Home TvProgrammi“Diario di casa”, Carolina Benvenga: «Per me i bambini sono la cosa più importante»

“Diario di casa”, Carolina Benvenga: «Per me i bambini sono la cosa più importante»

Tutti i giorni su Rai Yoyo legge la posta dei più piccoli. E con il programma su Raidue li ha aiutati ad affrontare l’emergenza

Foto: Carolina Benvenga

21 Maggio 2020 | 8:55 di Antonella Silvestri

In piena emergenza sanitaria, ogni giorno Carolina Benvenga e Armando Traverso spiegavano ai bambini il coronavirus sotto forma di gioco e le pratiche da adottare per evitare l’infezione. Pian piano i conduttori di “Diario di casa”, con l’aiuto di pediatri, educatori e psicologi, hanno cominciato a dare consigli sulle attività da fare a casa, a leggere le letterine degli spettatori e a mostrarne i disegni e i video. In poco tempo, la striscia di Raidue si è rivelata tra i programmi più seguiti in “quarantena”. E anche ora, nella cosiddetta “fase 2”, sembra che i bambini non possano farne a meno.

Da un paio di settimane “Diario di casa” va in onda su Raidue alle 9.50 e alle 17, ma anche alle 18.15 su Rai Yoyo e in streaming su RaiPlay. «Facciamo compagnia ai bambini, ai loro genitori e ai nonni che in questo periodo si sentono un po’ trascurati» ci racconta Carolina Benvenga con il suo piglio vivace e coinvolgente. «Riceviamo tanti video e centinaia di lettere al giorno (i video possono essere inviati tramite WhatsApp al numero 335.13.57.660; lettere e disegni alla mail diariodicasa@rai.it, ndr). E queste attenzioni ci riempiono il cuore». Carolina, uno dei volti femminili più amati della tv dei bambini, sa bene come fare breccia nei più piccoli…

Si aspettava tutto questo affetto da parte del pubblico con un programma confezionato in gran fretta all’inizio della pandemia?
«Sono stata ottimista fin dall’inizio. E infatti questo programma tirato su in 48 ore è diventato subito una macchina di speranza e di luce soprattutto per le persone più fragili costrette all’isolamento. La tecnologia ha salvato bambini e anziani. Anche la diretta della didattica a distanza attivata da Rai Ragazzi su Rai Gulp si sta rivelando utile per l’istruzione. Poi ci siamo noi che, attraverso il gioco a distanza, puntiamo a informare e intrattenere».

È vero che anche i nonni rimangono stregati dal programma?
«Non potendo vedere i nipotini, ci mandano foto e video per fare la sorpresa a tutta la famiglia. La stessa cosa fanno i bambini che mandano video-saluti o filmati in cui cantano, ballano o realizzano qualche invenzione».

Lei è considerata una “tata mediatica” dolce e simpatica. Da “pifferaia magica”, quali consigli si sente di dare ai genitori alle prese con figli ancora a casa?
«Ci vuole una pazienza sovrumana (sorride). Ai genitori che lavorano da casa in “smart working” consiglio di ritagliare dei momenti di condivisione in cui organizzare giochi da tavolo, puzzle, attività di disegno e pittura. E di seguire i figli nei compiti, magari sedendosi vicini a loro».

Lei è la passione dei bambini, ma è un amore reciproco?
«Ho sempre amato i bambini e ho un grande istinto materno. Se fosse dipeso solo da quello avrei fatto figli già a 18 anni, ma non sarebbe stata una scelta ragionevole. Certe decisioni richiedono il tempo giusto. In questo momento, tra lavoro e pandemia, fare figli non è il mio primo pensiero… Ma ho fatto pratica badando ai miei due fratelli, che sono molto più giovani di me».

E che bambina era?
«Una bimba socievole, spigliata e buffa. Organizzavo i teatrini in casa. Mi esibivo, facevo ridere i miei parenti».

Lei è sempre sorridente, vulcanica, una gran chiacchierona. Ma anche nella vita di tutti i giorni riesce a tenere questo ritmo?
«Hai voglia! (Ride) In tempi normali vivo su un treno e vado su e giù per l’Italia. Ho una casa in affitto che a malapena sfrutto una settimana al mese. Quando poi non ho niente da fare, mi invento qualcosa di nuovo».

Lei è la star dei ragazzi in tv e su YouTube. La popolarità con i bambini è più difficile da gestire?
«Intanto, in meno di un anno, sul mio canale YouTube sono state registrate circa 160 milioni di visualizzazioni. Le mie canzoncine vanno alla grande! I bambini mi seguono in tantissimi ma, incredibile a dirsi, io non ho mai fatto niente per diventare famosa. Amo il mio lavoro e non ho mai pensato che mi avrebbe potuto portare alla popolarità. Non amo il gossip, mi sento troppo responsabile nei riguardi dei bimbi».

Lei ha esordito come attrice, ha abbandonato l’idea di recitare?
«In realtà in “La posta di Yoyo” continuo a recitare, anche se ammetto di essere molto me stessa. Con l’impegno di conduttrice e cantante sarebbe un po’ complicato fare altro, ma la recitazione resta la mia grande passione. Ho rifiutato ruoli che cozzavano con la figura che mi sono costruita nel mondo dei bambini. Potrei interpretare una mamma, una figlia, ma mai una “disastrata”. Ormai per loro sono un esempio e non vorrei che, vedendomi in un personaggio televisivo un po’ fuori dalle righe, dicessero: “Se l’ha fatto Carolina, lo posso fare anche io”...».