Ciro Priello e Fabio Balsamo ritornano su Tv8 alla guida di “Name that tune”

Uno canta in auto a squarciagola, l’altro lo fa solo nella sua testa o allo stadio

23 Gennaio 2023 alle 08:51

La videochiamata con Ciro Priello e Fabio Balsamo inizia con un loro bacio rubato (sulla guancia). «Beccati!» scherzo io. «Eh sì, ci baciamo sempre...» ribattono con il loro tipico umorismo spiazzante i due ragazzacci dei The Jackal, che dal 25 gennaio tornano su Tv8 per condurre “Name that tune - Indovina la canzone”, l’agguerrita gara musicale tra due squadre di vip prodotta da Banijay Italia.

Quanto vi sentite a vostro agio nei panni di conduttori, per di più riconfermati?
Ciro: «Adesso va meglio. L’anno scorso è stato un esperimento, ereditavamo il ruolo di Enrico Papi e ci siamo mossi con la giusta cautela. Questa volta ci siamo divertiti a personalizzare il quiz aggiungendo anche due nuovi giochi».
Fabio: «Abbiamo fatto un grande lavoro nel 2022 per definire i rispettivi ruoli e non sovrapporci. Il mio è più legato a riempire i vuoti, a far cambiare registro al programma e a regalare un po’ di autoironia. Ciro ha l’opportunità di mostrare tutte le sua abilità come cantante, ballerino e imitatore».

Il collettivo artistico e di videomaker dei The Jackal vi ha dato la sua benedizione?
Ciro: «Sempre. In tutti i progetti che facciamo da soli abbiamo la loro benedizione, anche perché queste possibilità accrescono il nostro bagaglio professionale. È come andare a giocare in Nazionale, poi si torna nel club di appartenenza arricchiti».

Consigli e battute da parte loro?
Fabio: «Far parte di un collettivo significa che nei momenti brutti hai sempre chi ti risolleva il morale e in quelli belli chi ti ridimensiona. Sono l’ago della bilancia. Ci motivano o ci prendono in giro, come facciamo d’altra parte noi con gli altri».

Il titolo inglese del programma è quasi uno scioglilingua. Vi esercitate per dirlo bene?
Ciro: «Mi hanno ripreso già parecchie volte per la pronuncia troppo “alla napoletana”».
Fabio: «L’abbiamo italianizzato fin da subito, così come pure i titoli stranieri delle canzoni: li pronunciamo come vengono».

Tra i nuovi giochi a Ciro è toccato “Doppio mito”. Di cosa si tratta?
Ciro: «Imito la voce di alcuni artisti su brani di altri. Le due squadre devono indovinare il cantante che sto imitando e il titolo della canzone».

Ma lei è nato imitatore o lo è diventato?
Ciro: «Non mi ritengo un imitatore, è sempre stato un gioco, anche quando ho partecipato a “Tale e quale show”. Ci sono delle particolarità di alcuni cantanti che, non so come, il mio cervello riproduce fedelmente. Ma non ho mai pensato di sfruttare questa caratteristica nel lavoro: non ho fatto uno studio sulle imitazioni. Tant’è che nel programma porto solo cantanti che conosco bene».

Lei è anche ballerino e ha provato a entrare ad “Amici”. Ci racconti.
Ciro: «In effetti nasco ballerino: il mio sogno era di farlo in tv, ma poi la mia carriera ha preso strade diverse. Per “Amici” feci un provino nel 2004: arrivai fra i primi 50 ballerini, ma poi, purtroppo, non mi chiamarono per partecipare al programma».

Fabio, lei invece quali talenti nascosti ha?
Fabio: «Mi limito ad accompagnare Ciro. Sono realista, faccio quello che serve, le pulizie...».

Però è il protagonista del secondo nuovo gioco, “Canzone recitata”.
Fabio: «È una parodia del mio percorso teatrale drammatico. Ciro mi presenta come “Maestro”. Arrivo con la gorgiera (un colletto pieghettato che fa parte dell’abbigliamento aristocratico, ndr), vestito come un attore di una volta, e recito, male, il testo di una canzone di cui i concorrenti dovranno indovinare il titolo».

Quindi è anche un attore serio?
Fabio: «Ho fatto diverse produzioni impegnate, ma ora sono più conosciuto per la veste comica».

Riuscirà a restare serio nella terza stagione di “LOL - Chi ride è fuori”, prossimamente sulla piattaforma Prime Video?
Fabio: «Penso sarà semplice, basterà ricordarmi che cosa ho vissuto fino a ora. Il comico di solito non ride... ma sarà dura perché ci saranno in gara talenti straordinari».

Ciro, lei ha vinto la prima edizione di “LOL”, che consigli può dargli?
Ciro: «Di fare come a scuola. Quando io non avevo voglia di studiare facevo finta di appassionarmi alla lezione annuendo, ma la mia testa era da un’altra parte. Il trucco è fingere di essere presente, ma pensare ad altro: guardare ma non vedere...».

Torniamo alla musica. Che posto occupa nella vostra vita?
Ciro: «L’ho sempre amata, sia per ballarla sia per cantarla o ascoltarla. Mi dà emozioni diverse. Non potrei mai vivere senza».
Fabio: «È essenziale. Fa parte dei momenti riflessivi e di quelli giocosi. La musica nutre la creatività. Quando devo creare un personaggio nuovo, metto una playlist studiata apposta».

Cantate mai a squarciagola?
Ciro: «Sì, mi scateno soprattutto in auto! Sono tanto fisico».
Fabio: «Io studio canto per fare educazione vocale, ma poi “mi esibisco” soltanto nella mia testa. Ciro è più istintivo, io più riflessivo. Solo allo stadio coi cori ci lasciamo andare insieme...».

Capitolo Sanremo. Lo seguirete anche quest’anno con i The Jackal?
Fabio: «Sì, ma non come in passato per via di altri progetti. Riusciremo comunque a contaminarlo».

Fateci un pronostico.
Ciro: «Mi piacciono i Coma_Cose e LDA, trovo che abbia una bella voce e scrive molto bene, mi emoziona quando canta».
Fabio: «Mi piacerebbe se Mr. Rain arrivasse tra i primi, è un ragazzo molto poetico».

Seguici