Emma D’Aquino al timone di “Amore criminale”

Compie 15 anni il programma di denuncia e di sensibilizzazione sul fenomeno del femminicidio

19 Ottobre 2022 alle 12:24

Compie 15 anni il programma di denuncia e di sensibilizzazione sul fenomeno del femminicidio. E a condurre la nuova edizione di "Amore criminale", al via su Rai3 giovedì 20 ottobre, arriva Emma D’Aquino, già volto noto del Tg1. «Mi occupo da tantissimo tempo di violenza fisica e psicologica sulle donne. Questo programma è il coronamento di un percorso, mi dà la possibilità di raccontare storie amare, dolorose, atroci con lo scopo di indurre il pubblico alla riflessione».

Cosa la colpisce di più davanti ai casi di violenza?
«Mi fa rabbia quando mi rendo conto che una piccola attenzione in più da parte dei familiari, delle persone vicine alla vittima o delle autorità avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi».

Crede nel raptus?
«No, più che altro penso che sia la carta che spesso si giocano gli avvocati. Mi viene in mente il caso di Raffaella Presta, uccisa nel 2015 a Perugia dal marito a colpi di fucile, davanti al figlio di appena sei anni. La difesa tentò di farlo passare come raptus, ma era chiaramente un omicidio eseguito a mente fredda».

In tutti questi anni sono stati fatti passi avanti?
«Qualcosa si è mosso. Penso alla legge sullo stalking, ai corsi rivolti ai poliziotti per approcciarsi in modo corretto alle donne che chiedono aiuto. E in questa edizione porremo l’accento sulla consapevolezza emotiva, che è alla base dell’imparare a vivere le relazioni in modo sano, equilibrato e paritario».

I casi però aumentano. Come è possibile invertire la rotta?
«Combattere una cultura maschilista così radicata non è semplice, ma a piccoli passi è possibile. Oggi vediamo gli uomini iraniani manifestare accanto alle donne che rivendicano la loro libertà. Se accade lì, mi auguro che possa succedere in una società occidentale come la nostra».

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