Home TvProgrammiDonatella Bianchi riparte con «Linea blu»: «Ora vi racconto la mia forma dell’acqua»

Donatella Bianchi riparte con «Linea blu»: «Ora vi racconto la mia forma dell’acqua»

La conduttrice fin da bambina ama il mare, accarezza i delfini e... crede alle sirene. Ora torna su Raiuno con il programma che conduce sin dal 1999

Foto: «In acqua mi sento a casa» dice Donatella Bianchi, che per «Linea blu» esplora isole, coste e mari italiani

05 Aprile 2018 | 18:13 di Giusy Cascio

Nelle acque del mar Mediterraneo si sente a casa, perché dal 1999 conduce su Raiuno «Linea blu». E dal 2014 è presidente del Wwf Italia: naturale che l’acqua per lei sia un elemento prezioso. Così, mentre in tv da sabato 7 aprile alle ore 14 riparte dall’isola di Tavolara, in Sardegna, alla scoperta del mondo marino, abbiamo deciso di fare con Donatella Bianchi una speciale intervista monotematica, tutta sull’acqua. Immergetevi con noi nella lettura.

Donatella, partiamo proprio dall’inizio: da bambina come chiamava l’acqua?
«Quando la prendevo ancora dal biberon per me l’acqua era il “bombo”».

Da piccola metteva i piedi nelle pozzanghere?
«Facevo “ciaf ciaf” con i piedini ovunque perché ero circondata dall’azzurro dell’acqua. Sono nata a La Spezia in una famiglia di velisti: casa dei nonni era a Porto Venere, avevo il Golfo dei Poeti negli occhi».

A che età ha iniziato a nuotare?
«A circa tre anni: mio fratello Gianfranco mi ha buttato in mare senza salvagente. Una paura...».

All’epoca credeva nelle sirene?
«Ci credo ancora! Da poco ho conosciuto Francesca».

Una sirena?
«Quasi (ride). Un’insegnante di “mermaiding”, la disciplina acquatica che insegna a nuotare usando un costume e la coda da sirena».

Il suo sport acquatico preferito?
«Invidio i sub che riescono a stare in apnea per tanto tempo».

Occhi al cielo, meglio le gocce di pioggia o i chicchi di grandine?
«La pioggia nutre i campi, ma i chicchi di grandine hanno un suono bellissimo, cantano».

Da mamma ricorderà il momento in cui le si sono rotte le acque.
«Non potrei mai dimenticarlo. Con Pierluca, 16 anni fa, ho fatto un cesareo. Invece con Federica, che oggi ha 27 anni, mi si ruppero le acque mentro ero alla radio. Agitatissima, lo dissi al tecnico. Lui, serafico, mi chiese di fermarmi cinque minuti per ultimare la registrazione. Finito tutto, presi un taxi e scappai in clinica».

Sempre parlando di acqua: liscia o gassata?
«Le mischio. Al ristorante me le faccio versare contemporaneamente. È il mio unico vizio».

Temperatura ambiente o fredda?
«Fresca».

L’acqua bollente la fa pensare a...
«Un tè con le mie amiche».

Il ghiaccio: dove sì e dove no?
«Sì al Polo, dov’è giusto che sia per il bene dell’ambiente. No nel freezer: sbrinarlo è una fatica».

Per bere l’acqua in giro si porta dietro una borraccia?
«Ahimé no: uso una bottiglietta di plastica, anche se non è ecologico. Ma la “ricarico” e la riciclo».

A casa beve quella del rubinetto?
«A Roma sì, in Sardegna no perché a volte non è potabile».

Di getto: doccia o vasca da bagno?
«Doccia».

Naturalmente usa l’acqua micellare per struccarsi.
«Naturalmente».

Mette il sale nell’acqua della pasta prima o dopo che bolle?
«Prima, così bolle prima».

Lo scorso 22 marzo dove ha passato la Giornata mondiale dell’acqua?
«A Fontanellato, un posto incantevole tra Parma e Fidenza dove c’è il Labirinto della Masone, il più grande del mondo, fatto da 200 mila piante di bambù».

«Mare, mare, mare...»?
«“...Voglio annegare”, canta Franco Battiato».

A proposito di canzoni, chi vince tra «Acqua azzurra, acqua chiara» di Battisti e «Acqua» della Bertè?
«Zio Lucio».

Ha visitato tutti i luoghi e tutti i laghi d’Italia?
«Praticamente sì. Sono stata anche a Fiume, sull’Adriatico, che oggi è una città croata».

Si sente mai un pesce fuor d’acqua?
«A volte. Specialmente sui campi di calcetto in cui gioca mio figlio».

Invece sguazza a meraviglia...
«Nei mercati, tra i pescatori».

La leggenda più bella che le ha raccontato un pescatore?
«Tutti raccontano più o meno la stessa storia, variazioni sul tema di una fanciulla che si innamora di un pirata».

Chi sono Llyr, Sequana e Mazu?
«La so! Divinità acquatiche».

Ha visto il film premio Oscar «La forma dell’acqua» di Guillermo del Toro?
«Non ancora, ma la trama mi incuriosisce molto».

Se incontrasse il mostro anfibio del film che farebbe?
«Lo intervisterei!».

Ha visto «La forma dell’acqua», l’episodio di Montalbano?
«Sì, più volte. Sono da sempre una “seguace” del Commissario, golosa di triglie fritte come lui».

Per mantenersi in forma fa acquagym?
«No, faccio le scale».

E per rilassarsi va alle terme?
«Quando posso».

Nel riflesso di uno specchio d’acqua che cosa vede?
«Vedo il passare del tempo. E la mia serenità».