“Dolce quiz” con Alessandro Greco, Ernst e Frau Knam

Da sabato 16 ottobre a mezzogiorno su Rai2

16 Ottobre 2021 alle 08:41

«Mio nonno paterno era il pasticciere più famoso di Taranto e mio padre per un po’ di tempo ha seguito le sue orme. Sono cresciuto nel laboratorio di famiglia, abituato ai sapori e agli odori della pasticceria». Per Alessandro Greco la dolcezza è quindi una questione di famiglia. Non a caso da sabato 16 ottobre a mezzogiorno su Rai2 condurrà "Dolce quiz".

In ogni puntata si sfideranno due diverse coppie, formate ciascuna da un vip accompagnato da un suo amico o parente. Prima della sfida, le coppie avranno creato un dolce che verrà giudicato da Ernst Knam e da sua moglie Alessandra Mion, Frau Knam. I vincitori del quiz si aggiudicheranno anche l’opportunità di assaggiare le delizie preparate dal maestro pasticciere. Nel cast, anche il sommelier Filippo Bartolotta e i due inviati Claudio Guerrini e Alessia Bertolotto.

Alessandro, la dolcezza, però, non ha a che fare solo con torte e pasticcini…
«Certo. Il termine dolcezza lo associo alla mitezza, al bisogno di attenzioni e al prendersi cura dell’altro. È così bello ricevere un gesto di tenerezza».

Preferisce di più dare o ricevere carinerie?
«All’inizio non sono un tipo particolarmente espansivo, ma poi mi piace offrire un abbraccio, una carezza o anche solo uno sguardo. E mi piace che gli altri lo facciano con me».

A partire dai suoi familiari, immagino.
«La dolcezza in famiglia non sta solo nei gesti ma anche, ad esempio, nel tempo che ci si dedica. Ed è il modo in cui si fanno le cose che fa la differenza e suscita nelle persone quel senso di attenzione di cui parlavo prima. Poi, naturalmente, c’è una dolcezza più fisica: un abbraccio o una carezza dati in un momento di gioia o, soprattutto, di difficoltà. Un gesto che vale più di mille parole».

Le capita di farlo anche con i figli, magari quando vorrebbe rimproverarli?
«Assolutamente sì, è la parte più disarmante della dolcezza. Un figlio si aspetta da te un rimprovero e tu invece lo abbracci. È più educativo e regala fiducia a chi lo riceve. Certo, non puoi farlo sempre, ma penso che in alcuni casi sia più efficace per portare la persona a riflettere sull’errore».

L’ultimo gesto carino fatto?
«Ieri sera a mia moglie. Era stata una giornata particolarmente pesante e vedevo che lei mi girava intorno, ho capito che aveva bisogno di me e l’ho abbracciata senza dire nulla».

Il mondo andrebbe molto meglio se fossimo tutti più dolci gli uni con gli altri…
«Si potrebbe cominciare con un parente stretto della dolcezza: la solidarietà. Mai come in questo periodo si tende a trovare la magagna nell’altro, ad attaccarlo… Insomma sarebbe molto utile».

Torniamo ai dolci: quali le piacciono di più e quali ama preparare?
«Si fa prima a dire quali non mi piacciono! Adoro la torta millefoglie e divento pericoloso davanti a un buon gelato: si potrebbe fare un documentario sul sottoscritto che si tuffa in una vaschetta da mezzo chilo. Per non parlare dello zuccotto artigianale: la mia porzione ideale è 500 grammi, cioè tutto! Ai fornelli invece preferisco cimentarmi con i piatti salati».

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