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“Antonino Chef Academy”: all’esame di Cannavacciuolo

«Ti prego Chef, fammi lavorare per te!». Con la scusa di scoprire il suo nuovo show, in onda da martedì 12 novembre su Sky Uno, ho provato a farmi assumere

Foto: Antonino Cannavacciuolo, da martedì 12 novembre su Sky Uno con “Antonino Chef Academy”  - Credit: © Stefano G. Pavesi

28 Ottobre 2019 | 10:00 di Paolo Fiorelli

Ma basta, sono stufo del giornalismo! Ogni giorno ce n’è una. Come quella volta che il direttore mi ha spedito a Cannes a indagare su un caso di gioielli rubati e per poco ci lasciavo le penne. O quando ho ballato con le Veline e poi mi è venuto il mal di schiena. Basta! Voglio un lavoro più tranquillo e che mi renda, possibilmente, famoso e danaroso. Per fortuna grazie  ai contatti di Sorrisi ho saputo in anteprima che chef Antonino Cannavacciuolo sta cercando un nuovo cuoco. Io mi presento alle selezioni: hai visto mai...

Eccomi dunque a Oleggio Castello, in provincia di Novara, dove il grande chef metterà alla prova 10 cuochi nel suo nuovo show “Antonino Chef Academy”, e il vincitore verrà assunto direttamente nel ristorante del Maestro! Ma io, con la scusa di farmi spiegare come funziona il programma, l’ho convinto a esaminarmi per primo. Se riesco a impressionarlo è fatta! Sì, mi spiace un po’ per gli altri 10, ma il mondo dell’alta cucina è così: spietato.

Già il posto di lavoro si presenta niente male. Siamo nella cucina di un castello tra arazzi di velluto, quadri alle pareti e un parco sterminato che si ammira dalle finestre. Bella, nuova e spaziosissima: altro che la mia postazione tre metri per due, dove se solo ordino una pizza al telefono mi sentono in 27!

Ma ecco che arriva lo chef. L’accordo è che mi tratterà proprio come un concorrente dello show. Comincia subito a interrogarmi: «La prima cosa da fare quando entri in cucina?». «Non saprei...». «Mettere l’acqua sul fuoco! Perché in cucina l’acqua calda serve sempre. Dov’è l’acqua sul fuoco?». «Eseguo».

Ha già capito che imparo in fretta e chiede: «Da che livello vogliamo partire?». «Possiamo fare livello zero?». «Vabbè... Per riscaldarti, fammi un pochè». «Che?». «Un uovo in camicia!». Be’, non saprò bene il francese ma almeno un uovo lo so rompere. Faccio un bel gesto scenografico, dall’alto... è sbagliato! «Ma cosa fai? Così l’albume e il tuorlo si separano. Rompilo in una ciotola e poi colalo nell’acqua con delicatezza». Eseguo, ma lo chef non si accontenta. «Per il pochè devi cogliere l’attimo! Lo devi gettare nell’acqua quando si sta chiudendo il vortice, se no prende una brutta forma».

Uff... ma sai che fare il cuoco forse non è così rilassante? Comunque è già ora di passare alla prova decisiva: la Carbonara! Affetto la pancet... cioè il guanciale, rompo le uova, grattugio il pecorino, tutto perfetto. Chef Antonino mi guarda soddisfatto.

Voglio essere sincero, non sono mancati momenti difficili e qualche piccola incomprensione. Come quando mi ha detto: «Quando versi l’impasto sugli spaghetti la padella deve stare sotto i 40 gradi, se no l’uovo si strapazza». «E come faccio a capirlo?». «Basta che la tocchi. Deve scaldare ma non scottare». «La tocco? La padella rovente???». «Non è rovente, sta a 35 gradi». «E io come faccio a sapere che non è rovente?». «Perché la tocchi...». Non ne siamo più usciti. O quando mi ha detto: «Questo guanciale per te è tagliato sottile?». «Beh, sì». «Prendi ogni fettina e tagliala ancora a metà». «Beh, c’ero quasi». «E poi ancora a metà e a metà e comincerai a esserci quasi!».

Il momento più duro è la “spadellata”. Scopro tra l’altro che le donne impazziscono per una spadellata ben fatta. «Dev’essere un movimento sexy» dice il Maestro. Sarà, io riesco solo a far tremolare i miei spaghetti due o tre volte.

Comunque, alla fine sono convinto di averlo impressionato. Mi chiede anche qual è il mio “piatto di rappresentanza”. Io a Chef Antonino non voglio nascondere nulla e gli racconto la triste storia della trota panna e mandorle col cui sughetto ho finito per intasare il lavandino, dopo di che mia moglie mi ha interdetto l’uso della cucina a vita. «Ma è solo invidia, è stato un incidente». «Capisco...».

Alla fine però, stranamente, Chef Antonino non mi offre subito il posto. Sicuramente perché, per correttezza, vuole comunque vedere all’opera anche gli altri 10 cuochi nel programma che comincia martedì 12 novembre su Sky Uno. Torno a casa con un promettente: «Ti faremo sapere». Non mi resta che aspettare fiducioso!