Home TvProgrammi«Freedom»: Roberto Giacobbo ci presenta in anteprima il suo nuovo programma

«Freedom»: Roberto Giacobbo ci presenta in anteprima il suo nuovo programma

Da dieci giorni ha iniziato a girare i primi servizi che vedremo a novembre nel programma che segna il suo ritorno a Rete 4 dopo 15 anni in Rai

Foto: Roberto Giacobbo nella prossima stagione sarà un volto di Rete 4 e Focus

12 Luglio 2018 | 12:00 di Solange Savagnone

«Scusa, sentiamoci più tardi. Mi trovo nei sotterranei di Napoli e non riesco a parlare». Roberto Giacobbo non si smentisce mai. Da dieci giorni ha iniziato a girare i primi servizi che vedremo a novembre in «Freedom - Oltre il confine», il programma che segna il suo ritorno a Rete 4 dopo 15 anni in Rai. E come già in «Voyager», non si risparmia. «Le riprese stanno andando molto bene, abbiamo iniziato a girare in Italia e a metà agosto andremo all’estero. Ora stiamo facendo un’indagine molto interessante con un radar sotterraneo per scoprire una cosa che potrebbe rivelarsi una grossa scoperta archeologica. Stiamo girando con nuove tecnologie in alta definizione, facendo molto attenzione alla qualità dell’immagine e alla gestione degli effetti speciali usati fino a ieri soltanto per il cinema» ci racconta qualche ora dopo, mentre è già in viaggio verso un’altra destinazione.

Dopo Napoli dove andrete a girare?
«Ci sposteremo in alcune città del Veneto, poi in Toscana e nel Lazio. Stiamo esaminando sia persone che hanno fatto qualcosa di speciale, sia luoghi particolari e ricerche ancora inedite. La gente ci accoglie con grande entusiasmo, suggerendoci luoghi da scoprire e aiutandoci in tutti i modi. Si sentono anche loro partecipi, quasi fossimo un gruppo di appassionati che si ritrova. Quello che succede in redazione, con i miei autori, succede anche con le persone che incontriamo. È come se si creasse un effetto contagio positivo».

Ora che sta iniziando a farlo, ha un’idea più precisa del programma?
«Ci sarà una parte iniziale che tratterà un tema affascinante per il grande pubblico, poi affronteremo una parte riservata all’evoluzione della scienza che influisce nelle nostre vite di tutti i giorni. Mentre nella seconda parte faremo un viaggio oltre il confine, per quelli che amano sentire parlare di argomenti di indagine pura. Sarà come frequentare una scuola dove ti diverti: si studia geografia e scienze, ma anche mito e leggenda. Ci sarà anche spazio per i “misteri” con cui conviviamo: da quello che si nasconde sotto le nostre strade a quello che mangiamo o con cui ci curiamo».

Lo speciale domenicale come sarà?
«Andrà in onda la mattina. Sarà una sintesi di quello andato in onda in prima serata ma arricchito con contenuti e immagini nuove».

Avrà anche uno studio televisivo?
«Vedrete la mia faccia su un grande monitor di sei metri mentre faccio le domande a ospiti ed esperti che inviteremo di volta in volta. Per la prima volta un conduttore non sarà fisicamente in studio ma si collegherà dall’esterno per fare le interviste».

Il titolo Freedom (libertà, in inglese) è un omaggio alla sua scelta di vita?
«Volevo un titolo che appartenesse alla “famiglia” di Stargate e Voyager, i miei programmi precedenti. Sono tutti nomi usati per avventure nello spazio. Freedom, oltre a essere stato il nome dato a un progetto della Nasa per una stazione spaziale, era una delle due navicelle del film Armageddon, l’unica a tornare sulla Terra sana e salva. Ha tanti significati, insomma, anche quello legato alla mia scelta di vita».