Home TvProgrammiGene Gnocchi e le sue folli parodie per «Lo scherzo perfetto»

Gene Gnocchi e le sue folli parodie per «Lo scherzo perfetto»

Nella trasmissione del giovedì sera condotta da Teo Mammucari, il presidente della giuria non si risparmia e mostra uno stile "riconoscibile"

Foto: Gene Gnocchi, Teo Mammucari e Alessia Macari a «Lo scherzo perfetto»

23 Marzo 2017 | 18:04 di Paolo Fiorelli

In «Lo scherzo perfetto» è uno scherzo anche la giuria. Basta vedere come si è conciato il «presidente» Gene Gnocchi le prime due serate...

Gene, nella prima puntata aveva i capelli lunghi di Manuel Agnelli, nella seconda i tatuaggi di Fedez, entrambi giurati di «X Factor». Perché?
«Beh, dovendo fare il giurato mi ispiro ai maestri, prendo il meglio dai migliori. E così sono nati “Genuel” e “Genez”. Perché oggi il giurato deve avere un suo stile riconoscibile. Ma vedrete il mio preferito...».
Che sarebbe?
«Genevacciuolo. Il giurato che vuole sempre assaggiare tutto e dà delle gran pacche sulle spalle a chiunque gli capiti a tiro».
Il più difficile da fare?
«Gnorgan. Coi capelli ci sono, ma ancora non mi vien bene l’occhio macilento».
Lei presiede una giuria di ben due persone: l’altra è Alessia Macari, vincitrice del «GF Vip». Come ha ottenuto questa carica?
«Con le mazzette: mi sono rovinato per corrompere gli autori. Scherzo, eh. E con Alessia c’è grande intesa, sento che tra noi potrebbe nascere qualcosa».
Da giurato ci dica: lo scherzo è meglio buono o cattivo?
«Cattivo. Se nella vittima non c’è un po’ di “giramento” non c’è gusto».
Ci sarà pure un limite, no?
«L’unico limite è il Codice penale».
Anche lei tira scherzi, suppongo...
«Oggi pochi, ma quando giocavo a calcio ero scatenato. Una volta che non avevo voglia di allenarmi ho chiuso la squadra del Castiglione negli spogliatoi e sono andato a Desenzano a prendermi un gelato. Li ho liberati dopo due ore».
Non bastavano cinque minuti?
«E no, se fai lo scherzo devi andare fino in fondo».
Un altro che ama scherzare è Piero Chiambretti, di cui sarà presto ospite fisso a «Matrix Chiambretti».
«Ci stimiamo e volevamo lavorare insieme da una vita. Finalmente è arrivata l’occasione giusta. Inizio il 7 aprile».  
E comincerà pure a fare analisi politiche, come molti comici?
«Ma no, prendere in giro i politici è come sparare sulla Croce rossa, non fa neanche più ridere. Preferisco parlare dei problemi veri come il lavoro che manca. A me. Lo sa che ormai mi chiamano solo alle feste dell’Unità, ma per friggere? E stasera ceno solo con i frollini. Me li ha portati un altro che per tirare avanti si è messo a cucinare: Antonio Banderas. Adesso fa anche da asporto, lo sa?».