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Francesca Fialdini: «Finalmente “a ruota libera” parlo io»

La conduttrice ha accettato la sfida di Sorrisi: si è sottoposta alla raffica di domande che abbiamo preparato per lei

Foto: Francesca Fialdini ha iniziato come giornalista nel notiziario di Radio Vaticana nel 2004. Dal 2005 in tv ha lavorato in “A sua immagine”. Ha presentato anche “Unomattina” e “La vita in diretta”

17 Ottobre 2019 | 10:10 di Giusy Cascio

La domenica su Raiuno, nel suo programma “Da noi... a ruota libera”, Francesca Fialdini alterna storie curiose ad altre commoventi. Come ospiti invita sia persone normali sia personaggi famosi. «Non fa differenza» dice mentre si prepara al trucco negli studi della Rai di Torino. «Purché si mettano a nudo e accettino di confrontarsi senza pregiudizi».

Ti diverti a fare interviste “a ruota libera”?
«Un sacco».

E se devi rispondere tu?
«Mi sento in imbarazzo, devo vincere un muro di timidezza».

Abbattiamo questo muro, dai. Iniziamo… a ruota libera.
«Aiuto, è un colpo basso!».

Paura della scaletta delle domande?
«Io la scaletta la preparo solo dopo che ho parlato con gli ospiti. Prima sospendo ogni giudizio».

L’ospite dei tuoi sogni?
«Ne ho due: papa Francesco e Michelle Obama. Sarebbe un sogno sentirli parlare a ruota libera, senza sentimentalismi, senza “femminismi”. Come piace a me».

La domanda che ogni intervistatore oggi dovrebbe farsi?
«Io mi chiedo sempre: “Sono sicura di essere imparziale?”. Bisogna stare attenti a non dare definizioni sbagliate, a non usare troppi aggettivi».

Le domande a cui nessuno vuole rispondere?
«Quelle sulla vita privata. Nessuno ha piacere che si alzi il velo dell’intimità. Ma è un modo per tutelare il pudore. Senza pudore non siamo niente».

Se ti chiedessi della tua vita privata, come risponderesti?
«Alzo il velo (ride). È molto caotica: abito a Roma, lavoro a Torino, ho la famiglia a Massa e il mio fidanzato vive in un’altra città ancora».

Ma tu dove ti senti a casa?
«Ovunque. Sono una nomade, sarei felice di trasferirmi a Napoli come a Berlino».

Un oggetto che ti porti dietro nei tuoi spostamenti?
«Porto al dito una fede presa in Grecia che ha incisa una preghiera: “Signore Gesù Cristo perdonami”. In questo mondo scintillante della tv serve a ricordarmi chi sono e a che cosa tengo di più».

Nella scorsa stagione facevi “La vita in diretta”. Non ti manca l’adrenalina del programma quotidiano?
«Neanche un po’. Alla fine ero molto stanca, affaticata. Dovevo tirare il fiato».

Come se la cavano Alberto Matano e Lorella Cuccarini, l’attuale coppia di conduttori?
«So che si stanno divertendo, e questo è l’importante. Ma non poteva essere altrimenti: con Alberto si ride tantissimo».

Parliamo degli altri uomini con cui hai lavorato in passato: Franco Di Mare.
«Una guida».

Tiberio Timperi.
«Imprevedibile, schietto».

Flavio Insinna.
«Travolgente. Sul palco non gli sfugge nulla».

Marco Liorni.
«Tranquillo, rassicurante».

Fabio Volo.
«Esuberante».

Se ti chiamasse Amadeus, andresti come “valletta” a Sanremo?
«Fantascienza. Sarebbe come chiedersi se esistono gli alieni».

Andiamo avanti sempre più a ruota libera?
«E andiamo».

Quando è stata inventata la ruota?
«Caspita!».

20 mila, 10 mila o 5 mila anni fa?
«Direi 5 mila. Ci ho preso?».

Sì, giusto. Ma scherzavo, su. Parliamo ancora di te: cosa fai quando non lavori?
«Sono indietro con le lavatrici di due settimane».

Te la cavi con i lavaggi?
«Con i bianchi no, parto sconfitta. Con i colorati invece, per fortuna, i pasticci non si vedono».

Colore preferito?
«Il giallo, quello della luce».

Piatto preferito?
«Lo stoccafisso, come lo fanno dalle mie parti, a Massa. Quando lo vedo cucinato con le patate non capisco più nulla».

Un tuo vezzo? O un vizio, se preferisci.
«Quando mi squilla il cellulare accuso il colpo, mi spavento e penso: “Oddìo, cosa vorranno da me?”. Quindi prendo tempo, non rispondo, spero che mi mandino un sms, così posso rispondere con calma. Non so se è un vizio o un vezzo, magari è una fobia».

Cosa ti fa arrabbiare?
«La malizia».

Cosa ti fa gioire?
«L’innocenza».

Che bambina sei stata?
«Praticamente uguale a oggi: vivace ma introversa. La maestra non riusciva a starmi dietro, ma poi io prendevo le mie due amichette, Arianna e Federica, e me le portavo in disparte a giocare».

A quale gioco?
«Uh, giocavamo ai film. Per dire, io ero il coniglio e Arianna Jessica Rabbit».

Un film significativo della tua infanzia?
«Uno che mi ha segnato nell’adolescenza è “Ritratto di signora” con Nicole Kidman. L’ho visto al cinema con mia madre e mi ha fatto sentire “grande”».

Che cos’è per te l’amore?
«Un mistero. A lungo andare, i pregi della persona amata si trasformano in difetti e i difetti diventano pregi. Perché succede? Mistero. E perché due persone che non si conoscono a un certo punto si cercano e vogliono che il sentimento che le lega sia sempre più forte? Mistero. E perché magari un bel giorno ti svegli e la persona che hai accanto non ti piace più? Mistero».

Hai detto di essere innamorata pazza.
«Vero».

Ed è vero che il tuo “uomo del mistero” è un telespettatore?
«Nel senso che mi guarda, sì. Ed è un giudice severissimo».

La cosa più romantica che avete fatto insieme?
«Abbiamo camminato di notte sotto la neve».

L’idea di diventare mamma ti renderebbe felice?
«Me lo chiedo spesso. Ho appena compiuto 40 anni e mentirei se dicessi che non ci penso. Però non si nasce mamme a tutti i costi e cercare un figlio è forzare la vita tanto quanto decidere di non averne a priori. Voglio farmi sorprendere dalla vita».

A cosa rinunceresti?
«Il lavoro mi tiene viva, non ne farei a meno. Ma un figlio è un miracolo, sposterei pure le montagne».