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Corrado Augias presenta lo speciale “Il diario di Anna”

Alla storia della ragazzina ebrea divenuta un simbolo dell’Olocausto, Raitre dedica il programma in onda giovedì 13 giugno in prima serata

Foto: Corrado Augias

07 Giugno 2019 | 16:57 di Simona De Gregorio

Sono passati novant’anni dalla nascita di Anna Frank (12 giugno 1929), la ragazzina ebrea divenuta un simbolo dell’Olocausto con il diario scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti e prima della deportazione e della morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

Alla sua storia, diventata tristemente nota in tutto il mondo, Raitre dedica lo speciale "Il diario di Anna", in onda giovedì 13 giugno in prima serata. A condurlo, Corrado Augias.

Augias, ci racconti come si svolgerà lo speciale.
«Per raccogliere materiale siamo stati ad Amsterdam, nella casa in cui Anna e la sua famiglia sono rimasti nascosti per più di due anni, e poi nel campo di smistamento di Westerbork, nel Nord dei Paesi Bassi. Quindi siamo tornati a Roma e negli studi Rai di via Teulada e abbiamo ricostruito l’abitazione della famiglia Frank. Il programma si apre con me che spalanco la porta del piccolo rifugio e mi ritrovo nella camera di Anna. Da qui parte il racconto».

E come si svilupperà?
«Seguiremo due filoni. Il primo ripercorre la vicenda terribile dei Frank. Il secondo sarà incentrato sul diario e su come una ragazzina di soli 13 anni sia stata capace di scrivere in modo così semplice e trascinante, descrivendo quel periodo storico e la sua vita da relegata in casa».

Di quali contributi vi avvarrete?
«Le vicende narrate rivivranno attraverso ricostruzioni storiche, spezzoni di fiction internazionali e la testimonianza della senatrice a vita Liliana Segre, che racconterà la sua esperienza di superstite dell’Olocausto».

Perché è importante ancor oggi il ricordo di Anna Frank?
«Il suo diario è un documento palpitante, pieno di memoria. E Anna è il simbolo dell’orrore. La Seconda guerra mondiale tende a essere confusa con tutte le altre guerre. In realtà lo sterminio degli ebrei è stata l’operazione più crudele della storia dell’umanità. Progettata a tavolino senza alcuna ragione di fondo».

Un insegnamento per tutti.
«La storia purtroppo non ha mai insegnato niente a nessuno. Ma bisogna ricordare. Solo la memoria restituisce dignità alle vittime dell’Olocausto».