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«Apri e vinci», il quiz con Costantino della Gherardesca

Potremmo definirlo come un quiz a domicilio. È il nuovo programma di Raidue, in arrivo dal 7 gennaio, che ci farà compagnia dal lunedì al venerdì alle 16.45 e la domenica alle 20

Foto: Costantino della Gherardesca

07 Gennaio 2019 | 16:43 di Antonella Silvestri

Potremmo definirlo come un quiz a domicilio. È «Apri e vinci», il nuovo programma di Raidue, in arrivo dal 7 gennaio, che ci farà compagnia dal lunedì al venerdì alle 16.45 e la domenica alle 20. Al timone ci sarà Costantino della Gherardesca, che vedremo entrare fisicamente nelle case degli italiani per giocare con loro.

Il conduttore porrà domande a tutti coloro che saranno presenti in quel momento: mamme, papà, coinquilini, conviventi, amici, figli, zii e nipoti. In palio c’è un montepremi in gettoni d’oro.

Lei è considerato l’esploratore della televisione. Come si sente prima di questo nuovo “viaggio”?
«Sono prontissimo! AprieVinci è un programma sofisticato che cambia un po’ il concetto di quiz. Andremo in onda subito dopo Detto fatto e speriamo che il pubblico si abitui e apprezzi».

Che accoglienza si attende in giro per l’Italia?
«Quando saremo al Sud, sono abbastanza certo che ci offriranno da mangiare o una tazza di caffè. Poi, a dir la verità, pure a Milano sanno essere ospitali. Magari in modo più austero».

Anche Piero Chiambretti, che l’ha lanciata in tv, andava a casa degli italiani in «Complimenti per la trasmissione»…
«Chiambretti è bravissimo, un punto di riferimento. AprieVinci, in effetti, rievoca un po’ l’atmosfera della Raitre degli ultimi Anni 80, di cui Piero fu protagonista con quel programma».

Lei, da spettatore, è appassionato di quiz?
«Sì, perché mi piace la televisione tradizionale. Il mio conduttore preferito è stato Corrado. Sono stato anche un fan di Chi vuol essere milionario? e oggi, spesso, guardo L’eredità cercando di indovinare le risposte».

C’azzecca qualche volta?
«Purtroppo ho alcune lacune sulla letteratura italiana. Avendo studiato in Gran Bretagna, invece di leggere Manzoni, Dante e Leopardi mi sono infarcito di Shakespeare, Austen e altri. Ma so che quando andrò in pensione recupererò».