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05 Gennaio 2018 | 13:38

«Avanti un altro!», Paolo Bonolis torna con la settima edizione

«In questo programma» dice a Sorrisi «mi concedo il lusso di improvvisare e di fare ciò che mi va non si sa mai cosa può succedere»

 di Giusy Cascio

Foto: Paolo Bonolis

Tra i primi a tornare in tv dopo la pausa natalizia, Paolo Bonolis è in gran forma, pronto a riprendere il timone del programma «Avanti un altro!»: «Mi sono riposato, sono andato in vacanza con la mia famiglia. Siamo stati al caldo, abbiamo preso un po’ di sole e ciascuno di noi si è ritemprato dai propri affanni: io dai miei, mia moglie dagli impegni del lavoro e i miei figli dalla scuola» racconta. Lo storico quiz preserale di Canale 5 riparte l’8 gennaio e il conduttore, affabile e ironico come di consueto, è già in vena di scherzare…

E così si appresta a condurre la settima edizione dello show?
«Ho perso il conto. Se non è il sette è l’otto, se non è l’otto è il sei, ma insomma siamo lì».

Sette, certificato da Wikipedia. Per lei è un numero dal significato speciale?
«Beh, se è preceduto da “Bubù” è divertente, altrimenti è solo un numero (ride)».

Parliamo delle novità di quest’anno?
«Ma le novità sono relative, sono figlie, fin dalla prima edizione, di ogni singola puntata, dell’enorme fila di concorrenti che provano a giocarsi il tutto e per tutto per arrivare alla vittoria. Il loro continuo cambiare di fronte a me e a Luca (Laurenti, ndr) è un progredire costante delle mille probabilità che questa trasmissione offre: di impegno, di gioco e di divertimento».

Il «Salottino» dell’anno scorso resta?
«Il “Salottino” resta, sì: è un posto popolato di personaggi comuni, sempre diversi, che ai concorrenti fanno domande su temi scelti da loro, su passioni che riguardano la loro vita. Alcuni personaggi cambieranno, altri invece li riproporremo. E nel fine settimana ci saranno quelli storici».

Chi saranno i personaggi nuovi?
«Non li so neanche io! Li scopro lì per lì: “Avanti un altro!” è una trasmissione che mi fa stare bene proprio perché non conosco le ipotesi degli eventi, mi diverto a viverla nel momento in cui si manifesta. Tutto qui: non so nulla di ciò che accade. È un divertissement, c’è la piacevolezza di essere autore e conduttore nello stesso tempo: le variabili che puoi incrociare sono tante. Si tratta di coglierle e vedere che succede».

Nel meccanismo del gioco cambia qualcosa?
«Mi viene in mente che ci saranno nuove tipologie di domande. Ma non bisogna fare particolari cambiamenti al programma che già di per sé è un’alchimia di tutti i colori possibili e immaginabili. Nel momento in cui dai una pennellata a destra e una a sinistra, cambia completamente l’aspetto del quadro. Aggiungere cose rischia di diventare eccessivo, un esercizio spropositato!».

L’avvocato del diavolo, lo scienziato pazzo, il menestrello… Avrebbe mai voluto essere uno dei personaggi della galassia del programma?
«Mai! (ride). Sto bene così come sono. Certo, nel cuore del pubblico sono entrati (e rimasti) in parecchi. L’alieno, per esempio, è piaciuto tantissimo. Ma anche Nozzolino, il signore dalle forme XXXL, è molto amato. Poi ci sono le belle figliole, altri personaggi che vengono dal mondo del web… Sono tutte affermazioni di leggerezza, ciascuno ci mette il suo. Non è il singolo elemento che fa la trasmissione, è l’insieme. C’è la volontà da parte di tutti di vivere con allegria quell’ora di trasmissione che offriamo al pubblico: è una momentanea sospensione dai problemi».

Con un tocco di irriverenza?
«Guardi, in realtà c’è piuttosto un eccesso di affettazione e costrizione nei nostri comportamenti quotidiani. Quindi, essere semplicemente più sinceri nel programma può apparire irriverente».

In tv ci si può concedere di essere più liberi?
«Io me lo concedo, sì. Altri non so. Ognuno ha il proprio modo di affrontare le cose della vita. Se fossimo tutti uguali sarebbe noiosissimo».

Laurenti ha detto a Sorrisi che il successo del vostro sodalizio professionale è dato dal fatto che vivete in camere separate. Cosa ci starà preparando lui di bello stavolta?
«E che ne so io? Noi viviamo proprio in mondi separati. Quando mi si “ciccerà” davanti in tutta la sua assurdità, ne verremo a conoscenza (ride). Con Luca lavoriamo insieme in sintonia da più di 30 anni, ma nella vita no: abbiamo tante altre cose di cui occuparci. La tv è il nostro universo parallelo, dove parliamo due lingue diverse, ma ci capiamo alla perfezione».

Un’ultima curiosità: nel «Salottino» di casa sua c’è un oggetto di cui va particolarmente fiero?
«Guardi, c’è una poltrona fatta tutta di pupazzi, di peluche. Koala, panda… È davvero terrificante: quando la guardo mi rendo conto che non c’entra niente col resto della casa. E questo la rende unica; su di essa posso scagliare tutto il mio stupore e anche l’orrore».