Carlo Cracco: «In “Dinner Club” si ride di gusto»

Lo chef ci parla del nuovo programma di Prime Video in cui con 6 star gira l’Italia in cerca di sapori

Carlo Cracco
23 Settembre 2021 alle 16:07

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Pronti? Via! Dal 24 settembre su Prime Video inizia il viaggio di “Dinner Club”, il nuovo show in sei puntate prodotto da Banijay Italia in cui lo chef Carlo Cracco, alla guida di mezzi più o meno di fortuna, accompagna sei star (Luciana Littizzetto, Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Fabio De Luigi, Valerio Mastandrea e Pierfrancesco Favino) alla scoperta delle eccellenze culinarie italiane. Una volta tornati, raccontano la loro esperienza durante una cena, mentre cucinano quello che hanno gustato durante il viaggio. E si ride, molto. Perché così spontanei e senza filtri i protagonisti di questa avventura non li abbiamo visti mai. A partire dallo stesso Cracco che, abbandonata la sua proverbiale severità, ci mostrerà un lato più sereno e scanzonato di sé che poi, ci conferma, «è il vero me».

Perché ha accettato di fare questo programma?
«Il progetto era raccontare l’Italia. Il fatto di poterlo fare in questo modo è stato un privilegio, una cosa stupenda. E poi è un viaggio in cui si condividono determinati valori e sei tu che conduci le persone attraverso la scoperta di luoghi bellissimi, ingredienti e persone nuove».

Lei sembra molto spontaneo. Quanto ha improvvisato?
«Non è un programma scritto, cerchi sempre di interpretare il momento, di valorizzare tutto quello che arriva e succede. E poi i miei sei compagni d’avventura mi hanno aiutato tanto, sono stati davvero bravissimi».

Conosceva già qualcuno di loro?
«Non personalmente. Mi ha colpito la loro disponibilità. In poche parole io impongo cose che mi piacciono e cerco di farle piacere anche a loro, che si sono fidati: faccio da cicerone. Il mio intento è far capire il valore di alcuni piatti, anche se non abbiamo gli stessi gusti».

Sapeva già cosa avrebbe fatto assaggiare a ciascuno?
«No, la scelta è stata casuale. Hanno mangiato quello che capitava e non sempre era di loro gradimento. Valerio Mastandrea non era contento quando ha assaggiato la mozzarella perché non mangia cibi bianchi, ma alla fine è stata una scoperta come per Lucianina con le interiora».

La vediamo guidare vari mezzi di trasporto: chiatte, camper, biciclette. Ha preso lezioni?
«No. Dovevo cercare di dare loro sicurezza. Quando mi chiedevano se ero capace, rispondevo che ero bravo, invece con il camper d’epoca su cui viaggiavo con Lucianina, per esempio, abbiamo rischiato di andare fuori strada. Ogni tanto ci provi e ci riesci, altre volte fai qualche piccolo errore…».

Durante la cena lei stesso aiuta i vip a cucinare. Chi vorrebbe come allievo e chi caccerebbe?
«Il discorso è diverso. Non dici “scelgo lui perché è più bravo” e “non prendo l’altro perché lo è meno”. Il bello del viaggio è che cerchi di trovare dentro ognuno qualcosa che ti dia quell’idea e quello spirito per cambiare parere, conoscere sempre di più. Il compagno di viaggio può essere chiunque: è il percorso condiviso la cosa bella, non perché ci siano Diego o Fabio».

Cosa ha imparato grazie a questa avventura?
«Tantissimo. Ad adattarmi e a vincere delle paure, ma ho scoperto anche nuove impreviste sfumature in ingredienti che pensavo di conoscere».

Ripeterà questa esperienza?
«Non lo so, non dipende da me. A me piace viaggiare, e andare in giro a scovare materie prime fa parte del nostro lavoro e della nostra cultura. Per cui sì, mi piacerebbe molto rifarla».

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