Federica Sciarelli: «Con “Chi l’ha visto?” siamo un punto fermo per le famiglie»

La giornalista conduce il programma dal 2004. Qui ne spiega il successo, prima di partire per le vacanze

19 Giugno 2024 alle 08:24

La stagione di “Chi l’ha visto?” è in chiusura il 10 luglio, e già stanno girando alcune voci di un “ritiro dalle scene” di Federica Sciarelli. Noi di Sorrisi lo chiediamo alla diretta interessata.

Federica, ci dica lei: come stanno le cose?
«Mi fate sempre la stessa domanda (ride) e puntualmente a settembre mi rivedete».

La giornalista è al timone della trasmissione del servizio pubblico dal 2004, e sta per lasciarsi alle spalle un altro anno lavorativo in cui ha saputo mantenere alta l’attenzione e l’interesse dei telespettatori italiani. Ora che “il pronto soccorso degli scomparsi” si appresta a chiudere i battenti per la pausa estiva, la conduttrice si prepara a godersi le meritate vacanze. Ma prima accetta volentieri di rispondere alle nostre curiosità...

Quest’anno “Chi l’ha visto?” sta per salire su un altro podio: quello dei ritrovamenti degli scomparsi e delle risoluzioni in diretta dei casi. Come se lo spiega?
«Continuo a ripetere da quando conduco questo programma che la nostra forza e la nostra linfa vitale sono i telespettatori. Addirittura un ragazzo che era scomparso da Città di Castello (PG) è tornato a casa grazie al fatto che la sua auto era stata fotografata da una signora in una strada di Ravenna e inviata alla nostra redazione. Da lì sono partite le ricerche e il giovane è stato ritrovato per la gioia della sua mamma che avevo invitato in trasmissione. Il pubblico da casa è lo stesso che va in strada e ha mille occhi. Noi siamo portatori sani di solidarietà. Molto spesso risolviamo i casi anche prima di andare in onda grazie ai nostri social network, Instagram su tutti».

Le persone si rivolgono a voi anche per sollecitare le autorità a sbrigare pratiche burocratiche, a sollecitare visti... È un po’ come chiamare in causa la Farnesina o la prefettura.
«A noi si rivolgono proprio tutti e cerchiamo di fare da tramite. Come nel caso di una 25enne che aveva chiesto il nostro aiuto per rientrare in Italia assieme alla figlioletta in quanto bloccata dal marito e lasciata senza documenti in Egitto. Lo stesso marito ci ha poi scritto dicendo che nei versetti del Corano era predetto che noi avremmo parlato del suo caso in trasmissione. Incredibile...».

Molti vi scrivono per ritrovare le proprie origini familiari: persone adottate che vogliono sapere chi sia la loro madre biologica, o conoscere e incontrare i loro fratelli.
«Tantissimi hanno potuto riabbracciare i genitori o i fratelli. L’ultima storia, in ordine di tempo, è stata quella di un ragazzo adottato che ha ritrovato il proprio gemello. Davvero commovente».

Di recente vi interpellano anche per la scomparsa di opere d’arte.
«È la storia del Caravaggio rubato. Abbiamo raccolto l’appello del professor Claudio Strinati sull’opera trafugata nel 1969. Vedremo...».

La trasmissione segue da anni il filone delle truffe sentimentali online.
«Ci siamo occupati della scomparsa di un custode milanese che sembra essere stato vittima di una truffa romantica per un amore non corrisposto con una persona che si spacciava per la famosa cantante Dua Lipa. Abbiamo scoperto che molto probabilmente quest’uomo è scivolato anche in un’altra truffa. Aveva inviato più di 5 mila euro in criptovalute alla persona che si nascondeva dietro il profilo falso. Alcuni nostri telespettatori si sono presi la briga di spiegarci come funziona il sistema dei bitcoin. Si è creato un moto di solidarietà straordinario. Ma non solo: abbiamo una finestra sempre aperta anche per le mamme disperate che hanno figli con ogni tipo di dipendenza».

Alleggeriamo un po’ la conversazione: sono in tanti a notare che quest’anno lei sorride molto più spesso e ha uno sguardo luminoso. È solo perché ha risolto più casi o... c’è dell’altro che ci vuole dire?
«Un segreto ce l’ho: ho un chirurgo plastico che è... la mia truccatrice Nadia (ride). Lei fa miracoli quando arrivo stanca, con le occhiaie, e riesce a mettermi in sesto. Al di là della battuta, ho capito che anche quando c’è un dramma bisogna trasmettere forza, soprattutto ai genitori di figli scomparsi o morti. Io cerco persino di strappare loro un sorriso con una battuta. E questa mia attitudine deriva dalla mia napoletanità, essendo figlia di genitori partenopei».

Rispetto al passato, quando ci aveva dichiarato che, se avesse potuto, avrebbe condotto anche in pantofole, quest’anno indossa più gioielli.
«Sono catenine con ciondoli che richiamano la Trinacria (antico nome della Sicilia, ndr) e l’Africa. E poi mi piacciono i braccialetti».

A proposito: andrà come ogni anno in vacanza in bici in Sicilia a mangiare il couscous dalla sua amica Antonella?
«Sicuramente una tappa la farò. Ma con i miei amici amanti della bici stiamo lavorando anche a un ulteriore itinerario».

Qual è la sua playlist estiva mentre pedala?
«Tranne il jazz, io ascolto veramente di tutto. Sono curiosa per natura».

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