Home TvProgrammiAntonella Clerici: «Il nuovo Portobello è la mia sfida più grande»

Antonella Clerici: «Il nuovo Portobello è la mia sfida più grande»

La conduttrice riporta su Raiuno il mitico programma creato da Enzo Tortora. «Da piccola ci andavo matta» racconta. «Dopo 18 anni a “La prova del cuoco” sono pronta per un classico della tv. E manterrò il suo spirito originale, mettendomi al servizio della gente comune»

Foto: Antonella Clerici con Enrica, il nuovo pappagallo di Portobello  - Credit: © Marco Rossi

25 Ottobre 2018 | 12:01 di Giusy Cascio

Mentre racconta come sarà il suo «Portobello», al via da sabato 27 ottobre per sei puntate, Antonella Clerici continua ad accarezzare le perle bianche della sua collana. Ansia? «Per me è la prova più complicata» spiega la conduttrice. «Dovrò rendere onore a un mito della tv, Enzo Tortora, e a un programma storico, che all’epoca faceva 28 milioni di spettatori, da cui poi hanno attinto un po’ tutti».

• Com'era il «Portobello» di Enzo Tortora?

In effetti dalle idee di «Portobello» sono nati «Chi l’ha visto?», «Carràmba!», «I cervelloni»... Come farà a rendere di nuovo moderno un programma che conteneva già tutto negli Anni 70?
«Il segreto è il ritmo. Una cosa che ho in comune con Enzo Tortora è che anche lui veniva dai programmi sportivi. Questo aiuta a fare “l’orecchio”, a non eccedere con le parole e a calibrare il ritmo. Certo, è una sfida: il programma oggi è più lungo di allora, durerà tre ore e mezzo. Ospiteremo tante storie diversissime, ne avremo 14 a puntata».

Quali ricordi ha lei di «Portobello»?
«Ricordo le prime puntate in bianco e nero, avevo 14 anni. Erano i tempi dei miei viaggi per imparare l’inglese a Londra. Da ragazzina anch’io ho fatto shopping nel mercato di Portobello Road che ispirò il titolo del programma: lì ho comprato una cassetta portagioie e un orso Paddington di peluche».

Il suo show è fedele all’originale?
«Chi ha amato “Portobello” amerà risentire la sigla originale di Lino Patruno. Torneranno il Big Ben della scenografia e tutte le rubriche: “Fiori d’arancio” per cercare l’anima gemella, “AAA Vendesi - Cercasi” dedicato ai collezionisti, “Dove sei?” per incontrare amici o parenti lontani e “Offresi talenti” per trovare lavori un po’ sui generis. Ma parleremo anche ai giovani, che “Portobello” non l’hanno mai visto. Daremo spazio ai talenti che fondano start up, ma anche ai ragazzi che scoprono l’amore per la campagna e si “reinventano” imprenditori agricoli».

Chissà che fine hanno fatto i vecchi partecipanti...
«Lo scopriremo! Ripercorreremo una sorta di “Portobello story”, cercando di capire come sono andate a finire le vecchie storie. L’inviato nei collegamenti esterni sarà Paolo Conticini».

Il Centralone starà al passo con i tempi frenetici dei social?
«Sì, riceveremo foto in diretta, useremo anche FaceTime, l’app per le videochiamate. Il lavoro delle sei centraliste, tutte donne e tutte molto in gamba, sarà coordinato da Carlotta Mantovan (la vedova di Fabrizio Frizzi, ndr)».

Perché lei?
«È stata una mia idea, perché Carlotta è una brava giornalista. Con la sua eleganza sofisticata e gentile alla Audrey Hepburn ricoprirà il ruolo di Renée Longarini, l’indossatrice, attrice e pianista che Tortora chiamava “Sua Soavità”. Parlando con Carlo (Conti, ndr) ci sembrava importante che si sentisse “in famiglia”, lavorando con me».

Ha ricevuto la benedizione della famiglia Tortora sul suo show?
«Ho incontrato Silvia e Gaia, le figlie di Enzo Tortora, ed è stato commovente. Ho sentito che mi hanno affidato con affetto il progetto. E io farò del mio meglio: ci metterò la mia semplicità, la mia verità. Sarà un programma al servizio della gente comune».

