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Federica Sciarelli presenta “Dottori in corsia”

Dopo il successo della prima stagione, torna su Raitre la docufiction ambientata nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che racconta le sfide dei medici per salvare le vite dei piccoli pazienti e il dramma che attraversano i genitori dei bimbi

Foto: Federica Sciarelli

14 Novembre 2019 | 9:10 di Simona De Gregorio

Dopo il successo della prima stagione, torna su Raitre "Dottori in corsia", la docufiction ambientata nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che racconta le sfide dei medici per salvare le vite dei piccoli pazienti e il dramma che attraversano i genitori dei bimbi. Le nuove otto puntate, al via sabato 16 novembre alle 21.45 su Raitre (per proseguire da domenica 24 in seconda serata), presentano una grande novità: la partecipazione speciale di Federica Sciarelli.

Federica, perché ha deciso di affrontare questa sfida?
«Ho accettato perché lancia due grandi messaggi. Per prima cosa è importante dare risalto alla bravura e professionalità dei nostri medici in un momento in cui la “fuga di cervelli” all’estero imperversa. In secondo luogo il programma pone l’attenzione sul coraggio delle mamme e dei papà che non si danno per sconfitti e ci insegnano quanto sia importante combattere».

Non rischia di essere una trasmissione troppo forte?
«L’intento non è fare la “tv del pianto”. Infatti ho messo come condizione di trattare solo vicende che finiscono bene. Anche perché per me è già duro condurre Chi l’ha visto?, dove le storie possono avere un epilogo tragico».

C’è qualcosa che hanno in comune i due programmi?
«La scomparsa di una persona può toccare tutti così come la malattia. Io ho lo stesso approccio in entrambe le trasmissioni. Entro in punta di piedi nella vita di chi è coinvolto nella vicenda».

Dopo una giornata in un ospedale pediatrico quando torna a casa come si sente?
«Nonostante mi sia sempre occupata di giornalismo d’inchiesta, non è facile. Ma venire a contatto con esperienze così dure è di grande insegnamento. Aiuta ad apprezzare di più anche le piccole cose che ti circondano. È una grande lezione di vita».