Dai e dai, la nostra intesa vincente a “Reazione a catena”

Ecco chi sono i preparatissimi giovani che da settimane detengono il titolo di campioni del quiz di Rai1

Marco Voir, Simone Costagliola e Simone Mariottini
24 Agosto 2023 alle 08:15

Amici (quasi) da sempre. «Avevamo 7, 8 anni» racconta Marco Voir. «Io e Simone Costagliola ci incontravamo all’oratorio parrocchiale del quartiere Coteto di Livorno, presso la chiesa di San Giovanni Bosco. L’altro Simone, Mariottini detto per questo “Mario”, si è unito al gruppo qualche anno più tardi». «Ci siamo conosciuti giocando e siamo cresciuti insieme» sottolinea Simone Costagliola. E così, giocando, sono arrivati pure in televisione.

Da oltre tre settimane, infatti, Marco, Simone e Mario sono i super campioni di “Reazione a catena, il quiz che tutte le sere su Raiuno raccoglie una media di 2,6 milioni di spettatori. Puntata dopo puntata, una squadra via l’altra. Loro restano sempre campioni. A sentire gli interessati, Marco è il più «cinico» e il meno sciolto davanti alle telecamere, Simone, il caposquadra, è il più «creativo» e disinvolto, Mario, invece, è quello «solido e razionale», tant’è che nel gioco dell’“Intesa vincente” sta seduto nel mezzo e azzecca lucidamente la parola giusta basandosi sulle definizioni dei compagni. Record stabilito finora: 21 parole indovinate in un solo gioco. Ma precisano: «Durante le simulazioni a casa arrivavamo anche a 29. In studio è diverso il tono di voce che devi usare, devi quasi urlare, cerchi di scandire ogni parola e questo ti rallenta». Una loro “Intesa” è stata anche censurata per via di un’associazione di parole un po’ azzardata: “cosa”, “piccoletta”, “prendi alla vecchietta”. La risposta era “borsetta”.

Nome della squadra: “I Dai e Dai”, perché si prova una volta, e si ritenta per la seconda, perché «dai e dai qualcosa succederà». Parlando con loro si risale agli esordi di “Reazione a catena”. Racconta Simone: «Quando cominciò il programma, era il 2007, mi guardavo tutte le puntate e la sera scrivevo le parole dell’“Intesa vincente” e delle “Catene musicali”. Il giorno dopo al mare, incollandomi al viso la faccia ritagliata di Pino Insegno o Amadeus, conducevo e facevo giocare gli amici». Che confermano: «Già, ci alleniamo da 16 anni!».

Finché un giorno decidono di farlo sul serio: dalla spiaggia alla televisione. «Nel 2020 abbiamo fatto un gruppo su WhatsApp, il nome era “Pazza idea” perché per noi andare in tv era una cosa totalmente fuori dalla nostra portata». E invece, un anno dopo aver fatto domanda, la Rai li chiama per il provino: si fa da remoto, c’è ancora il Covid in circolazione. E dopo una settimana arriva la convocazione a Napoli dove si registra il programma. All’epoca il nome della squadra era “Gli scogli piatti”. «È un posto di Livorno dove andavamo sempre da ragazzi. Un luogo simbolico che ci univa. E in fondo siamo duri come gli scogli». È l’estate del 2021, nello studio non c’è il pubblico, i concorrenti non hanno contatti fra loro, si indossano le mascherine, gli avversari sono insidiosi, i tre livornesi vengono eliminati in un giro di giostra. «Il primo pensiero sul treno del ritorno è stato: “Ragazzi,la prossima volta ci prepariamo meglio!”» ricorda Simone.

Da quel momento allenamenti costanti e strutturati. Essendo tutti e tre legati all’informatica, sfruttano le loro abilità: «Ci siamo inventati una applicazione che tenesse traccia delle parole su cui ci allenavamo, quelle frequenti, quelle indovinate, ma soprattutto quelle rare e sbagliate. Ci siamo allenati sulle “intese perdenti”». Perdenti si fa per dire visto che da oltre 20 giorni i tre amici furoreggiano in televisione. «Alla terza settimana siamo dovuti andare a comprare dei nuovi abiti perché avevamo dato fondo al guardaroba».

Ai soldi vinti ci pensano, ma non troppo. Dice Simone: «Mi piacerebbe spenderli con la mia fidanzata». E Mario: «Forse farò un viaggio, oltre a quelli che faccio per andare e tornare dall’Irlanda dove lavoro». Marco: «In effetti mi servirebbe una macchina nuova». Se devono fare un consuntivo dell’esperienza, televisiva e umana, le somme sono tutte con il segno più davanti. Inizia Marco: «Se mi avessero detto prima di partire, andrai, farai e tornerai con tot, avrei risposto: “Dove si firma?”». Continua Mario: «Il gioco è andato oltre le aspettative, noi ci abbiamo messo le nostre energie e alla fine l’impegno paga». Conclude Simone: «Tra molti anni staremo ancora lì a dirci: “Ti ricordi quel concorrente quanto ci ha fatto ridere?”, “E Liorni che ci ha fatto ballare?”. Sarà un ricordo che vale tutto».

Marco Voir

È nato a Livorno il 27/1/1992 dove vive con la fidanzata Kayleygh. Diploma di perito informatico, organizza tornei di calcetto, calcio a 8 e gabbione (variante del calcetto in voga a Livorno). Lavora in un’agenzia di scommesse. Tifoso di Inter e Livorno, ha fatto l’addetto stampa per alcune squadre minori e il radiocronista per un’emittente locale. Tra le sue passioni, la Formula 1, i videogiochi, pescare e andare a funghi. «Sono molto competitivo, non ho un buon rapporto con la sconfitta».

Simone Costagliola

Nato a Livorno il 28/2/1993, nel 2012 trasloca a Milano per studiare Design della comunicazione al Politecnico. Lavora per una multinazionale informatica: sviluppa siti web, applicazioni e strategie di comunicazione. È fidanzato con Valeria. Ha una sorella maggiore Martina, sua fan. Appassionato di videogiochi e di cucina orientale («Mi sono esercitato durante il lockdown»). Ama l’arte e si diletta a fare illustrazioni. «Finora avevo vinto solo 300 euro a un concorso di poesia delle scuole superiori».

Simone Mariottini detto Mario

È nato a Livorno il 14/12/1994, ha studiato informatica e da un paio di anni lavora a Dublino, in Irlanda, per una multinazionale dell’e-commerce. In Italia ha due sorelle e una fidanzata, Adele («Sarebbe bello tornare facendo qualcosa di mio»). Tra i suoi hobby, la lettura di thriller, fantasy, saggi storici e di divulgazione scientifica. Per tre anni ha praticato canoa («Mi è rimasta la corporatura e la fame!»). «Mi piacciono i giochi di ruolo dove si usa la strategia».

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