Niente ospiti Vip?
«Li avremo, sì. Ma non verranno a promuovere un film o un disco. Aiuteranno chi cerca qualcuno o vende qualcosa, o si metteranno in gioco loro stessi come collezionisti, per esempio».

E il pappagallo?
«Dopo tanti provini lo abbiamo scelto! È verde e viene dallo stesso negozio di animali in cui Tortora trovò il suo».

Prima di diventare Portobello, come si chiamava?
«Enrico. O forse dovrei dire Enrica. Dopo anni in cui si pensava fosse un maschio, un giorno ha fatto un uovo. Ma sorvoliamo. In fondo anche questo fa parte della modernità (ride)».

Ora bisognerà farlo parlare...
«Chissà chi ci riuscirà. Ma come da tradizione, il montepremi in palio per il vincitore andrà in beneficenza».

Sua figlia verrà a trovarla in studio a Milano?
«Ovvio! Maëlle mi ha regalato lucine, tazze, oggetti in tema pappagallesco per arredare il camerino e ora vuole vedere com’è venuto. Magari ne approfitterà per provarsi qualche mio abito di scena con le paillettes...».

Siete già nella fase in cui vi scambiate i vestiti?
«Sì, anche perché mia figlia ha 9 anni, ma è già alta 1 metro e 60. Facciamo tante cose insieme: gli acquisti, i compiti. Spesso cuciniamo anche insieme».

A proposito di cucina, il 6 novembre esce il suo nuovo libro di ricette.
«Si intitola “Pane, amore e felicità” perché racchiude 18 anni della mia avventura a “La prova del cuoco”. Contiene tante foto-ricordo, tanti pezzi di cuore».

Le manca «La prova del cuoco»?
«Mi manca il contatto quotidiano con il pubblico, il poter commentare i fatti del giorno. Ma sono contenta di avere più tempo per me».

Con Elisa Isoardi il programma ha perso ascolti. Il calo è fisiologico?
«No, non è fisiologico. Dipende da una gestione sbagliata. A prescindere da chi lo conduce, questo è un programma che vive di dettagli. È stato un errore cambiarlo totalmente, eliminando tutti i volti a cui gli spettatori erano affezionati».

Ma se la Rai le chiedesse di tornare ai fornelli?
«Chissà, magari potrei fare una docu-fiction da casa mia. Mi sono trasferita in Piemonte, ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria. In pratica vivo in una fattoria tra cavalli, cani e galline, nella bella provincia italiana».

E il pubblico la segue nei suoi «spostamenti», anche su Instagram. Nei giorni scorsi ha pubblicato una sua foto senza trucco un po’ spiazzante.
«Alcuni me ne hanno dette di ogni... (ride). Ma io quello scatto così naturale, fatto dal mio compagno Vittorio, lo trovavo intrigante. E in quella foto mi sentivo sexissima!».

C'è anche la moglie di Fabrizio Frizzi

Per raccogliere le segnalazioni da casa al nuovo Centralone si useranno non solo i telefoni, ma anche i social. A coordinare il lavoro delle sei centraliniste ci sarà Carlotta Mantovan, chiamata dalla Clerici sette mesi dopo la perdita del marito Fabrizio Frizzi. Avrà il ruolo dell’attrice Renée Longarini (1931-2010), soprannominata da Tortora «Sua Soavità».

Il nuovo pappagallo si chiama... Enrica

«Portobello? È loquace, ma educato: non dice parolacce. Fischia, va ghiotto per le noci e ruba il mais». Parola della signora Viviana Paro, titolare del negozio di animali Sala del Cane in via Niccolini 2, a Milano. È lei la padrona del simpatico pennuto protagonista dello show.

«Io continuo a chiamarlo Enrico anche se è... Enrica. Per 18 anni ho creduto che fosse un maschio, invece ho scoperto che era una femmina due anni fa, quando ha deposto un uovo» racconta. «Ora gli sto insegnando a pronunciare Portobello, con la erre ben arrotata». Riuscirà a dirlo? «Le premesse ci sono: anche lui è un Amazzone fronte gialla ed è cresciuto nello stesso posto in cui Tortora trovò il suo pappagallo, che si chiamava Loreto» dice la signora Paro. «Fu mio padre Luigi, che lavorava spesso per la Rai, a prestarglielo». Insomma, il nuovo Portobello è come se fosse il... «cugino» del vecchio.