Home TvProgrammiEurovision 2018, da Lisbona il racconto della seconda semifinale

Eurovision 2018, da Lisbona il racconto della seconda semifinale

Manca poco alla serata che deciderà il vincitore, ecco con chi si scontreranno Ermal Meta e Fabrizio Moro

Foto: I DoReDos rappresentano la Moldavia all'Eurovision 2018  - Credit: © Andres Putting

11 Maggio 2018 | 07:36 di Marta Cagnola

A un passo dalla finale. Manca poco alla serata che deciderà il vincitore dell'Eurovision e già sappiamo che Ermal Meta e Fabrizio Moro, i nostri campioni, avranno il compito di chiudere la gara: si esibiranno in ultima posizione, proprio poco prima dell'apertura del televoto, il tradizionale "Europe, start voting now!". Potrebbe essere un buon segno, potrebbero rimanere più impressi ai telespettatori. Cantarono per ultimi i ragazzi del Volo e sappiamo che almeno il voto popolare li incoronò vincitori (furono le giurie, invece, a inchiodarli al terzo posto). Ermal e Fabrizio continuano a essere calmi e concentrati, sorridenti e sempre estremamente disponibili. Ottimo segno.

Lisbona ha chiuso le semifinali con un verdetto clamoroso: la Russia fuori dai giochi. Un anno fa, la cantante Julija Samojlova non aveva avuto il permesso di entrare in Ucraina, perché si era esibita nella contesa regione della Crimea, quindi il Paese si era ritirato, dopo due edizioni sul podio. Quest'anno, i russi ci avevano riprovato sempre con Julija che è stata clamorosamente eliminata, rinviando così di un anno ancora il sogno russo di vincere la coppa, conquistata solo nel 2008. Resta, invece, in gara proprio l'Ucraina, con il vampiresco Mélovin, che aprirà l'ultima serata.

Fuori dalla finale, per la prima volta, come la Russia, anche la Romania. Niente da fare per gli Humans. I superstiziosi daranno la colpa all'abito della cantante Cristina Caramarcu: il fidanzato, italiano, avrebbe dovuto dirle che non ci si esibisce in viola...

Le sfumature del vestito non hanno invece portato sfortuna all'australiana Jessica Mauboy. L'Australia, da quattro anni Paese ospitato in quanto grande fan del concorso eurovisivo, non ha mai sbagliato un colpo. E prima o poi, chissà, riuscirà anche a vincere: in quel caso, però, si sceglierà una città europea per organizzare la manifestazione. 

Tutto come previsto per i più quotati dai bookmaker: bene la Norvegia con Alexander Rybak, che ha già partecipato e vinto nel 2009, bene la Svezia con Benjamin Ingrosso. Benjamin regge il palco ballando e cantando senza sosta (e per tre minuti non smette di guardare lo spettatore negli occhi: magnetico). Ha un cognome italiano e una famiglia eurovisiva: la mamma, Pernilla Wahlgren, ha partecipato più volte alle finali nazionali (il Melodifestivalen, una sorta di Sanremo locale), mentre la zia, Charlotte Perrelli, ha proprio vinto l'Eurovision nel 1999. La Svezia si piazza (quasi) sempre in Top 5 e sabato, dunque, ci riprova. 

Completa la semifinale nordica anche la Danimarca. I vichinghi Rasmussen sono tra i più applauditi dal pubblico dell'Altice Arena e pure tra i banchi della sala stampa. Ovazioni anche per il metal ungherese degli AWS e per il rock dell'olandese Waylon, già secondo nel 2014 dietro alla travolgente Conchita Wurst (allora si esibiva nel duo The Common Linnets). Passano Serbia e Slovenia e soprattutto la Moldavia, che come l'anno scorso fa scatenare il pubblico. Bravi i DoReDos, che cantano sul palco con un trio di sosia ballerini: in un'edizione senza il ledwall, l'enorme (ma costosissimo...) schermo che consente notevoli effetti speciali, le sorprese vengono da queste piccole, ma efficaci, idee.

Chi resta fuori? La Georgia, la pur applaudita Polonia, la Lettonia, il Montenegro. E i nostri vicini: bocciata Malta, bocciata San Marino coi suoi robot ballerini, che a tanti hanno ricordato il Robozao di Milly Carlucci, ma senza lo stesso successo.