Home TvProgrammiGabriele Corsi: «In “Amore in quarantena” racconto come si vive l’amore ai tempi del coronavirus»

Gabriele Corsi: «In “Amore in quarantena” racconto come si vive l’amore ai tempi del coronavirus»

Il conduttore arriva su Raiuno con uno show tutto nuovo, realizzato con i suoi storici amici del Trio Medusa

Foto: Gabriele Corsi  - Credit: © Pigi Cipelli

28 Maggio 2020 | 10:35 di Giusy Cascio

Un giorno, quando meno te l’aspetti, Gabriele Corsi ci chiama in redazione: «Faccio un nuovo programma su Raiuno con Furio e Giorgio, i miei amici del Trio Medusa. Quattro puntate dal 30 maggio, il sabato pomeriggio». Un ritorno, il suo, alla Rai due anni dopo aver condotto “Reazione a catena”.

Gabriele, siamo curiosissimi. Di che cosa si tratta?
«Si chiama “Amore in quarantena”. L’idea è nata dalle telefonate che abbiamo ricevuto a “Chiamate Roma Triuno Triuno” su Radio Deejay. Tanti ci raccontavano le loro storie d’amore ai tempi del coronavirus. Con tutte le difficoltà, l’incertezza, le disavventure. Ad alcuni abbiamo chiesto di filmarsi con il telefonino per aggiornarci su come stavano andando le cose: erano preoccupati che i video fossero mossi... La cosa bella è questa: sono storie vere. Mica volevamo “Beautiful”».

Cos’è per lei questo ritorno su Raiuno?
«Una parentesi. Ho un contratto con Discovery e loro sono stati molto carini perché mi hanno concesso questa libertà. A settembre tornerò con le nuove puntate di “Deal with it” sul Nove (adesso ci sono le repliche, ndr). Alcune, a Milano e Napoli, le avevo già registrate. Le altre le gireremo a Roma appena possibile».

Tornando al nuovo programma, che tipo di storie avete raccolto?
«Le più diverse, commoventi e divertenti. Per esempio, abbiamo seguito due ragazzi di Paderno Dugnano, in provincia di Milano, che hanno affrontato gli ultimi giorni della gravidanza di lei in piena quarantena, ad aprile. Il neopapà ci ha fatto il video-racconto del travaglio che ha passato in corridoio. Si vede lui che cammina, avanti e indietro, emozionatissimo. Non ha assistito al parto perché sono cambiate le regole di sicurezza».

Ci sarà sempre il lieto fine?
«Non è detto. Abbiamo anche chi pensava di aver conosciuto l’amore della sua vita prima del lockdown. E invece, chiuso tutto, arriva la telefonata di lei che dice: “Scusa, non chiamarmi più. Sono fidanzata”».

Che doccia fredda...
«Beh, sì. Penso alle coppie separate per motivi di lavoro: lui che fa un concorso a Trento e rimane bloccato lì, mentre lei resta a Napoli. Scherzando, mi vien da dire che le categorie che adesso si riprenderanno alla grande saranno i parrucchieri, gli estetisti e gli avvocati divorzisti».

Ma lei che ruolo ha nella trasmissione?
«Sono la voce narrante, farò da collante tra le storie. Mi vedrete su una terrazza di Roma impegnato a lanciare droni in volo. Immaginiamo l’Italia come un gigantesco condominio. Al primo piano c’è Palermo, al settimo Bergamo... Oltre alle storie di gente comune avremo contributi video di personaggi famosi che hanno vissuto esperienze simili. Come Luca Argentero, la cui figlia Nina, avuta dalla compagna Cristina (Marino, ndr), è nata il 20 maggio, dopo un finale di gravidanza in quarantena. Oppure Lino Banfi che, per commentare una tenera storia di nonni, ha mandato una testimonianza toccante».

Vedremo anche i suoi soci del Trio Medusa?
«Furio e Giorgio li abbiamo mandati in giro perché erano gli unici due sacrificabili (ride). Li abbiamo trasformati in corrieri “Lovo”, dell’amore. E porteranno delle sorprese».

Che tipo di sorprese?
«Deliziose. A due ragazzi a cui è saltato il matrimonio recapiteranno metà torta nuziale a testa...».

Una storia da “Promessi sposi”, proprio come la webserie in cui recita lei: “L’amore ha i tempi del virus”.
«Esatto. In questa serie io sono un avvocato a capo di uno studio. Un personaggio insopportabile che mi piace molto. Ha una sola preoccupazione: aspettare che si liberi un posto sotto casa per parcheggiare il macchinone».

Questa serie è un antipasto di un prossimo film o di una fiction?
«Io mi definisco variegato, come il gelato. Ho iniziato come attore e mi diverte farlo. Questa webserie, poi, l’ho girata a casa mia. Comodissimo».

Com’è stata la sua personale quarantena?
«Strana. L’anno scorso per via del lavoro ho dormito 300 giorni fuori casa. In questo 2020, invece, ci ho passato 100 giorni chiuso dentro».

È ingrassato, ha sfornato torte, ha coltivato una giungla in terrazzo...?
«Ho passato tutte queste fasi. Compresa quella delle dirette Instagram. Poi mi sono stufato. Ma la “fase Corsi” permane: alle 17, se non ho nulla da fare, mi metto il pigiama. Solo la mia gatta Daisy è più pigra di me. Ma delle mie piante in terrazzo vado fiero. Ho una specie di orto botanico. Sono orgoglioso delle foglie di menta per il mojito».

E i suoi amori in quarantena?
«Mi sono goduto la famiglia. I miei figli, Margherita e Lorenzo, sono bravissimi. Lui ha 13 anni, lei ne ha compiuti 17 da poco. Ha festeggiato solo con un’amica che abita qui vicino. Non ha potuto fare altrimenti».

Ha “spiato” le lezioni a distanza per suggerire durante le interrogazioni?
«Ogni tanto sono entrato nella loro stanza a fare il cretino e mi hanno cacciato. Siamo fortunati, perché a casa abbiamo più computer, ma a volte erano tutti occupati e mi sono isolato in bagno».

Relegato in bagno persino da sua moglie?
«Negli ultimi tempi Laura (Pertici, caporedattore centrale di “La Repubblica”, ndr) ha lavorato tantissimo per il giornale».

La vicinanza aiuta il matrimonio?
«La penso come Tiziano Terzani, che citava sempre la moglie, ma poi andava in viaggio senza di lei: aiutano le grandi presenze, ma soprattutto le grandissime assenze».

Lei ha sempre voglia di scherzare...
«Non sono costantemente allegro, anzi. Sono ipersensibile e mi capita di aver difficoltà a gestire le emozioni. Ma cerco di vivere ogni momento come un dono e penso sempre a chi sta peggio, anche amici fraterni. E così, anche nei momenti di sconforto, torna il sorriso».

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto un pensiero per gli artisti «che ci fanno tanto divertire». E qualcuno se l’è presa.
«Io no. L’ho sentita ridere qualche volta durante questa intervista e mi si è allargato il cuore».

Cosa diverte lei?
«Cose semplici: Checco Zalone, i vecchi film di Fracchia e Fantozzi che mi facevano ridere col mio papà. Da solo non mi diverto».

Non si ride bene da soli?
«Chi non ride in compagnia o è un ladro o è una spia»