Sanremo 2021

Carlo Conti racconta i Ricchi e Poveri in “Che sarà sarà”

Martedì 23 febbraio su Raiuno va in onda uno show che celebra i fantastici quattro della musica italiana

I Ricchi e Poveri
23 Febbraio 2021 alle 13:06

Una nuova grande prima serata su Raiuno per gli appassionati della musica leggera di casa nostra. Martedì 23 febbraio, il terzo degli show-evento della serie "A grande richiesta" s’intitolerà "Che sarà sarà". Carlo Conti, direttore artistico e padrone di casa, ci condurrà nella storia e nelle canzoni dei Ricchi e Poveri, che condivideranno la scena con ospiti eccellenti come Al Bano e Roberto Vecchioni. Compito difficile per Carlo! Il gruppo genovese ha raccolto così tanti successi che il rischio del “manca il mio preferito” è altissimo. Ma i 50 e più anni di musica dei Ricchi e Poveri sono un Everest che ognuno scala come meglio gli piace, e sono un racconto che noi abbiamo “sintetizzato” in cinque momenti cruciali.

L’esordio, tra De André e Califano

Il primo gruppo di Angela Brambati, Franco Gatti, Marina Occhiena e Angelo Sotgiu si chiama Fama Medium (“Fama” dalle iniziali dei loro nomi) e si costituisce nel 1967. Fabrizio De André si accorge subito del talento dei ragazzi, ma l’audizione che organizza per loro non va bene: «Questi di musica non capiscono nulla, ma voi avrete successo comunque» commenta il cantautore. Ha più fortuna Franco Califano, che li ribattezza Ricchi e Poveri (perché “ricchi di idee, ma poveri di soldi”), cambia il loro look (due biondi e due mori…) e li porta al Cantagiro del ’68. Esplodono a Sanremo nel 1970 con "La prima cosa bella".

Alla conquista dell’Italia

Negli Anni 70 i Ricchi e Poveri si ascoltano e si vedono dappertutto. Oltre ai dischi (anche per bambini e anche in genovese) e ai concerti, partecipano a tantissime trasmissioni tv (una per tutte, la storica "Tante scuse", al fianco di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini), mentre Pippo Baudo e Walter Chiari li coinvolgono in fortunate tournée teatrali, perché i quattro sanno stare in scena anche quando non si tratta solo di cantare.

Il “caso Sanremo”

Dopo un periodo di tensioni, al Festival di Sanremo del 1981 si consuma la rottura tra Marina Occhiena e il gruppo. I Ricchi e Poveri si presentano in tre, ma Marina li raggiunge, si rivolge al pretore e ottiene di cantare con loro. Provano insieme per la serata finale, ma il sabato lei non sarà sul palcoscenico. La loro canzone è "Sarà perché ti amo", si classifica quinta, ma diventerà un successo. Intanto, però, Marina è uscita dal gruppo.

Alla conquista del mondo

Dagli Anni 80 il pubblico dei Ricchi e Poveri si allarga a dismisura, perché iniziano a cantare letteralmente in tutto il mondo. Canzoni (una per tutte: "Mamma Maria" del 1982) e tournée li portano dall’Europa all’Oceania e all’America. Entra nella storia un tour del 1986 in Unione Sovietica: 46 spettacoli in 40 giorni, di fronte a quasi 800mila spettatori. Gli impegni all’estero continuano anche quando i Ricchi e Poveri nel 2016 diventano due, perché Franco Gatti decide di ritirarsi.

Di nuovo insieme

Nel 2020, nella seconda serata del settantesimo Festival di Sanremo, si apre un nuovo capitolo nella storia del gruppo. Si ricostituisce il quartetto, che riprende così la sua strada. Il tutto accade sul palcoscenico del teatro Ariston, il luogo dove nel 1981 si era sancita la rottura con la Occhiena. Il luogo che tra il 1970 e il 1992 li ha visti concorrenti per dodici volte, vincitori nel 1985 con "Se m’innamoro" e due volte secondi (nel 1970 con "La prima cosa bella" e nel ’71 con "Che sarà", la canzone evocata nel titolo della serata-tributo di Raiuno). Li abbiamo visti lo scorso 29 gennaio nei “panni” del Baby Alieno a "Il cantante mascherato"; li ritroveremo il 27 febbraio con Carlo Conti a "Che sarà sarà". E allora prepariamoci al coro “Mamma-ma! Mamma Maria!”.

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