Federica Sciarelli: «A “Chi l’ha visto?” più storie a lieto fine (e cerco anche gli animali)»

Quest’anno qualcosa è cambiato. Nei contenuti e non solo

Federica Sciarelli
17 Novembre 2021 alle 14:00

Se “Chi l’ha visto?” è la trasmissione di servizio più longeva del palinsesto di Raitre (la prima puntata andò in onda il 30 aprile 1989), Federica Sciarelli è sul podio della classifica dei conduttori di più lunga durata per lo stesso programma (prima ci sono solo Osvaldo Bevilacqua con “Sereno variabile” e Donatella Bianchi con “Linea blu”). La giornalista è andata al di là dei fatti di cronaca dando al programma, in ogni edizione, una caratteristica in più. Anche quest’anno qualcosa è cambiato. Nei contenuti e non solo. «Mi accingo a spegnere 18 candeline (conduce il programma dal 2004, ndr) e per la “maturità” ho voluto arricchire “Chi l’ha visto?” con più storie a lieto fine e qualche servizio dedicato alla scomparsa degli animali. Tutto questo lo devo soprattutto al pubblico che ci segue sempre con affetto. Sui nostri profili social arrivano le richieste più disparate e noi cerchiamo di farcene carico» spiega Federica Sciarelli.

Nelle ultime puntate, la redazione si è occupata di Gerardo, un giovane disabile di Agropoli (SA) alla ricerca della sua famiglia d’origine dopo essere stato abbandonato in un orfanotrofio. Una storia a lieto fine che ha intenerito gli spettatori…
«Gerardo è un ragazzo straordinario. Ogni volta che rivede accanto a me un servizio piange a dirotto ma poi riesce anche a ridere. Grazie all’inviata Francesca Carli, che si occupa di questi casi e studia ogni particolare delle singole vicende, siamo riusciti a rintracciare il papà e quattro dei suoi cinque fratelli. È stata un’emozione anche per tutti noi».

“Chi l’ha visto?” in questo modo riprende “Dove sei?”, la storica rubrica di “Portobello” di Enzo Tortora…
«È vero. Sin dall’inizio, la trasmissione si è sempre occupata di questi casi. Purtroppo dietro una ricerca non c’è sempre il lieto fine. Ricordo la storia del giornalista Rai Stefano Campagna che si era rivolto a noi per ritrovare la sorella. Dopo tante ricerche, scoprimmo che lei era deceduta qualche tempo prima per una leucemia e non facemmo in tempo a farli incontrare. Fu una storia straziante per noi e per lui che, ironia del destino, è morto poco dopo per la stessa malattia. L’altro problema è che tante volte i genitori rifiutano di incontrare i figli abbandonati ed è difficile farlo capire a chi ricerca le proprie origini».

Vuole dare più spazio a vicende a lieto fine per mettere a tacere quanti pensano che nel programma vengono raccontate troppe storie di dolore?
«La verità è che noi cerchiamo di occuparci di tutto quello che ci viene segnalato. Oggi tanti bambini scompaiono perché i genitori litigano. Spesso uno dei due è straniero per cui porta il figlio nel proprio Paese. Noi facciamo di tutto per far ricongiungere le famiglie, come nel caso di Gerardo che è riuscito a rintracciare i suoi familiari. Trattiamo tante storie drammatiche per cui fa bene anche a noi della redazione alleggerirci con questi racconti tenerissimi».

In una delle ultime puntate c’è stato un ampio servizio dedicato alla scomparsa di gatti in un paesino della provincia di Parma. È la prima volta che vi occupate di animali…
«Si è trattato di una questione delicata perché sono scomparsi nel giro di pochi giorni una cinquantina di gatti e la denuncia è stata presentata dagli abitanti di Lesignano de’ Bagni (PR), tutti in fila con le foto dei loro micini. Si pensa siano finiti nel giro delle scommesse sui combattimenti o vittime di riti satanici. Purtroppo ci sono così tanti casi di persone scomparse che quelli degli animali li facciamo girare soprattutto sui social. Le richieste sono numerosissime e diamo spazio principalmente a quelle dei non vedenti quando smarriscono i loro cani».

A proposito di cambiamenti. C’è stata una rivoluzione anche nel linguaggio. Di recente, ha letto in diretta una lunga lista di insulti e parolacce, contenute in un messaggio su Facebook scatenando l’ironia dei fan…
«Era stato preso di mira un agente penitenziario scambiato purtroppo per un poliziotto che, durante l’assalto alla Cgil a ottobre, aveva picchiato uno dei manifestanti. Questo poverino, costantemente minacciato, si era rivolto a noi per chiarire l’equivoco. Se io, leggendo, avessi messo il bip a ogni insulto indirizzato a quell’uomo, non sarebbe stata credibile la vicenda… Forse ho sbagliato a ripetere sillaba per sillaba le parolacce, non so. Per questo sono pure finita su TikTok».

Immagino l’imbarazzo. E suo figlio cosa ha detto?
«È stato lui a mandarmi un video in cui si vede un ragazzo, rappresentato come fosse mio figlio, che rincasa alle quattro di mattina e sente la mamma abbandonarsi a un turpiloquio irripetibile. Ho fatto una figuraccia, insomma (ride)».

Ha cambiato anche look. Prima solo in pantaloni. Ora indossa spesso la gonna…
«A voi non sfugge niente e per questo motivo vi racconto cosa è accaduto (sorride). Prima dell’inizio della stagione avevo approfittato dell’ultimo sole per andare al mare. Ero in costume e, sedendomi, ho schiacciato un calabrone che mi ha punto sulla coscia. Sul momento, pur facendomi male tutta la gamba, non ho messo nulla. Il giorno successivo, dopo essere andata in bici con la speranza che il veleno si riassorbisse da solo, il dolore si è acuito tanto da andare al Pronto soccorso dove mi hanno prescritto degli antibiotici. La gamba è rimasta gonfia per tanti giorni. Per la prima puntata la costumista e uno dei miei autori mi hanno consigliato di indossare la gonna al posto dei pantaloni che non avrebbero nascosto il gonfiore della coscia. Chiara, la mia capostruttura, mi ha detto: “Ma hai delle belle gambe e stai bene, continua a mettere la gonna!”. Mi ha convinto e da quel momento la indosso per la diretta».

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