Home TvProgrammiFrancesca Fialdini: «Sognavo di fare tv da quando ero bambina»

Francesca Fialdini: «Sognavo di fare tv da quando ero bambina»

Conduce due programmi (molto diversi) e racconta a Sorrisi tutto della sua infanzia e della sua famiglia

Foto: Francesca Fialdini

29 Ottobre 2020 | 9:54 di Giusy Cascio

Francesca Fialdini ha un sorriso dolce e un carattere di ferro che le permettono di condurre due programmi diversi, che però «parlano entrambi d’amore» ci dice. La domenica pomeriggio su Raiuno presenta “Da noi… a ruota libera”, in cui intervista personaggi famosi e persone comuni con qualcosa di speciale da raccontare. Il lunedì in seconda serata su Raitre, invece, la vediamo nella docuserie “Fame d’amore”, dove parla di un tema molto serio: quello dei disturbi alimentari.

Che cosa hanno in comune le due trasmissioni?
«L’intento di sfatare i pregiudizi e abbattere i cliché. Quando intervisto qualcuno, indipendentemente dalla sua bravura davanti alle telecamere, la prima cosa che mi chiedo è: “Come sta davvero?”. Allo stesso modo, di fronte a una ragazza che soffre di bulimia, il mio obiettivo è smontare chi pensa che “perdere peso è solo questione di volontà”, o che giudica, senza sapere il dolore che c’è dietro la fame d’amore».

Nella sua voce sento una determinazione che viene da lontano.
«Dalla terza elementare, più o meno. Questo è il lavoro che sognavo di fare fin da bambina. L’ho scritto a 8 anni in un tema: “Da grande voglio raccontare la verità”».

Ambizioso.
«Mi sono sempre buttata nelle cose senza preoccuparmi troppo di non essere all’altezza. Se passa un treno, intanto io ci salgo su, poi semmai imparo strada facendo».

Che bambina era?
«Vivace. Giocavo più con i maschi che con le femmine. Li rincorrevo, magari proprio per riparare i torti che facevano alle mie amiche».

Un soldatino?
«Una specie, sì. Tanto che da uno di questi giochi deriva il soprannome che mi porto dietro sin da piccola: Charlie. Giocavo in cortile a fare la marcia delle suffragette come nel film “Mary Poppins ”, assieme a un amichetto che avevo battezzato “Charlie”. E lui mi disse: “Se io sono Charlie, sei Charlie anche tu”».

Da chi ha ereditato il suo lato pubblico da “performer”?
«Da mio padre, Renzo. Restio a parlare di sentimenti e di cose che lo turbano persino con me, per proteggermi dalla sofferenza, ma al di là di questo tratto schivo, è lui lo showman della famiglia. Ha una bella voce, quand’ero piccola mi cantava le canzoni di Gino Paoli e Adriano Celentano. In particolare, ricordo “Averti addosso” e “Una carezza in un pugno”».

E dalla sua mamma, la signora Ivana, invece che cosa ha preso?
«La determinazione e lo sguardo attento verso le donne. Mamma ha fatto tante battaglie femministe. Nel frattempo il femminismo è cambiato, ma nella sua versione contemporanea io mi schiero per i diritti e le pari opportunità».

C’è un’altra persona a cui è molto legata...
«Mia nonna Gianna, che ha 93 anni. La adoro e la uso come “esperta di marketing televisivo” perché sa tutto della concorrenza, dato che ha una passione per Barbara d’Urso (ride). È anche una fan di telenovele: negli Anni 80 le guardavamo insieme. Impazzirebbe se invitassi in trasmissione Grecia Colmenares, la mitica attrice di “Topazio”!».

Nonna Gianna non vorrebbe vederla sposata?
«Ma certo, non vede l’ora. “La mia Franci, quand’è che si sistema e mi fa dei nipotini?”. Però poi le va bene così, purché io sia felice. È stato così fin dai tempi di Milo».

Chi è Milo?
«Il bello della spiaggia. Ci ho messo anni perché si accorgesse di me, poi un’estate ci siamo baciati nel parcheggio sotto casa mia. Mesi dopo lui è andato in Canada a studiare e si è chiusa lì. Io ci stavo male, ma nonna mi spronava a guardarmi attorno: “O via, Franci, ce n’è tanti”».

Chissà che fine ha fatto...
«Ci sentiamo ancora. Conservo sempre il peluche che mi regalò. Milo c’è, è una certezza».

Non svelerà mai il nome del suo fidanzato, vero?
«Sono come papà, proteggo i miei cari dalla luce dai riflettori».

Tempo fa ha pubblicato su Instagram la foto di un ragazzo bellissimo, da innamorarsi.
«Giù le mani dal mio fratellino! (ride). Si chiama Niccolò, fa il commercialista. Ha la ragazza e io sono gelosissima: prima di entrare in casa dovrà passare il mio test».