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12 Gennaio 2018 | 12:29

C’è posta per te spiegato da Maria De Filippi

Lo show dei sentimenti torna su Canale 5 il 13 gennaio con le sue storie struggenti e grandi ospiti

 di Alessandro Alicandri

C’è posta per te spiegato da Maria De Filippi

Lo show dei sentimenti torna su Canale 5 il 13 gennaio con le sue storie struggenti e grandi ospiti

Foto: Questa è la 21a edizione dello show di Maria De Filippi, nato il 12 gennaio 2000

12 Gennaio 2018 | 12:29 di Alessandro Alicandri

Nel corso degli anni in molti hanno provato a imitarlo, ma l’appuntamento fisso per milioni di italiani con la tv dei sentimenti è solo quello con «C’è posta per te». Lo show di Maria De Filippi, che nel 2018 compie 18 anni, torna su Canale 5 il 13 gennaio con nuove storie raccontate dalla gente comune. Sono vicende a volte dolorose, sempre toccanti ma spesso a lieto fine, con mille sorprese e ospiti d’eccezione.

Gli ospiti

Nella prima puntata vedremo il ritorno di Patrick Dempsey e la presenza di Michelle Hunziker con il marito Tomaso Trussardi. Nelle successive sono previsti Ilary Blasi e Francesco Totti, Riki, Emma e Carlo Conti.

Il racconto di Maria

«C’è posta per te» è una creatura forte e complessa di cui Maria non parla spesso. Noi di Sorrisi abbiamo così deciso di raccogliere in un solo articolo tutte le sue dichiarazioni tratte dalle interviste rilasciate dal 2000 a oggi. Sono piene di segreti e curiosità.

«Che fatica, ma quante soddisfazioni mi dà»

«È il programma che mi toglie più energie. È faticoso prepararlo e condurlo. Forse è per questo che nei suoi confronti ho un atteggiamento protettivo».

«È la trasmissione che mi costa di più in termini di energia e di concentrazione. Ma anche quello che mi dà più soddisfazioni. Non solo per gli ascolti: riuscire a mettere pace tra persone che non si parlano da anni è bellissimo. È una specie di servizio pubblico dei sentimenti».

«“C’è posta per te” è come una cioccolata calda, rassicurante: la gente sa che lì non ci sono fregature».

«Non ascolto sempre i consigli di Maurizio»

«Lui mi dice sempre di non guardare i programmi della concorrenza, di non farmi del male. Ma non so resistere, la curiosità è troppo forte. Così la scena è più o meno sempre questa: in una stanza ci sono io a guardare la concorrenza, nell’altra c’è lui che passa il tempo a sezionare “C’è posta per te”. Per dirmi tutto ciò che va e che non va. A volte ci rimango male. Ma le sue critiche me le becco lo stesso e tutto finisce lì».

«Per “C’è posta per te” sostiene che dovrei fare più domande prima di congedare gli ospiti vip. Ma non lo seguo. Mi sembrerebbe di entrare troppo dentro la vita di queste persone e non lo voglio fare. Non mi viene. Sulle scelte importanti, però, gli do sempre retta».

«Sembro forte però ho tante piccole debolezze»

«Quando mi descrivono come una donna forte non mi riconosco. Sono piena di debolezze. La tv mi ha aiutato a superarne qualcuna, ad avere più sicurezza in me stessa, ma il mio bisogno di farmi ben volere, di farmi accettare da chi eleggo a mio punto di riferimento, è lo stesso di quando ero una ragazza laureata in giurisprudenza che sognava di diventare magistrato».

«È il mio incubo e il mio limite: se qualcuno mi dice che ha un problema io cerco subito di trovare una soluzione. Ho sempre la tentazione di dare una mano perché penso di poter risolvere la situazione. Ma so che la soluzione che propongo non sempre è quella giusta. Il mio consiglio è quello di ascoltare il mio consiglio, ma poi di valutare con attenzione se seguirlo oppure no».

«Non so se le persone si rivolgono al mio programma perché ci sono io, sarei presuntuosa nel dirlo. Ma è vero che a “C’è posta per te” le persone raccontano i loro sentimenti perché sanno che grazie alla televisione possono risolvere più facilmente i loro problemi».

«È questa la televisione che porto nel cuore»

«La mia tv del cuore è quella vera, non presuntuosa e non ipocrita. Quella che racconta una realtà oggettiva. Quella che invece faccio fatica a sopportare è la tv di coloro che hanno la presunzione di dire che fanno un programma “alto”».

«Se al pubblico non regali vere emozioni, il pubblico ti ignorerà».

«Mai in onda senza le mie tre caramelle»

«Gli ospiti rimangono molto legati al programma, ci chiamano per raccontarci come evolvono le loro storie. Ma per rispetto nei loro confronti non abbiamo mai raccontato come vanno a finire».

«Mi dà fastidio la spettacolarizzazione dei sentimenti. Spesso a “C’è posta per te” omettiamo gli aspetti più eclatanti delle storie».

«Sotto la cartelletta metto sempre tre caramelle. Durante la prima registrazione della mia vita a un tratto mi si azzerò la salivazione. Da allora le tengo sempre a portata di mano perché mi danno tranquillità. Ancora oggi mi capita di doverle mangiare durante le storie in cui le persone non riescono a trovare un accordo e magari devo parlare per 50 minuti. Così ne tengo una nella guancia, come un criceto».

«A volte mi commuovo e non lo do a vedere»

«Le storie che vedete in onda le ho già vissute prima e sono tutte storie che mi hanno colpito. Quando viene un ragazzino nel mio ufficio a chiedermi di rivedere la madre e scoppia a piangere, io esco un attimo e piango di nascosto. Non voglio che mi veda in lacrime mentre mi sta chiedendo aiuto, non si sentirebbe rassicurato».

«Dicono che ho una conduzione defilata. La verità è che a “C’è posta per te” sono inquadrata per tanto tempo, in ogni momento, e racconto quasi solo con la mia voce le storie della gente».

«Una volta è successa una cosa che di solito succede a chi guarda da casa: mi sono identificata con la storia che stavo raccontando e mi sono commossa. Mi è dispiaciuto per quel signore, si è pure ritrovato a dovermi consolare perché non riuscivo ad andare avanti. Forse in passato non era così, ma oggi non ho vergogna nell’esprimere le mie emozioni».