Home TvProgrammiEcco chi sono le Focaccine di «Reazione a catena». Le abbiamo incontrate

Ecco chi sono le Focaccine di «Reazione a catena». Le abbiamo incontrate

Sorrisi ha incontrato le tre giovani campionesse protagoniste del preserale di Raiuno condotto da Gabriele Corsi

Foto: Le Focaccine: Lorena Di Consoli, Francesca Venturini e Alessandra Venturini

13 Settembre 2018 | 11:13 di Barbara Mosconi

Sono le ultime campionesse di «Reazione a catena», il quiz preserale di Raiuno che per tutta l’estate ha continuato a conquistare spettatori (una media di 3.132.682 spettatori per il 24,05% di share). Dal 2 settembre le «Focaccine» non hanno mollato la postazione e anzi, dopo tre giorni hanno sbancato il gioco vincendo 147 mila euro, record stagionale di vincita in una singola puntata.

Si chiamano «Focaccine» perché, come hanno ammesso in televisione senza tanti preamboli e senza vergogna, «ci piace mangiare tanto». In realtà, all’inizio, per la squadra avevano scelto un nome diverso, mezzo inglese, mezzo italiano, non molto comprensibile. Bocciato dagli autori. «Allora ci siamo guardate e ci siamo dette: “Cos’è che condividiamo? La focaccia”. E quindi ecco le “Focaccine”! Ci è piaciuto subito e lo abbiamo tenuto». Ma chi sono queste tre ragazze che da dieci giorni incollano il pubblico davanti alla tv?

La capitana Francesca Venturini ha 23 anni e arriva da San Vittore Olona, un comune di oltre 8.000 abitanti tra Milano e Legnano. Lo stesso dicasi di Alessandra, che di Francesca è la sorella minore (di tre anni). La maggiore studia Scienze motorie, gioca come ala in una squadra di calcio a 7, allena a sua volta una squadra di bambini e sogna, un domani, di entrare nell’esercito. È stata proprio Francesca ad accendere il motore della squadra. Racconta: «A me questo quiz è sempre piaciuto, lo guardo da tanto, addirittura da quando lo conduceva Pino Insegno. All’inizio volevo partecipare con mia mamma e mia zia, ma loro sono negate per la musica e così ho costretto mia sorella e Lorena, una della mie migliori amiche, a iscriversi con me». Conferma la sorella Alessandra, che studia Scienze della comunicazione all’università: «Francesca insisteva, io ho detto di sì pensando che non ci avrebbero mai preso. Poi invece il casting è andato bene...».

Giugno stava volgendo alla fine quando le ragazze hanno mandato la loro candidatura al programma, ricevendo poi la chiamata per un provino alla Rai di Milano. Il giorno dopo vengono richiamate: prese! Lorena Di Consoli, 22enne di Parabiago (altro comune alle porte di Milano), ex compagna di liceo di Francesca («Sedevamo nello stesso banco e i professori ci volevano dividere perché parlavamo troppo») e ora studentessa di Psicologia, continua il racconto: «Quando ci hanno chiamato abbiamo cominciato ad allenarci seriamente».

Il piano è questo: riguardare su Internet tutte le vecchie puntate della scorsa edizione di «Reazione a catena», appuntarsi in un quaderno animali, colori, oggetti, modi di dire e impararli a memoria, cercare delle frasi per definire parole facili e meno facili. Dopo qualche settimana partono per Napoli, dove negli studi Rai viene registrato il programma. Non pensano di vincere o meglio, vorrebbero vincere almeno una puntata, ma l’intento è soprattutto di «non fare figuracce» e «non sparare cavolate» («Qualcuna ne è uscita, ma credo che tutto sommato sia andata bene» confessa Alessandra). Intanto di puntate ne macinano una dopo l’altra. Compresa quella del 4 settembre con la loro vincita record. Ora, ammettono, il viaggio, la trasferta e l’avventura televisiva hanno rinsaldato l’amicizia e la sorellanza. Lorena, futura psicologa, analizza così i ruoli: «Francesca è quella istintiva, io sono più riflessiva e Alessandra è un mix di tutte e due. Ci compensiamo».

I soldi vinti? Le ragazze pensano al futuro ma anche a qualche svago, vista la giovane età. Francesca: «Li userò per pagare l’università, poi un viaggettino e magari per andare a vivere da sola una volta laureata». Lorena: «Un viaggio per festeggiare, poi ci pagherei qualche corso di specializzazione in psicologia, non costano poco». Alessandra: «Farò un bel viaggio. Anzi, un domani mi piacerebbe anche fare un lavoro che mi permetta di girare il mondo...».

Parla il conduttore Gabriele Corsi: «Ora cambio sport»

Foto: Gabriele Corsi e Andrea Delogu

Dopo oltre tre mesi alla conduzione di «Reazione a catena» Gabriele Corsi è pronto a partire con un nuovissimo programma dal titolo «B come sabato». È un gioco di parole: lo show, in onda dal 15 settembre alle 13.30 su Raidue, è infatti dedicato al campionato di calcio di Serie B che si disputa il sabato pomeriggio. «E non solo» ci spiega Corsi.

«Cercheremo di raccontare la realtà degli sport cosiddetti “minori” ma che “minori” non sono: la scherma, il volley, il nuoto... Ovviamente a modo nostro. Con me ci sarà un gruppo di amici, Andrea Delogu, Gigi e Ross e Marco Mazzocchi. Apriremo il nostro salotto per fare compagnia, informare, divertire. E per raccontare il bellissimo mondo della provincia, da Salerno a Livorno, da Palermo a Perugia, da Verona ad Ascoli e a tante altre».

Ma Gabriele quanto ne sa di calcio? «Non sono un esperto, lo seguo per passione e non per fare il fenomeno. Non fingerò di avere competenze, per questo ci sono Marco Mazzocchi e altri giornalisti sportivi. Ma da tifoso di una squadra di Serie A, la Lazio, posso seguire la Serie B molto più serenamente...».