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Ezio Bosso dirige “Che storia è la musica”

La musica classica, considerata la più colta e alta, diventa accessibile al grande pubblico. È questa la sfida raccolta dal Maestro, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale

Foto: Ezio Bosso

07 Giugno 2019 | 16:48 di Simona De Gregorio

La musica classica, considerata la più colta e alta, diventa accessibile al grande pubblico. È questa la sfida raccolta dal Maestro Ezio Bosso, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale.

Sarà lui il protagonista della serata "Che storia è la musica" in onda domenica 9 su Raitre. A fare da cornice all’evento sarà il teatro Verdi di Busseto (Parma), che per l’occasione è stato rivoluzionato: Bosso e la European Philharmonic Orchestra sono stati infatti posizionati in platea. Attorno a loro, ci saranno il pubblico e gli ospiti, che interverranno e dialogheranno con il Maestro.

Bosso, cosa ci anticipa?
«Lo spettacolo è incentrato sull’esecuzione della Quinta e Settima sinfonia di Beethoven, che sono composte da quattro tempi: allegro, allegro con brio, andante con moto e allegro presto. Al termine di ognuno, un ospite si siede accanto a me e discuteremo del suo rapporto con la musica, delle sensazioni che ha provato e del significato del movimento della sinfonia».

Chi saranno gli ospiti?
«Da Enrico Mentana a Luca Bizzarri, da Gino Strada a Roby Facchinetti, solo per citarne alcuni. Comunque, tutti personaggi lontani dal mondo della musica classica che rappresentano lo spettatore a casa».

Cos’è per lei la musica?
«Direi che è una parte fondamentale della nostra esistenza. La musica guarisce, risana, consola. E ha una grande funzione sociale: crea aggregazione perché è un qualcosa che fa stare bene e come tale vuoi condividerlo».

E qual è la forza delle sinfonie di Beethoven?
«Il fatto che sia una musica non parlata fa sì che ognuno, sulla base di ricordi, pensieri e sogni, possa costruirci sopra la sua storia per poi confrontarla con quella degli altri».

Cosa l’ha spinta ad affrontare questa avventura televisiva?
«Il desiderio di infrangere la convinzione che la musica classica sia di nicchia, noiosa e inadatta a una prima serata. E per questo ho superato perfino il terrore di apparire in tv. Anche se come presentatore sono un fiasco!».