Home TvProgrammiFatima Trotta a “Made in Sud”: «E dire che le barzellette non mi fanno ridere»

Fatima Trotta a “Made in Sud”: «E dire che le barzellette non mi fanno ridere»

Conduce il programma comico fin dalla prima edizione e racconta a Sorrisi: «Vorrei condurre Striscia con Ficarra e Picone»

Foto: Fatima Trotta conduce “Made in Sud” dal 2008. Con lei Gigi e Ross, Gigi D’Alessio e ora De Martino

18 Marzo 2019 | 11:00 di Solange Savagnone

Scommessa stravinta. Dopo oltre un anno e mezzo di pausa “Made in Sud” è tornato e ha fatto ottimi ascolti: «Siamo andati molto bene nonostante fossimo schiacciati dalla concorrenza di Raiuno e Canale 5. Siamo gasatissimi!» esulta Fatima Trotta, l’unica ad aver condotto tutte le edizioni del programma da quando è nato nel 2008 (e andava in onda su Comedy Central).

«Dopo la diretta siamo andati a cena assieme e abbiamo aperto le scommesse sugli ascolti. Il giorno dopo non credevamo ai nostri occhi: si è scatenata una tempesta di messaggini. Sono contenta che il pubblico abbia apprezzato il programma e la nuova conduzione». Al fianco di Fatima c’è infatti il debuttante Stefano De Martino, comico nato e sedicente grande narratore di barzellette.

Fatima, la verità: Stefano è così bravo a raccontare barzellette?
«Sì, oltre a ballare, condurre e cantare canzoni discutibili che conosce solo lui, sa raccontare le barzellette. Ogni scusa è buona per dirne una. Ma io le odio, le trovo così stupide in generale e spesso me ne vado prima che finiscano».

Ma come, una come lei che da tanti anni “sguazza” nel comico?
«In realtà all’inizio della mia carriera non ero affascinata dalla comicità, che è arrivata per caso e per gioco. Da ragazzina i miei idoli erano Raffaella Carrà e Delia Scala, donne belle e brave, capaci di fare tutto».

Poi, però...
«Mentre studiavo all’Accademia di Belle arti coltivavo anche le mie passioni: canto, pittura, recitazione. Facevo parte di una compagnia amatoriale itinerante con cui facevo teatro impegnato e drammatico. Finché ho iniziato a fare piccole esperienze di conduzione in programmi regionali. Nando Mormone, il produttore di “Made in Sud”, mi notò e mi contattò perché forse vide in me qualcosa che non credevo neanch’io di avere. Così è nata l’avventura».

Nessun talento precoce per la risata e il cabaret?
«I miei dicono che da piccola ero molto vanitosa, mi piaceva essere al centro dell’attenzione. Scrivevo poesie e mi divertivo a stravolgere i testi delle canzoni che cantavo: facevo delle cose terribili, immortalate in dvd che prima o poi brucerò» (ride).

La sua prima volta sul palco?
«Mia madre insegnava stilismo. Ricordo che per una sfilata di abiti da sposa mi fece andare in passerella come damigella. Per l’occasione indossavo un abito disegnato e cucito da lei. Mia madre mi inseriva sempre in questi eventi. E negli spettacoli a scuola ero spesso in prima fila».

Chi la faceva ridere da bimba?
«Totò, De Filippo e Massimo Troisi erano i miei idoli. A casa guardavamo soltanto loro. Anche ora ogni Natale è tradizione guardare tutti assieme “Natale in casa Cupiello”».

Niente commedie natalizie con Boldi e De Sica?
«Le guardavo, ma non erano i miei idoli. Tra l’altro con Boldi ho fatto pure un film (“Matrimonio al Sud”, ndr). Seguivo volentieri “Zelig” con Bisio e la Incontrada, li stimavo e studiavo come si muovevano sul palco. Ma non erano dei punti di riferimento».

Nel 2004 ha partecipato a “Veline”. Sognava di fare tv?
«Ho partecipato per gioco, così come a “I raccomandati” e in altri programmi. Ero una ragazzina, non ero né carne né pesce e non avevo velleità artistiche. Non mi aspettavo niente, amavo lo spettacolo a 360 gradi. Erano programmi leggeri che mi divertivano. Certo, mi avessero preso come Velina forse la mia strada sarebbe stata diversa, quindi meglio così. Le cose non capitano mai per caso».

A “Made in Sud” oltre al successo ha trovato l’amore: dal 2016 è sposata con uno dei Gemelli De Falco, Luigi.
«In realtà la scintilla è scattata quando ha abbandonato il mondo dello spettacolo: se fosse rimasto dentro il gruppo non lo avrei considerato. Non avrei mai avuto una storia con uno che faceva il mio stesso mestiere, anche per evitare imbarazzi e le battute dei colleghi».

A proposito di battute, chissà a casa vostra quante risate…
«Non mancano i siparietti comici. Per divertirci a noi basta poco».

Lei è un punto fermo del programma, ma non vorrebbe provare a fare anche altro?
«“Made in Sud” è nato con me e altri colleghi, siamo lo zoccolo duro del progetto e lo sento un po’ “mio”. E poi in tv non c’è molto spazio per condurre. Nell’anno e mezzo in cui non è andato in onda “Made in Sud” infatti sono tornata a fare teatro».

Con un musical.
«Sono andata in tournée con il musical “Robin Hood”, con Manuel Frattini. Era uno dei miei sogni nel cassetto. Grazie a questa nuova avventura ho scoperto di avere un lato ancora più caciarone».

Nel cassetto cos’altro c’è?
«Vorrei doppiare un cartone animato della Disney, fare un musical, sempre della Disney, lavorare in radio. Nel nostro lavoro si deve alzare l’asticella e cercare di realizzare qualche sogno».

Spariamo alto, allora. Se potesse scegliere lei, cosa le piacerebbe fare?
«Condurre “Striscia” mi divertirebbe, magari una cosa a tre con i miei amici Ficarra e Picone».