Francesco Vecchi: «Torno al lavoro con la Sicilia nel cuore»

Dal 1° agosto subentra a Giuseppe Brindisi per condurre "Zona bianca"

1 Agosto 2022 alle 08:40

Dopo avere chiuso la lunga stagione di "Mattino Cinque", Francesco Vecchi è pronto per un’altra avventura. Il giornalista sostituirà Giuseppe Brindisi nella conduzione estiva di "Zona bianca", il talk di approfondimento di Rete 4, a partire dal 1° agosto.

Francesco, nel giro di poco tempo cambierà il suo saluto agli italiani passando dal buongiorno al buonasera…
«Anche buonanotte perché, quando la trasmissione finisce, si sarà fatta una certa ora. Sono sicuro che nelle prime puntate, continuerò a dire buongiorno (sorride). Sbaglio sempre quando entro nei negozi perché non so mai cosa dire di preciso… Comunque sono contento di condurre "Zona bianca" per due motivi: ha una linea editoriale che trovo affine alla mia e poi passo al serale. Questo mi consentirà di misurarmi con logiche e tempi che sono diversi da quelli del mattino».

Saranno puntate calde vista la temperatura e le elezioni di settembre così vicine…
«Rispetto a tanti anni fa quando l’estate era, televisivamente parlando, una stagione morta per quel che riguardava l’attualità, oggi tutto è cambiato perché molte delle vicissitudini italiane sono condizionate da ciò che avviene in altri Paesi. La guerra, l’inflazione, la crisi energetica non vanno in vacanza. E anche la politica, come si vede in questi giorni».

Prima di rituffarsi in tv, è riuscito ad andare in ferie?
«Sì, come ogni anno, sono andato nella Sicilia di mia moglie (la giornalista Tina La Loggia, ndr) dove ho trascorso giorni fantastici con lei, mio figlio Enrico e i nonni. Ho sposato una siciliana solo per fare le vacanze in quest’isola meravigliosa... (sorride)».

D’estate e, soprattutto in Sicilia, si fa fatica a rimanere in forma. Lei riesce a resistere alle tentazioni?
«Tra arancine, gelato con la brioche, pasta alla norma, granite e panelle è difficile contenersi. Poi i miei suoceri, che sono l’ospitalità fatta persona, ci coccolano. Aria di mare, spiaggia e buon cibo, oltre alla compagnia della propria famiglia, sono gli ingredienti giusti per il vero relax».

I suoi suoceri e sua moglie le hanno insegnato a preparare specialità e piatti siciliani?
«Con la pasta con le sarde me la cavo bene. In realtà non mi è consentito troppo allenarmi perché quando siamo in Sicilia, se provo a preparare qualcosa, mia moglie mi ferma subito perché dice che non è territorio mio (Francesco è di Milano, ndr). Nemmeno la moka per il caffè posso toccare…».

Riesce a rilassarsi anche con suo figlio Enrico, che ha poco più di un anno?
«Beh… Ora cammina e devo seguirlo con la schiena curva. L’equilibrio con i bambini piccoli cambia velocemente. Non puoi affezionarti a dei ritmi perché poi si ribalta tutto...».

È più apprensivo lei o la mamma?
«Enrico ha un radar per gli spigoli. Dove ci sono, arriva lui e cerca di fare lo slalom. Mia moglie è più ansiosa. Io andrei in allarme se gli capitasse qualcosa di importante ma per piccole cadute non mi faccio prendere dal panico».

Come neopapà, va in crisi d’astinenza se per tante ore non vede il piccolo?
«In realtà mi piace stare in redazione a lavorare. Non corro mai subito a casa. Con mio figlio trascorro molto tempo durante il pomeriggio».

Guglielmo e Vittorio Zucconi erano suo nonno e suo zio.
«A loro devo tutto. Sin da bambino ero abituato ad ascoltare, a tavola, discorsi sull’attualità. Sono due figure che mi hanno affascinato. Ho un aneddoto legato a mio nonno: avevo 16 anni quando andai nella sua redazione (dirigeva "Il Giorno") e lui mostrava tutte le carte che si impilavano sulla scrivania. A fine giornata le buttava via dicendo che il mestiere del giornalista non lascia tracce. Non conta il passato, ma vale l’eterno presente».

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