Home TvProgrammiFrancesca Manzini: «Per colpa di Ricci ora non dormo più»

Francesca Manzini: «Per colpa di Ricci ora non dormo più»

L’imitatrice condurrà per una settimana Striscia con Gerry Scotti: «Alla notizia ho pianto di gioia!»

Foto: Francesca Manzini

27 Febbraio 2020 | 9:15 di Solange Savagnone

Francesca Manzini è un fiume in piena. Ha un modo di raccontare vivace e disordinato come il suo camerino: sulla scrivania c’è una maglietta alla rovescia avvolta in un maglione. Incastrato nei cuscini del divano spunta un paio di leggings militari, che piego e ripongo nella sua enorme valigia, aperta come un sorriso sul pavimento: «Prima ero disordinata, ora ho messo ordine nella mia vita» ci spiega ridendo questa ragazza, figlia della gavetta, che dallo scorso dicembre è arrivata a “Striscia” come imitatrice di Mara Venier. Ma che dal 2 al 7 marzo condurrà insieme con Gerry Scotti il tg satirico di Canale 5.

Gliel’hanno comunicato in un modo molto particolare. Ce lo racconta?
«Avevo finito di girare il “deepfake” di Mara (è una tecnica digitale per cui le viene sovrapposto il viso della conduttrice, ndr). In studio si accendono le luci e sulle note di “C’è posta per te” arriva una busta. Era un messaggio di Antonio Ricci che mi diceva che avrei condotto “Striscia”. Mi sono messa a piangere per la gioia. Ma poi è ripassato il postino con un’altra busta dove c’era scritto che era uno scherzo, seguita da una terza in cui Ricci aggiungeva che era la seconda busta quella scherzosa, e che quindi avrei davvero condotto “Striscia”».

Un po’ sadico, ma chissà che emozione quando ha capito che era vero.
«Da quel giorno non dormo più e guardo tutte le puntate con Gerry per capire come interagire. Sto studiando anche delle gag per stupire ogni giorno, e nelle aperture farò delle battute sull’attualità».

A proposito di ironia, lei su Instagram è registrata come “Manza”.
«Quando per iscrivermi ho messo il mio nome per esteso non me lo ha accettato, forse perché era stato già registrato. Così il sistema mi ha proposto questo. È un caso. Anche se pure un amico fisioterapista che lavorava con papà, dirigente della Lazio, ci chiamava “la manza” e “il manzo”. Da lì mi hanno sempre chiamata così. Poi Instagram mi ha promosso con la spunta blu (riservata ai personaggi più noti sul social network, ndr) e ora sono prigioniera di questo nome!».

Dopo questa settimana alla conduzione di “Striscia” cosa accadrà?
«Cadrò in depressione… (ride). Ma resterò con i piedi per terra. Continuerò con i “deepfake” e se piacerò magari resterò a “Striscia”».

Ha iniziato a “fare il verso” ai personaggi quando aveva otto anni. Come mai?
«C’erano delle cene stupende a casa di mia zia. Mentre loro giocavano a carte, io mi mettevo davanti allo specchio in salone, prendevo il vassoio e imitavo la Carrà con tanto di mosse».

Com’è nata questa passione per le imitazioni?
«Ho avuto un’infanzia difficile. Non frequentavo amichetti della mia età, ma soltanto adulti. Sentivo i loro discorsi e mi sono ritrovata in mezzo a situazioni forti. Ma mia sorella collezionava video di varietà e per distrarmi guardavo questi filmati in camera mia. Mi appassionavano e pensavo che avrei voluto tanto fare quello da grande. Purtroppo i miei genitori mi scoraggiavano. Dicevano che non ci sarei mai riuscita. Invece ho dimostrato loro il contrario».

Ha raccontato anche di aver sofferto di anoressia e bulimia.
«In parte ringrazio questo disturbo perché mi ha donato questa voce un po’ roca. A volte il male ti fa tirare fuori risorse che non sai di avere e alla fine non puoi che essergliene grata».

Dopo quello che ha passato, come riesce a sorridere e a far ridere?
«Non lo so. Dentro di me ho sempre avuto il sorriso e ho cercato di proteggerlo nonostante le situazioni che mi ferivano. Ho lottato, affrontato le difficoltà ridendo e facendo ridere».