Giancarlo Magalli: «Di pomeriggio vi tengo compagnia con “Una parola di troppo”»

Presenta su Rai2 il nuovo programma e dice: «I giochi a premi sono il mio primo amore»

Giancarlo Magalli
1 Novembre 2021 alle 08:31

Dal 1° novembre condurrà il quiz “Una parola di troppo”, in onda su Rai2 dal lunedì al giovedì alle 17.15, nel frattempo è la voce narrante di “Il Collegio” e nella prossima stagione di “Don Matteo” interpreterà un vescovo. Insomma, archiviata l’esperienza trentennale a “I fatti vostri”, Giancarlo Magalli non è certo rimasto con le mani in mano.

Contento di questa nuova fase?
«Molto, senza nulla togliere a “I fatti vostri” che è stato importantissimo. Quando ho detto che dovevo “disintossicarmi”, il regista Michele Guardì si è arrabbiato. Dopo 5 mila puntate avevo bisogno di una vacanza, di un intervallo. Però prima o poi potrei tornare...».

Ora che al mattino non lavora, cosa le piace fare?
«Dormire e alzarmi con comodo! Senza l’angoscia del traffico sulla via Flaminia, qui a Roma».

E accende la tv su Rai2?
«No, è ancora presto. Ma so che “I fatti vostri” va bene e ne sono lieto. Qualcuno mi rimpiange e pure quello, a dir la verità, mi fa piacere».

Il quiz è il suo primo amore?
«Sì, mi è sempre piaciuto. La prima cosa che ho visto in tv è stato “Lascia o raddoppia?”».

Di cui condusse la riedizione del 1990.
«Me ne vanto poco: i mostri sacri non bisogna toccarli. La gente li ricorda come miti, ogni riproposizione è un trauma».

Nella vita ha incontrato tanti grandi della tv. Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, per esempio. Ci racconta?
«Sandra e Raimondo sono stati due amici veri. Sandra mi chiamava ogni sera, a mezzanotte in punto, per fare due chiacchiere. Lo ricordo con tanta tenerezza. Ma mi è capitato spesso di poter frequentare i miei miti televisivi: Mike Bongiorno, Delia Scala...».

Pippo Baudo?
«Con Pippo siamo fratelli. Da sempre ci piace andare alle prime teatrali e dopo a cena insieme».

Raffaella Carrà?
«L’ho conosciuta nel 1965, quando era sul set del film “Il colonnello Von Ryan” con Frank Sinatra. Poi diventò la mia inquilina: le affittai casa, l’appartamento accanto a quello di Gianni Boncompagni. Lei voleva comprarlo, ma a me serviva perché dovevo sposarmi. E insisteva, insisteva. Per fortuna, si liberò un’altra casa al piano di sopra e quindi si fece uno “scambio”: io andai su e lei si stabilì sotto».

Dopo aver fatto l’autore a “Pronto, Raffaella?” nel 1983 ha condotto tanti programmi di successo.
«Pensi che questo nuovo quiz lo farò agli studi Fabrizio Frizzi, la ex Dear, nello Studio 2, dove nel 1988 condussi “Domani sposi”, che all’epoca piacque molto. Speriamo che mi porti fortuna».

Difficile pensare a lei senza associarla alla televisione.
«Eppure da bambino, fino ai 10 anni, la tv a casa mia neanche c’era».

E come ci entrò?
«Per colpa degli orecchioni. Io li presi in forma leggera, ma contagiai mia madre che stava molto male. Mio padre comprò il televisore e lo mise in camera da letto perché facesse compagnia a mamma convalescente».

Com’era la sua vita da bambino?
«Felice. Ricordo le grandi tavolate, tra nonni e zii a cena eravamo sempre tanti. E c’era il doppio menù: continentale, e sardo per i parenti di mamma».

La sua è la voce narrante del reality “Il Collegio”. In questa edizione il programma è ambientato nel 1977. Per lei che anno fu?
«Fondamentale, perché firmai “Non stop”, che lanciò tanti talenti comici e mi permise di diventare amico, tra gli altri, di Massimo Troisi».

Fra i suoi prossimi impegni c’è il set di “Don Matteo”. La vedremo con la mitra, il copricapo vescovile?
«Non lo so ancora. Spero di dover portare solo il clergyman, l’abito nero con il colletto bianco. Senza paramenti».

Tra i premi del suo nuovo quiz, ci sono dei calzini con impresso il suo volto.
«Io non li metterei, ma spero che diventino un oggetto da collezione».

Lei invece che calzini porta?
«Solo lunghi e blu. Me ne hanno regalato un paio con i peperoncini rossi, ma non ho il coraggio di metterli».

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