Francesco Gabbani torna su Rai1 con “Ci vuole un fiore”

Il 14 e il 21 aprile torna con lo show dedicato al futuro del nostro pianeta. Con ospiti e tanta musica

Francesco Gabbani  Credit: © Daniele Barraco
14 Aprile 2023 alle 08:07

Come immagine del suo profilo Instagram (da oltre 650 mila follower) Francesco Gabbani ha scelto una foto bucolica: lui con un fiore appoggiato sul viso. «Trasmettere l’amore per la natura la sento come una piccola missione» dichiara il cantautore toscano (di Carrara) che un anno fa condusse su Rai1 uno show musical-divulgativo dal titolo “Ci vuole un fiore” (prestito del celebre brano di Sergio Endrigo). Quest’anno replica con raddoppio, due serate il 14 e 21 aprile, che ruotano attorno al tema dell’ambiente e del futuro del pianeta, la famosa “ecosostenibilità”.

Gabbani, provi a spiegare l’“ecosostenibilità” a un bambino.
«Gli direi: “Devi cercare di amare il più possibile la natura, devi innamorarti del nostro pianeta, innanzitutto perché anche noi ne facciamo parte e poi perché quando ami qualcuno è automatico trattarlo bene e prendertene cura”».

L’anno scorso ha esordito dicendo: «Ognuno di noi può fare la differenza».
«Credo che un approccio sostenibile debba partire da un sentimento. Il rispetto dell’armonia della vita non nasce perché qualcuno ce lo impone, ma da una presa di coscienza, è una scelta».

Le sue scelte quali sono?
«Di base ho già un’attitudine “green”, amare la natura è sempre stato, mi si perdoni il gioco di parole, naturale. Sono cresciuto nel territorio apuano dove a distanza di pochi chilometri ci sono le montagne che salgono a duemila metri e il mare, ho sempre vissuto qui e ho scelto di continuare ad abitarci».

Con questo programma si sente investito del compito di testimonial dell’ambiente?
«“Testimonial” mi sembra esagerato, anche perché mi sento testimonial tutti i giorni. Mi piace l’idea di comunicare al pubblico che se cambiamo piccole abitudini, che possono sembrare insignificanti, possiamo essere di aiuto al pianeta».

L’abitudine che ha cambiato con più difficoltà?
«Fare docce più brevi. Uno non ci pensa perché la doccia è un momento piacevole e rilassante, serve anche per fare pulizia mentale, invece il tempo passa e l’acqua scorre. Ho ridotto i minuti e lo spreco d’acqua».

Piero Angela fu il primo ospite della scorsa edizione.
«Fu il suo ultimo intervento televisivo, un regalo che ci ha fatto prima di morire. Ora gli renderemo omaggio riproponendo le sue parole alternate a un momento musicale».

Chi ci sarà in studio?
«Credo sia giusto lasciare la divulgazione a chi ha la competenza e a contesti più seriosi. A parte Mario Tozzi, presente in entrambe le serate, abbiamo spostato le lancette su emotività e intrattenimento. Ci saranno Nino Frassica, Roberto Vecchioni, Levante, Stefania Sandrelli, Francesco Arca, che porteranno il loro “fiore”, la testimonianza di un rapporto a volte insospettabile con la natura».

Un esempio di insospettabile?
«Ornella Vanoni. Pur conoscendola bene, non mi aspettavo che fosse così appassionata del mondo delle api».

La musica come può sensibilizzare al tema?
«Può aiutare a provare sentimenti positivi e, se siamo ben disposti, sentirsi in armonia con la natura è facile. Canteremo pezzi che parlano della bellezza del pianeta: uno su tutti è “Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi” di Lucio Battisti».

Ha mai pensato di scrivere un brano dedicato proprio alla natura?
«Non mi piace mettere la musica al servizio di qualcosa se non delle emozioni, comunque ci sono tante mie canzoni che ne parlano. “Foglie al gelo” non è un brano volutamente ambientalista, ma parla di ambiente».

«Lo sai (...) che ogni tre respiri sciogli due ghiacciai» cosa le ricorda?
«È il mio pezzo “Pachidermi e pappagalli”. Lo canterò durante lo show, parla delle fake news e di come si debba stare attenti a quello che ci propone il web. Anche sul tema ambientale c’è tanta disinformazione!».

Nel suo nuovo singolo, “L’abitudine”, uscito il 7 aprile, lei spinge un carrello con dentro un mappamondo.
«Butto lì delle provocazioni sul modo di vivere contemporaneo votato al consumismo. Spesso la fame di possedere cose materiali sembra felicità, ma più siamo voraci di oggetti, più siamo lontani dalla natura. La felicità sta veramente nel voler comprare il mondo?».

A proposito di fiori: li ha mai regalati?
«Raramente, solo in momenti particolari. Preferisco godermeli quando vado a fare una passeggiata sulle colline, vederli nei prati è uno spettacolo».

I fan glieli mandano?
«Più che altro mi regalano calzini. Una volta dissi che mi piacevano quelli colorati e particolari e me ne hanno mandati tantissimi, ne ho una collezione».

A chi, in questo momento, manderebbe un fiore con un messaggio particolare?
«Ai signori che stanno portando avanti i conflitti: “Guardate, questo fiore è l’espressione della vita, smettetela di fare la guerra!”».

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