Home TvProgrammiCarlo Conti e “La Corrida”: «È un programma forte e perfetto così com’è, non va modificato di una virgola»

Carlo Conti e “La Corrida”: «È un programma forte e perfetto così com’è, non va modificato di una virgola»

Venerdì 22 marzo riparte la storica trasmissione dei “dilettanti allo sbaraglio”. Ci saranno ancora anche la valletta Ludovica Caramis, il maestro Pinuccio Pirazzoli e il pubblico che partecipa con pentole e coperchi

Foto: Carlo Conti con la valletta Ludovica Caramis

20 Marzo 2019 | 10:00 di Stefania Zizzari

È un fulmine, Carlo Conti. Riesce a terminare il servizio fotografico che precede l’intervista in pochi minuti e arriva in camerino per la nostra chiacchierata in anticipo di oltre 20.
«È che le foto e le prove degli abiti sono due cose che proprio non amo fare. Infatti vesto sempre allo stesso modo!» (ride).

Le foto e le prove abiti servono per “La Corrida”, che riparte con una nuova edizione.
«Sì. Lo scorso anno abbiamo festeggiato i 50 anni, dal momento che la trasmissione è nata nel 1968 alla radio».

Ci saranno novità?
«Assolutamente no. “La Corrida” è un programma forte e perfetto così com’è, non va modificato di una virgola. Ci sono i “dilettanti allo sbaraglio”, la valletta Ludovica Caramis, il maestro Pinuccio Pirazzoli, il pubblico che partecipa con pentole e coperchi, e poi il “valletto o la valletta allo sbaraglio” che scelgo casualmente in diretta in ogni puntata».

Che cosa funziona così bene?
«La voglia di divertirsi dei “dilettanti allo sbaraglio”: persone che si mettono in gioco e non si preoccupano di cosa diranno di loro il giorno dopo gli amici. C’è la leggerezza, il voler apparire in una maniera divertente e non per forza perfetta, anzi, persino ridicola in alcuni casi, ed essere i primi a prendersi in giro. È nella semplicità il segreto di questa trasmissione».

Quante persone si sono presentate per andare “allo sbaraglio” sul palco?
«Circa seimila, e i provini continuano. Ci sono anche dei concorrenti che hanno partecipato alle edizioni con Corrado, poi con Gerry Scotti, con Flavio Insinna e… ora cercano l’opportunità di esibirsi per la quarta volta anche con me. Noi gliela daremo, ovviamente».

L’anno scorso la maggioranza era formata da cantanti. Quest’anno?
«Pure. Poi c’è qualcuno che si ingegna con cose strane, tipo cantare con la testa in giù o con le gambe sulla testa. Ci sono molti ballerini o presunti tali. E anche cantautori con canzoni divertenti o improbabili. E ancora, ci sono tanti poeti che scrivono poesie convinti di fare la rima, e magari la rima non c’è».

Cose strane?
«Per ora un suonatore di ascelle non ce l’abbiamo ancora».

Ma come vengono scelti i concorrenti?
«Nei provini io mi soffermo più che altro sulla parte della chiacchierata, su come le persone si presentano e come si raccontano. Mi colpisce il contrasto: magari ti trovi di fronte un tipo apparentemente strampalato e poi ti accorgi che canta o suona benissimo».

Da ragazzo si sarebbe presentato a “La Corrida”?
«No. Non avrei saputo cosa fare. Non canto, non ballo, non recito poesie… Al limite avrei mixato qualche disco e avrei fatto ballare la platea».