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Ficarra e Picone si stanno preparando per Striscia la notizia

Li abbiamo incontrati nella loro Palermo e ci hanno raccontato cosa vuol dire per loro tornare dietro il bancone di Striscia per la 14ma volta

Foto: Salvatore Picarra e Valentino Picone nella loro Palermo  - Credit: © Antonio Parrinello

02 Febbraio 2018 | 12:08 di Andrea Di Quarto

Trovare parcheggio. È questo il problema più grande da risolvere se si vuole intervistare Ficarra e Picone nel loro quartier generale palermitano. Compiuta la missione, Salvo e Valentino ci accolgono nella sede della Tramp, la loro casa di produzione.

Anche quest’anno, da lunedì 5 febbraio,  i due comici condurranno «Striscia la notizia». Un appuntamento, quello con il tg satirico di Canale 5, che si ripete ininterrottamente dalla stagione 2004-2005.

Allora ragazzi, siete pronti?
Picone
: «Prontissimi!». 
Ficarra: «Giusto il tempo di farci la barba e arriviamo».

Ormai siete due veterani. Sarà la vostra 14a conduzione consecutiva.
Ficarra
: «Come sarebbe 14a? Guarda che non so se le abbiamo fatturate tutte! È meglio non scriverlo».
Picone: «Facciamo così: scrivi che sono dieci edizioni».

Qual è l’aspetto più difficile del lavorare a «Striscia»?
Ficarra
: «Che dobbiamo leggere i giornali. Tutti, mica uno solo. Una fatica... Perché non è che ne leggi uno e hai la verità, ma solo una versione. Noi li leggiamo tutti e poi facciamo una media».
Picone: «Che ci chiedono sempre come sono le Veline. Però lavorare a “Striscia” è bello. La gente ti considera uno di famiglia. Per tre mesi ogni sera entri in casa loro e li accompagni durante la cena. Quindi quando t’incontrano ti salutano, ti chiedono come stai,  ti considerano uno di famiglia. C’è perfino chi prova a cambiare canale anche dal vivo».

Quello che si è concluso è stato un anno magico per voi. Avete perfino recitato nella commedia «Le rane» di Aristofane al Teatro Greco di Siracusa.
Ficarra
: «Già, abbiamo trovato gente così folle da voler tornare a far recitare un testo comico a dei comici. E ci siamo trovati benissimo con questo Aristofane. Non so se legge Sorrisi, ma se ci sta leggendo sappia che se ne ha scritte altre noi ci proponiamo. Davvero un bravo autore. Lanciamo un appello: “Ari, se ci sei batti un colpo!”».
Picone: «È stato bellissimo vedere migliaia di persone ridere come se fosse cabaret grazie a un testo di migliaia di anni fa».

E c’è stato anche il grande successo del film «L’ora legale». Adesso da voi tutti si aspettano il film «intelligente», non basta più che sia comico.
Picone
: «Ci siamo rovinati con le nostre stesse mani. Perché per fare un film intelligente ci vogliono persone intelligenti. Valle a trovare in mezzo a noi».

Il film è uscito in molti paesi, compresi Russia e Cina. Vi aspettavate un tale successo, anche di critica?
Picone
: «No. Con la comicità non sai mai come andrà. È il fascino dell’imprevisto. Ecco perché devi seguire sempre il tuo istinto. Nel momento in cui cerchi di inseguire il gusto di altri, rischi che non piaccia né a te né agli altri».

Sbirciando qua e là ho visto che state scrivendo. Si tratta di un film, di uno spettacolo o di un programma televisivo?
Ficarra
: «Paginette di vocali. Stiamo cominciando a sillabare. Proprio oggi abbiamo finito le sillabe».
Picone: «Buttiamo giù idee, ma sul momento non sai mai se quell’idea diventerà un film, uno spettacolo o uno sketch. Le idee devono essere messe alla prova».

Ormai vi manca solo di interpretare una storia drammatica...
Ficarra
: «Giusto. Anzi, se c’è un regista drammatico che ci sta leggendo, si faccia vivo subito per favore».

Comincia il Festival di Sanremo. Nel 2007 avete fatto pure quello.
Picone
: «Sì, ma come ospiti di Pippo Baudo. Per fortuna non cantavamo».
Ficarra: «L’atmosfera al Festival è assurda. Per una settimana ci sono 600 giornalisti che ti seguono ovunque. Ogni secondo c’è una conferenza stampa e si analizzano tutti i testi delle canzoni: “Baglioni aveva detto l’amore è bello e adesso dice povero amore, allora è una bugia!”. E stroncano. I giornalisti della musica sono terribili. Si giudicano i cantanti con una severità che magari ci fosse verso i programmi politici! Propongo di spostare tutti i giornalisti che si occupano di musica alle pagine politiche».

Ma almeno il Festival lo guardate?
Picone
: «Quando posso, sempre. Com’è che si dice? Sanremo è Sanremo». 
Ficarra: «Io ho una puntata in videocassetta dell’82 e guardo sempre quella. Una volta c’è Orietta Berti, un’altra volta non c’è, però alla fine sempre quello è».

Buoni propositi per il 2018?
Picone
: «Diventare direttore di Sorrisi, così posso scegliere i titoli e le foto».
Ficarra: «Io sindaco di Palermo. Reagan l’hanno fatto presidente degli Stati Uniti, Schwarzenegger governatore della California. E a me non danno neppure un assessorato!».