“Dynasties II”, su Rete 4 sei documentari dedicati agli animali selvaggi

Puma, ghepardi, elefantesse, iene, macachi e suricati: tutti si prodigano per salvaguardare la specie con coraggio e inventiva...

21 Giugno 2022 alle 08:40

Meraviglie della natura. Per cominciare, il ghepardo: è l’animale più veloce della Terra, corre a 103 km all’ora e in due secondi può accelerare più rapidamente delle supercar. Oppure gli elefanti: da “cuccioli” hanno bisogno di 10 litri di latte al giorno e da grandi passano 16 ore al giorno a mangiare. E sempre a proposito di cibo: i suricati, gli animaletti amati da tutti i bambini che hanno visto al cinema “L’era glaciale”, sono tra i pochi che mangiano scorpioni perché sono immuni al loro veleno. Per non dire che il salto in lungo è una barzelletta per i puma che possono balzare fino a 12 metri e librarsi in altezza per altri cinque.

È solo un assaggio di “Dynasties II - L’avventura della vita”, tre serate su Rete 4 a partire dal 21 giugno in cui saranno mostrati sei documentari (due a sera) confezionati dai prestigiosi team naturalistici della Bbc. «È un regalo per chi vuole viaggiare con gli occhi» anticipa il direttore della rete Mediaset Sebastiano Lombardi: «Bbc realizza i documentari più belli e importanti al mondo e con questi volevamo restituire a Rete 4 la medaglia della divulgazione naturalistica di pregio. Se posso osare una metafora, “Dynasties II” è il Festival di Sanremo della natura, il luogo dove godendo di immagini spettacolari si fanno anche scoperte scientifiche, si vedono cose mai riprese prima dalla telecamera: ogni ora di filmato contiene una quantità di inediti incredibile».

Nel dettaglio, i sei documentari partono con l’accoppiata ghepardi ed elefanti, poi è la volta dei puma e delle iene, la terza serata è dedicata a suricati e macachi, 50 minuti per ogni animale. Il titolo, che tradotto sta per “dinastie”, fa riferimento al fatto che ogni famiglia di animali viene raccontata seguendone la nascita, la crescita e le battaglie per la sopravvivenza. In particolare, i protagonisti saranno cinque femmine e un maschio. Kali, una fiera mamma ghepardo. Angelina, matriarca di una colonia di elefanti in Kenya, che partorisce, caso rarissimo, due elefantini. A seguire, Rupestre, una puma della Patagonia, Suna, regina di un gruppo di iene maculate, Mac, un macaco appena diventato capobranco e, infine, Maghogho, una premurosa giovane suricato del Botswana.

«Tutti i protagonisti dei nostri documentari ci hanno presentato delle difficoltà» spiega Simon Blakeney, il produttore della serie. «Il ghepardo, durante le riprese ha percorso enormi distanze. Seguendo la iena e il suo vagare nelle paludi i nostri veicoli sono rimasti più volte bloccati nel fango. Nonostante le loro dimensioni, trovare gli elefanti nelle vaste pianure allagate è stato un compito ciclopico. E il solo stare al passo con il puma e i suoi cuccioli ha richiesto una squadra assai allenata».

I risultati alla fine sono eccezionali. «La sensibilità ai temi della natura si è molto estesa nel pubblico» dice il direttore Lombardi. «In questi documentari si parla di animali in via di estinzione, ma soprattutto il racconto si svolge a partire dalle “madri” del regno animale, che combattono e si sacrificano fino alla morte per preservare la continuità della specie. Vedere Rupestre, la mamma puma, che lotta contro i lama e si ferisce a sangue per difendere i cuccioli dall’aggressione di un maschio rivale ricorda in un certo modo le nostre madri che ci hanno protetto, difeso e cullato. Sono immagini tenere e allo stesso tempo commoventi».

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