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Federica Panicucci: «Casa mia sembra la Lapponia!»

Presenterà il Concerto di Natale su Canale 5 (giovedì 24 dicembre in prima serata) e racconta che in questi giorni...

Foto: Federica Panicucci

17 Dicembre 2020 | 8:43 di Solange Savagnone

Ci sono poche certezze sulle prossime Feste. Una di queste è che potremo passarle con Federica Panicucci. Sarà infatti lei a condurre anche quest’anno il Concerto di Natale su Canale 5 (giovedì 24 dicembre in prima serata). «Questo è un anno diverso, particolare, ma l’azienda ha dimostrato di esserci. Sebbene consci di quello che stiamo vivendo, vogliamo offrire una serata in cui si possa tirare il fiato e staccare».

Sarà più emozionata del solito?
«Entrerò nelle case degli italiani in punta di piedi in un momento così importante come la vigilia di Natale, consapevole di ciò che tutti stiamo passando, del dolore profondo che ci attraversa. Sì, sarò molto emozionata, ma sono certa che il sentimento di unione e vicinanza tipici del Natale ci darà forza».

So che per lei il Natale è una festa importante e i preparativi pure. Come nasce questa passione?
«Ho sempre avuto un amore particolare per il Natale. Quando ero piccola la magia si creava con le cose più semplici: l’albero, Babbo Natale, Gesù bambino e i regali. Ma non avevo la possibilità di addobbare molto la casa. Con l’arrivo dei miei figli, invece, mi sono sbizzarrita con le decorazioni che per me sono una vera passione. Ogni anno aggiungo qualcosa: stavolta ho comprato le nuove luci per le ringhiere della terrazza e degli orsetti polari con le lucine che ho messo sotto ai mobili e sotto al tavolo per creare l’atmosfera. Insomma, diciamo che a Natale torno un po’ bambina anche io».

È vero che fa due alberi?
«Sbagliato: sono addirittura tre! Uno in camera dei ragazzi ed è sempre lo stesso da quando erano piccoli. È grande, decorato con pupazzi di pannolenci e dolcetti finti. Mi piace mantenere e tramandare ai ragazzi le tradizioni, anche le più semplici, che però fanno “casa”, fanno “famiglia”. Il secondo si trova in salotto. L’ho preso quando ero incinta di mia figlia e ogni anno le racconto di quando sono andata a comprarlo mentre lei era nel pancione. È pieno di fiocchi di pannolenci, peluche, cuori, palline di vetro che puntualmente si rompono, così ogni anno dobbiamo aggiungerne di nuove. Il terzo è in balcone, ha una struttura semplice con tante lucine e una slitta trainata dalle renne. Insomma, entrate in casa mia e vi sentirete dentro uno dei più classici film americani sul Natale».

Immagino ci sia anche un presepe.
«Certo. Abbiamo il presepe, una grotta bellissima, fatta a mano da un artigiano, con dentro la natività, i re magi e un ponte con l’acqua vera. E anche un vero e proprio villaggio di Natale, una piccola cittadina a cui ogni anno aggiungo un nuovo componente. In dieci anni è diventata una città (ride)».

Quando inizia i preparativi?
«I primi di novembre ci mettiamo già in moto per organizzare tutto. Viene coinvolta l’intera famiglia. I ragazzi sono molto bravi, ognuno ha un proprio compito: Mattia (13 anni, ndr) è l’esperto degli alberi che apre e monta, Sofia (15) delle palline. Ci mettiamo al lavoro con le musiche natalizie di sottofondo».

I suoi figli sono felici di decorare casa insieme con lei?
«È un momento importante che aspettano con ansia. Già a settembre iniziano a chiedermi quando cominceremo i preparativi. Fa parte di quelle tradizioni, come le accennavo prima, che mi piace far mantenere ai ragazzi».

Festeggiate il 24, il 25 o entrambi?
«Cominciamo già a festeggiare il 23 sera con una cena. Un po’ come per i compleanni che iniziamo a festeggiare con largo anticipo e fino al giorno dopo. Nel pomeriggio del 25 tombola oppure burraco o Monopoli. Arriviamo a sera con la casa sottosopra. Santo Stefano invece è tranquillo e mangiamo gli avanzi».

Menu della tradizione?
«Lo stesso da anni. Di base, antipasti. Come primo, lasagne al forno fatte da me. Poi un secondo tra pollo al forno, arrosto o polpettone. In quei giorni ci togliamo tutti gli sfizi anche dal punto di vista culinario! E poi panettone, pandoro, panforte, frutta secca».

Fa qualche dolce speciale?
«I biscotti di pasta frolla sono un grande classico e ognuno usa la propria formina. E poi bomboloni ripieni, plumcake, ciambellone, budini, torta di mele: mi piace molto preparare i dolci».

La tavola come la apparecchia?
«La vigilia è tutta rossa e oro. Tovaglia rossa, un grande Babbo Natale in mezzo, candelabri e un centrotavola. Il 25 tovaglia bianca, mentre i colori prevalenti sono argento oppure oro. E finalmente uso i servizi di piatti che non tiro mai fuori durante l’anno».

Come vi vestite?
«In questo periodo mettiamo pigiami e calze antiscivolo a tema. Indossiamo anche i maglioni con Babbo Natale e le renne. La sera della Vigilia e a Natale, eleganti con un tocco di rosso».

I regali come li farà quest’anno?
«Già fatti quasi tutti. Mi fa piacere comprare nei negozi, anche per sostenerli. Mi manca ancora qualcosa, ma ho qualche giorno di tempo per rimediare».

Quando ve li scambiate?
«Il 25 mattina. Da piccoli i bambini mi svegliavano alle 6, adesso riescono ad aspettare fino alle 7. Vengono nel lettone e poi li apriamo insieme».

Per lei che anno è stato il 2020?
«Difficile, come per tutti. È stato un anno che ci ha sbattuto in faccia la nostra precarietà e l’incertezza sul futuro. Ma sono un’ottimista e spero che il 2021 sia migliore per tutti».

Un augurio per l’anno nuovo?
Mai come adesso abbiamo capito il valore della domanda: “Come stai?”. Spero che tutti noi potremo finalmente rispondere: “Bene!”».