“Che c’è di nuovo”, Ilaria D’Amico: «Vi parlerò di attualità ma il calcio resta un grande amore»

La giornalista torna in tv dopo due anni in cui ha fatto la mamma

25 Ottobre 2022 alle 08:53

Ha la voce raffreddata ed è reduce da un’influenza leggera che, prima di lei, ha colpito anche i figli Pietro (nato dall’unione con Rocco Attisani) e Leopoldo (il figlio che ha avuto dall’attuale compagno Gigi Buffon). Ilaria D’Amico risponde con gentilezza e con tono pacato. «Ora sono tutta per lei. Il piccolino, che è a letto con la febbre, ha avuto un attacco di “mammite” e gli ho dovuto fare mille coccole» mi dice la giornalista e conduttrice tv, che torna dopo due anni di lontananza dal piccolo schermo con un programma tutto suo: “Che c’è di nuovo”, da giovedì 27 ottobre in prima serata su Rai2.

Cosa ha fatto in questo periodo lontano dalla tv?
«Ho staccato la spina e mi sono dedicata agli equilibri di famiglia. La nostra organizzazione un po’ complicata aveva bisogno di cura. Ora però me la sono ri-complicata (ride): io e i due bambini stiamo a Roma, poi ci sono gli altri figli che abitano a Torino e Gigi è a Parma. Ma sono sempre stata abituata a fare da elastico e a tenere unita la rete. E nella nostra famiglia chi ha più tempo lo mette a disposizione di tutti per il bene comune».

Dopo 24 anni di giornalismo sportivo ora si dedica all’attualità e alla politica.
«La politica è stata sempre una mia grande passione. Fino al 2014, pur conducendo programmi di calcio, ho anche raccontato l’attualità con programmi come “W l’Italia”, “Exit”, “Lo spoglio”, “Tango”. Poi nel 2015 sono rimasta incinta di Leopoldo per cui, avendo una famiglia allargata e dovendo fare la mamma a tempo pieno, mi sono dedicata solo al calcio».

Ed è soddisfatta di come è riuscita a conciliare gli impegni di mamma con quelli in tv?
«È stato complicato ma, grazie a Gigi, ho vissuto tutto con molta serenità».

Rimanendo in tema, lei è una mamma che fa tante coccole?
«Sì, e credo di emulare ogni giorno, anche involontariamente, il modo di fare di mia madre. Senza accorgercene noi donne replichiamo il modello delle nostre mamme».

Riesce ad avere il polso fermo con i suoi figli?
«Minaccio ma di rado riesco a essere ferma nelle punizioni. Dico a mio figlio: “Per un mese non tocchi l’iPad” ma cedo dopo tre giorni perché mi convinco che abbia fatto il bravo».

Sua madre è stata molto presente nella sua vita?
«Lei lavorava tutto il giorno per cui era mia nonna il mio riferimento nel quotidiano. Mamma ha fatto la commerciante, poi l’imprenditrice nel mondo immobiliare. Ha sempre dimostrato la sua abnegazione per la famiglia. Ricordo che il sabato tornava distrutta dal lavoro alle 2, il tempo di farsi un riposino e poi si ricomponeva. Prendeva la sua Cinquecento e caricava me, mia sorella e le mie cugine per portarci al luna park dell’Eur. Ora che sono adulta comprendo i suoi sacrifici e la grande forza che aveva».

Prendendo spunto dal titolo del suo programma, che c’è di nuovo?
«Intanto torno in Rai, dove sono “nata”. Ho accettato molto volentieri la proposta di portare avanti un progetto “largo”, di formare un gruppo nuovo capitanato da Alessandro Sortino, che è un giornalista straordinario e che in questi anni ha formato tante nuove leve, insegnando loro soprattutto la tecnica del racconto filmato».

Il suo programma sarà un palcoscenico per…?
«Tre filoni di racconto: l’intervista con i protagonisti della settimana, poi uno spazio in cui un personaggio noto o un cittadino esterna il proprio pensiero che sarà oggetto di dibattito, infine le nostre inchieste su quello che sta accadendo nella realtà. Cercheremo di far sorgere il dubbio sui vari argomenti mettendo in luce più verità».

In pratica?
«Il tentativo è quello di non far litigare gli ospiti su un tema, ma di contrapporre idee e cercare di spiegare le cose con autorevolezza e chiarezza riportando gli spettatori all’antico piacere dell’ascolto e della comprensione. Per esempio, far capire la bolla che c’è dietro ai costi dell’energia o focalizzarci sugli aspetti meno evidenti della guerra».

Quindi la sua trasmissione si situa tra “Exit” e “Presadiretta”?
«Io aggiungerei anche “Le invasioni barbariche”».

Il talk e le donne. Ce ne sono poche: quali sono le sue preferite nella conduzione?
«Lucia Annunziata, Lilli Gruber, Bianca Berlinguer e Myrta Merlino. Preparate, puntuali e molto abili nell’esplorare le idee degli altri».

A proposito di Myrta Merlino, entrambe avete al vostro fianco due giocatori famosi in grado di rompere lo stereotipo della coppia velina-calciatore…
«(Ride). Riassumo tutto con una battuta. Quando Myrta si è fidanzata con Marco Tardelli, mi chiamò e mi disse scherzando: “Ora siamo tu la velina mora e io quella bionda, compagne dei calciatori”».

Lei e Gigi Buffon venite da due mondi diversi. Oltre alla passione cosa vi lega dopo tanti anni?
«Ho incontrato uomini con la patente da intellettuali e dalla sterilità umana mostruosa. Anche io nutrivo pregiudizi su varie categorie di persone e invece ho capito che non è il lavoro che ti definisce, ma è la persona che decidi di essere, il mondo che decidi di abbracciare. Di Gigi apprezzo l’attenzione alla realtà, la curiosità vivace, la sua umanità. Lui ha una voglia di conoscenza senza pregiudizi. In una parola è un “uomo umano” solido. Avrebbe potuto fare il carpentiere o il medico, sarei stata comunque attratta dall’uomo Gigi».

Seguici