una ventina di meno. Come si tiene in forma?
«Faccio le scale a piedi, cerco di mangiare poco e bene. Tre volte a settimana faccio 40 minuti sul tapis roulant e ogni sera la cyclette guardando “L’eredità”».

Dica la verità, un po’ le manca «La prova del cuoco»?
«No. La mattina, anche se mi sveglio lo stesso alle 6, non ho il pensiero che alle 8 devo uscire. Io non lascio mai il letto disfatto, devo pulire il bagno, la cucina... sono una donna all’antica. Allora me la prendo un po’ più comoda, vado al mercato più spesso, e alle mostre perché ho la passione per l’arte moderna».

Ma guarda il programma in tv?
«Certo che lo guardo, perché non dovrei?».

E che ne pensa?
«È molto cambiato ma è normale che sia così: ogni conduttrice si cuce il programma su di sè. Certo, quando Elisa sostituì Antonella durante la gravidanza (la Isoardi condusse dal 2008 al 2010, ndr) era più spontanea. Mi piacerebbe che ritrovasse un po’ di quella naturalezza».

L’intervista è finita e prima di salutarmi si alza. «Aspetti. Lo porti alle sue figlie» dice incartando l’ultimo pezzo di ciambellone rimasto.

5 consigli preziosi

Quando si prepara una fettina di carne in padella il sale va aggiunto alla fine. Se lo si mette prima, durante la cottura esce l’acqua e la carne non si rosola più bene.

Il sale nell’acqua della pasta si mette all’ultimo minuto, quando già bolle. L’acqua salata impiega più tempo a bollire.

Trucchi per non piangere quando si affetta la cipolla: tenere la bocca chiusa oppure mettere le cipolle una mezz’ora prima nel freezer.

Trucchi per chi non sopporta l’aglio: farlo bollire per tre volte in un pentolino cambiando l’acqua tutte le volte. Garantito: diventa digeribilissimo.

Se il sugo ci è venuto salato, si corregge mettendoci una patata a pezzi e lasciandola cuocere: assorbirà tutto il sale.