Home TvProgrammiCarlo Conti: «Voglio aiutare i giovani a mettere su famiglia»

Carlo Conti: «Voglio aiutare i giovani a mettere su famiglia»

Presenta "Affari tuoi (Viva gli sposi!)", una nuova versione in prima serata dello show: «Saremo anche un po’ varietà»

Foto: Carlo Conti

24 Dicembre 2020 | 9:01 di Stefania Zizzari

Un conduttore nuovo. Una collocazione nuova. Un titolo... nuovo a metà. “Affari tuoi (Viva gli sposi!)” va in onda da sabato 26 dicembre in prima serata e a condurlo è Carlo Conti.

Carlo, è un programma nuovo o... seminuovo?
«È nuovo. Anche se “Affari tuoi” è stato per tanti anni un titolo importante per la fascia oraria che quelli bravi chiamano “access prime time”».

E come l’ha rinnovato?
«Il direttore mi ha chiesto di occuparmi di queste sette puntate e mi è piaciuta l’idea di dare una speranza, un futuro a delle persone che si devono sposare, un bel regalo che può aiutare a costruire una nuova famiglia. Soprattutto in un momento così difficile, con i matrimoni e le nascite in calo. Il montepremi non è più quello eclatante da un milione o da 500 mila euro, che mi sembravano cifre “stonate” in questo momento, ma da 300 mila euro, una somma comunque importante per una giovane coppia che deve costruire una nuova famiglia».

Anche la collocazione, in prima serata, è cambiata...
«Sì, e per questo il programma prende un po’ la forma del varietà. L’abbinamento dei pacchi non è più con le regioni ma con dieci personaggi noti, cinque damigelle e cinque cavalieri: una sorta di testimoni delle nozze. Ognuno di loro tiene due pacchi, che saranno sempre 20 in tutto».

La conduzione sarà solitaria?
«Sì, ma ci sono due personaggi fissi tra i “pacchisti”: Ubaldo Pantani, che interpreterà i suoi personaggi nelle varie puntate, e poi Nino Frassica. Gli altri cambiano di volta in volta».

Quali altre novità ci sono?
«Ho semplificato i pacchi, ce n’è solo uno speciale, il “pacco feeling”. Un giochino con domande di affinità di coppia: se i due rispondono allo stesso modo, possono vincere fino a 10 mila euro, da aggiungere alla vincita finale. A mani vuote non vanno via, insomma».

Dipende dall’affinità tra i due fidanzati.
«Beh, su dieci domande qualcuna la beccheranno: sennò fanno prima a non sposarsi (ride)!».

Come scegliete le coppie protagoniste?
«In base alle caratteristiche televisive, alla loro storia, cercando di spaziare in tutta Italia».

Ci saranno ospiti?
«Sì, magari il cantante o l’attore preferito dai promessi sposi, che viene a cantare la loro canzone o a recitare un monologo».

A proposito di promessi sposi, come è stata la sua proposta di matrimonio a Francesca?
«Per riconquistare Francesca (i due erano già stati insieme e poi si erano lasciati, ndr) ho seguito il consiglio di Antonella Clerici: “Stavolta o ti presenti con il brillocco (l’anello di fidanzamento, ndr), o non chiamarla neanche!”. E per far capire a Francesca che facevo le cose sul serio, mi sono presentato col “brillocco” e con l’idea di sposarci di lì a pochi mesi. Era ottobre 2011 e a giugno 2012 siamo convolati a nozze».

Avete una vostra canzone?
«“Viva la vida” dei Coldplay: quella l’abbiamo messa in chiesa durante il matrimonio e anche come colonna sonora nel filmino delle nozze».

Quindi se volesse fare un regalo a Francesca dovrebbe chiamare i Coldplay...
«Una robina da niente... (ride)».

Sempre rimanendo in tema di nozze: il vostro matrimonio chi lo ha organizzato?
«Ci siamo divertiti a farlo insieme: scegliere la location, la chiesa, le partecipazioni, il catering, i fiori... Da dicembre a giugno ogni settimana siamo andati a Firenze per dedicare del tempo all’organizzazione».

Lei lo sa che non è una cosa così comune per un futuro sposo, vero?
«Fa parte della nostra complicità e condivisione: per noi questo è l’aspetto bello del costruire insieme, se si perde se ne va un elemento importante. Come pure arredare la nostra prima casa: l’abbiamo fatto insieme, un po’ alla volta. Sull’arredamento Francesca ha più gusto di me. Io invece ho più occhio: vedo un oggetto e immediatamente lo colloco per misure, colore e posizione in una zona precisa della casa. E poi c’è un altro momento che amiamo condividere».

Quale?
«Andare tutti e tre insieme a fare la spesa al supermercato».

Chi è il più “pericoloso” negli acquisti?
«Io e Matteino abbiamo il divieto di andare da soli. Se Francesca ci dice: “Andate a prendere il pane?” noi torniamo a casa con un carrello pieno. Riusciamo a comprare di tutto, soprattutto patatine e cose inutili e poco sane. Io e lui insieme siamo pericolosissimi!».