Home TvProgrammiEric Barbizzi, il piccolo genio: «Sono a Striscia per difendere la Terra»

Eric Barbizzi, il piccolo genio: «Sono a Striscia per difendere la Terra»

Chi è Eric Barbizzi, l’ecologo che a soli 14 anni si è guadagnato un posto tra i volti del tg satirico di Canale 5

Foto: Eric Barbizza

08 Febbraio 2019 | 9:46 di Solange Savagnone

Erre moscia, apparecchio per i denti, sguardo vivace, parlantina inarrestabile. Eric Barbizzi a 14 anni è entrato nella grande famiglia di Striscia come mini divulgatore scientifico. Nei suoi servizi dà lezioni di risparmio ed ecologia con un piglio che fa impallidire i più celebrati colleghi. Del resto a 6 anni già scriveva per il sito giornalistinellerba.it, di cui è pure diventato responsabile degli esteri grazie al suo ottimo inglese. Insomma, un vero genio. Val proprio la pena di conoscerlo meglio.

Eric, presentati!
«Sono nato il 15 aprile del 2004 a Recanati, Macerata, ma vivo ad Ascoli Piceno con i miei genitori e Pelosone, un gatto trovatello dal pelo foltissimo».

Hai tanti amici?
«Sì, sia tra gli attuali compagni di scuola e sia tra gli ex. Insieme giochiamo all’aperto o chiacchieriamo del più e del meno».

Passatempo preferito?
«Mi piace molto costruire robot con kit assemblabili, ma amo leggere e sono appassionato di giochi da tavolo».

Fai sport?
«Sì, karate e tennis. Quando posso, poi, vado a sciare».

La cosa più strana che facevi da bambino?
«Mi piaceva osservare gli insetti perché sono dei piccoli capolavori della natura: li catturavo per guardarli da vicino e poi li liberavo».

E qual era il tuo passatempo preferito?
«Mi piacevano i puzzle e guardavo il cartone animato “Charlie and Lola” su un canale della Bbc».

Oggi invece cosa ti appassiona in tv?
«Documentari storici e scientifici».

Vorresti diventare un divulgatore scientifico come…
«Neil deGrasse Tyson, un astrofisico e divulgatore statunitense (è anche il direttore del planetario di New York, e i suoi programmi negli Stati Uniti sono in onda su National Geographic, ndr)».

Usi i social network?
«Sì, Twitter, Facebook e LinkedIn».

Com’è nata la passione per l’ecologia?
«Mi è sempre piaciuto stare in mezzo alla natura e osservarne le bellezze: detesto tutto ciò che danneggia l’ambiente. È pazzesco essere così sconsiderati».

La famiglia ti ha influenzato in qualche modo?
«Mia madre insegna inglese, mio padre è un agente di polizia. Anche loro amano la natura, quindi sì, è possibile che mi abbiano influenzato».

Anche a mamma e papà dai lezioni di ecologia?
«Non ce n’è bisogno, sono molto attenti perché sanno benissimo che il mondo che io avrò da grande dipende dai loro comportamenti».

Aiuti in casa?
«Qualche volta. Porto giù la spazzatura, rifaccio il mio letto e sparecchio».

I motivi più comuni per cui ti sgridano?
«Sono sempre in ritardo, sono uno che se la prende comoda. E sono anche piuttosto disordinato».

I tuoi genitori ti impongono delle regole?
«Più che altro mi aiutano a capire come prendermi cura di me stesso e imparare a organizzarmi la vita al meglio».

I pregi di cui vai fiero.
«Sono curioso, paziente e sempre di buonumore».

Tre difetti?
«Disordinato, sbadato e tiratardi».

In cosa devi ancora migliorare?
«Vorrei imparare a ottimizzare il mio tempo».

Come ti piace vestirti?
«Casual: non ho mai prestato molta attenzione all’abbigliamento, mi basta essere comodo».

Veniamo alla scuola. Quale frequenti?
«Il Liceo scientifico, sono in seconda. La materia in cui non ho voti molto alti è educazione motoria (per i non scienziati: ginnastica, ndr), quella in cui vado alla grande è fisica. In prima ho chiuso l’anno con l’8,80 di media. Quest’anno per ora ho la media dell’8».

I tuoi compagni di classe cosa dicono del tuo impegno in tv? Non è che sono un po’ invidiosi?
«Trovano i miei servizi interessanti. Non mi sembra siano invidiosi anzi, sono orgogliosi di avermi in classe con loro».

I professori ti adoreranno…
«Ho un ottimo rapporto con loro: mi stimano e io sono molto felice di averli come insegnanti».

Ti è mai capitato di “correggerli”?
«No! Ho ancora tanto da imparare».

Intanto, grazie anche alla tua grande preparazione, sei arrivato a “Striscia”. Com’è andata?
«Ho conosciuto Max Laudadio durante un’apparizione televisiva nello speciale “Laudato si’” su Tv 2000 relativa all’enciclica del Papa sull’ambiente. Siamo entrati subito in sintonia perché Max ha fondato una associazione ambientalista, “On”, e mi ha proposto di fare qualche video per “Striscia”».

Come nascono i tuoi servizi?
«Gli spunti possono essere diversi: notizie che sono importanti per la sensibilizzazione ambientale, problemi che mi appassionano da tempo o che emergono da discussioni con amici, parenti o con gli autori di “Striscia”».

Come ti documenti?
«Utilizzo fonti sia italiane che straniere: cronaca, pubblicazioni su riviste scientifiche e fonti dirette».

Le proposte sono tue?
«Principalmente sì, ma le discuto sempre con la redazione di “Striscia”».

Quanto tempo ci metti a realizzare un servizio?
«Il periodo varia di caso in caso, ma è necessario molto tempo sia per la ricerca delle informazioni e del materiale, sia per scrivere il testo del video, senza contare la registrazione e il montaggio che impegnano più persone».

Quindi non monti da solo i servizi?
«No, mi aiuta lo staff di Max Laudadio».

Però li registri nella tua cameretta. Ce la descrivi?
«È piuttosto piccola: il letto si infila sotto una pedana su cui è poggiato un armadio. Ci sono due librerie. Spazio libero alle pareti non ce n’è molto. Sulla pedana c’è una piccola cassettiera di plastica con la mia collezione di monete».

Qual è il servizio di cui vai più fiero?
«“I segreti dell’impronta ecologica”, perché dimostra come possiamo risolvere definitivamente il problema della produzione di rifiuti».

Prossimi argomenti?
«Rifiuti spaziali, inquinamento da gomme da masticare e da pneumatici, l’importanza del sonno».

Cosa farai da grande?
«Sono ancora indeciso tra ricercatore di fisica nucleare o ingegnere aerospaziale».