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Giuseppe Brindisi conduce con successo «Stasera Italia» su Rete 4

È partito il 9 aprile, ogni giorno alle 20.30, e si è subito guadagnato una promozione settimanale in prima serata, con degli speciali al giovedì

Foto: Giuseppe Brindisi ha condotto anche il Tg5, il Tg4, Studio Aperto e Tgcom24

31 Maggio 2018 | 16:41 di Alberto Anile

È partito il 9 aprile, su Rete 4, ogni giorno alle 20.30, e si è subito guadagnato una promozione settimanale in prima serata, con degli speciali al giovedì. Ma cos’è «Stasera Italia»? Lo facciamo spiegare al suo conduttore, il giornalista Giuseppe Brindisi.

«È il tentativo di parlare di politica legandola ai bisogni della gente, provando a declinare i temi più importanti del dibattito politico sulle esigenze delle persone comuni. Cerchiamo di unire, con modestia, questo filo spesso spezzato tra il cosiddetto Palazzo e la gente».

Non è quello che cerca di fare ogni talk show di attualità politica?
«Non sempre. Spesso i talk show sono un po’ autoreferenziali, dei salotti dove si toccano temi che rischiano di essere un po’ lontani dalle esigenze di chi guarda. Certo, il nostro sforzo è comune ad altre trasmissioni, ma Rete 4 deve essere più attenta a un target che rimane abbastanza popolare: non possiamo parlare di massimi sistemi. Anche perché in questo momento storico si vivono disagi reali».

«Stasera Italia» ha sostituito «Dalla vostra parte» con Belpietro. Cosa le hanno chiesto esattamente?
«Vengo convocato da Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, che mi dice: “Dobbiamo fare questa trasmissione a Milano, un programma che deve cambiare rispetto a quello che c’era. Te la senti?”. Io avevo già fatto “Dalla vostra parte” al posto prima di Del Debbio e poi di Belpietro, per fortuna con ottimi risultati. L’unica remora che avevo è che io vivo a Roma con mia moglie e mia figlia, per me si tratta logisticamente e affettivamente di un sacrificio non indifferente. D’altra parte è anche un programma tutto mio, un’occasione professionale da non lasciarsi sfuggire. E poi io sono il soldatino che nei momenti del bisogno risponde sempre “presente!”».

Va e viene tra Roma e Milano ogni settimana?
«Parto lunedì mattina da Roma e ci torno sabato mattina. E da quando ci sono le prime serate speciali, che si fanno negli studi romani, torno il giovedì mattina, riparto il venerdì mattina per Milano e poi rientro il giorno dopo. Avanti e indietro».

Sui contenuti quali indicazioni le hanno dato?
«Che si voleva una televisione più ragionata, con interlocutori di un certo livello, privilegiando il racconto, il dialogo, urlando meno, cercando di essere più tranquilli».

Quando lei e Belpietro vi incontrate cambiate strada?
«Nooo! Ci siamo incrociati ed è andato tutto bene. Credo che avrà altri incarichi. E poi, insomma, non è colpa mia...».

Ma perché, a suo parere, hanno scelto proprio lei?
«Credo di essere l’unico giornalista di Mediaset che ha condotto anche tutti i telegiornali: Tg5, Tg4, Studio Aperto, Tgcom 24, e un bel po’ di trasmissioni, compreso “Verissimo”. Avevo anche già fatto “Dalla vostra parte”, come dicevo. Credo che mi stimino, quindi va bene così».

Come sta andando come ascolti?
«Bene. I risultati, una media del 4%, sono buoni rispetto ai desideri dell’azienda. La mattina alle dieci guardiamo i dati e sono incoraggianti. Vado in onda sereno. Io sono caratterialmente tranquillo, sono 27 anni che vado in onda e quindi la vertigine della paura non c’è più. Anche se la vertigine della diretta è una cosa sana».

Fin quando andrete in onda?
«Credo fino a metà giugno. Poi i Mondiali di calcio stravolgeranno i palinsesti».

Cosa fa appena si spengono le luci dello studio?
«Mi strucco e poi faccio subito una videochiamata a mia figlia di 11 anni, per sapere come sta e che cosa ha fatto a scuola».