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Gerry Scotti e le nuove puntate di “Caduta libera”

Tra giugno e luglio il mitico Studio 20 di Cologno Monzese, alle porte di Milano, è in fermento: si girano le nuove puntate del quiz che vedremo a settembre

Foto: Per Gerry Scotti un’ultima controllatina al programma della giornata, con due grandi amici: il produttore Mediaset Enrico Oggioni (a sinistra) e il produttore EndemolShine Italy Edmondo Conti  - Credit: © Pigi Cipelli

10 Luglio 2020 | 9:45 di Giusy Cascio

Tra giugno e luglio il mitico Studio 20 di Cologno Monzese, alle porte di Milano, è in fermento: si girano le nuove puntate di “Caduta libera” che vedremo a settembre. E nulla può cambiare i piani della macchina produttiva di Mediaset ed EndemolShine Italy, nemmeno il Covid.

«Certo, ci sono nuove regole da rispettare» dice Gerry Scotti, che ha sempre un’attenzione speciale per Sorrisi e il suo fotografo. «Ma l’uomo è un animale che si sa adattare a ogni situazione. Abbiamo vissuto varie fasi della pandemia: il terrore, la paura, le prime decisioni, i dietrofront sulle decisioni. Abbiamo messo i guanti, persino i calzari, all’inizio. Io mi spogliavo sul pianerottolo di casa e disinfettavo gli abiti, ma non ho perso un giorno di lavoro. E ora sembra normale salutarsi con il gomito. Credo che, alla fine, si possa affrontare tutto con serenità. E penso a mio padre, che lavorava alle rotative di un giornale e respirava piombo, letale per i polmoni, senza mascherine ad alta protezione. Insomma, anche se è straniante per noi che facciamo spettacolo avere meno pubblico in studio, qualche sacrificio si può e si deve fare».

La squadra è prontissima. Truccatrici e parrucchiere hanno visiere protettive e grembiuli monouso. Sono vietati gli assembramenti in camerino e ai concorrenti viene distribuito un kit con dispositivi di sicurezza. Tra una persona e l’altra del pubblico c’è un metro e mezzo di distanza e tutti portano la mascherina finché una voce dalla regia avverte: «Da questo momento potete toglierla». Ed è in quell’istante, quando inizia lo show, che tutto torna bello come prima. La gioia di Gerry nel salutare il campione e nel presentare gli sfidanti, le botole che risucchiano chi sbaglia, gli autori che urlano: «Dai, che questa la sai!». Intanto gli assistenti di studio controllano che il “cagnolino”, la camera che gira attorno alla scenografia rinnovata, non si inceppi. E si moltiplicano le battute sul nuovo gioco del “Chissà chi sarà”, in cui va indovinato un personaggio famoso partendo da una lettera che il suo nome e cognome hanno in comune. Fino al gran finale con “I dieci passi”, dieci domande per provare ad aggiudicarsi fino a 500 mila euro in gettoni d’oro. Un sogno... Che magari in autunno non diventi realtà?