Home TvProgrammiElena Tambini: da arbitro a volto tv di «Balalaika»

Elena Tambini: da arbitro a volto tv di «Balalaika»

Nel cast del programma della seconda serata di Canale 5 che commenta le gare più importanti di Russia 2018, c’è anche lei

Foto: Elena Tambini

21 Giugno 2018 | 18:38 di Matteo Valsecchi

Elena Tambini è una che il calcio l’ha vissuto in prima linea e in quella che, forse, è la posizione più scomoda di tutti. Prima di diventare giornalista a tempo pieno, infatti, ha fatto l’arbitro. «E per quanto tu possa essere bravo, finisci sempre per scontentare qualcuno» dice con il sorriso. Nel cast di «Balalaika», il programma della seconda serata di Canale 5 che commenta le gare più importanti di Russia 2018, c’è anche lei.

Innanzitutto, secondo lei che Mondiale sarà?
«Senza l’Italia, un po’ malinconico. Ma da quello che abbiamo visto dopo le prime partite sarà divertente e combattuto. Anche se, non avendo scelta, mi toccherà tifare per qualcun altro...».

Chi?
«Francia o Spagna».

Come è nata la sua passione per il calcio?
«Sono sempre stata una sportiva e, infatti, ho giocato a pallavolo per tanti anni. Poi mio padre mi ha trasmesso anche l’amore per il calcio. Finché un giorno è nata l’idea di fare l’arbitro».

Una scelta coraggiosa...
«Vero, però devo dire che l’ho fatto per nove anni e mi ha regalato molte soddisfazioni. Anche perché poche ragazze decidono di seguire una carriera di questo genere».

E soprattutto gli arbitri, che siano bravi o no, sono sempre i più criticati.
«Si dice che un arbitro diventa famoso solo quando sbaglia. Ma è il fascino di questo ruolo. Ti tempra il carattere, perché sei costretto a prendere decisioni in pochi secondi. Poi per una donna è una doppia sfida perché, arbitrando squadre maschili, i giocatori ti vedono e iniziano a “testarti” per capire di che pasta sei. Cadono di proposito, urlano, protestano pensando che tu sia più debole di loro. Non è facile».

Si è mai trovata in situazioni a rischio?
«Solo una volta, per una partita in Calabria. Era una sfida per la salvezza nel campionato di Eccellenza: il derby tra Paolana e San Lucido. La settimana prima c’erano stati dei disordini, perciò c’erano 25 agenti della Polizia in borghese. C’era una tensione pazzesca, ma per fortuna poi andò tutto liscio».

Invece quando ha iniziato a fare la giornalista?
«Nello stesso periodo, ma non potevo occuparmi di calcio perché era incompatibile con l’essere arbitro. Per cui sono partita dalla cronaca locale nei giornali della mia zona, il comasco. Poi da lì è stato un crescendo».

Che l’ha portata a TGcom24, ma anche a «Quarto grado» e a «Il terzo indizio».
«Tutte esperienze che mi hanno fatto crescere tantissimo, come anche questa a “Balalaika” in cui posso finalmente tornare a parlare di calcio senza conflitti di interesse».