Home TvProgrammi“Giusina in cucina”, Giusi Battaglia: «Tranquilli, non vi rubo il mestiere»

“Giusina in cucina”, Giusi Battaglia: «Tranquilli, non vi rubo il mestiere»

Ha esordito su Food Network con un programma di cucina: «Ma io resto l’ufficio stampa delle star»

Foto: Giusi Battaglia

12 Giugno 2020 | 9:30 di Solange Savagnone

Della serie, cose strane che succedono in quarantena: pubblichi su Instagram la foto di una ricetta e nel giro di pochi giorni ti ritrovi in tv. È quello che è capitato a Giusi Battaglia, palermitana doc trapiantata a Milano, che da 16 anni lavora come ufficio stampa delle star: tra i suoi assistiti oggi ci sono Benedetta Parodi, Antonino Cannavacciuolo, Ficarra e Picone, e tanti altri.

Ma questa volta ad andare in video, sul canale Food Network, è stata lei con “Giusina in cucina - Gusto e tradizione palermitana”. Tutto merito della rosticceria siciliana, piatto della sua città: «“Ma chi me lo doveva dire?!”, giusto per parafrasare il titolo dello spettacolo di Ficarra e Picone che 15 anni fa ha segnato l’inizio della mia collaborazione con loro. Incredibile, a volte, il destino...» ci dice Giusi ancora più stupita, dato che dopo le prime due puntate pilota, realizzate e viste in quarantena, ne sta registrando altre sei che andranno in onda a luglio.

Giusi, com’è finita a cucinare su Food Network?
«Devo fare una premessa: chi mi segue sui social sa che ci trova più ricette che foto mie. Mi è sempre piaciuto cucinare, in casa ho un’enorme cucina perché fare da mangiare è la mia passione e il mio sogno da sempre. Mia madre cucina benissimo, è il mio faro e l’ho ammirata fin da piccola. Da ragazzina capitava che tornassi prima da scuola e preparassi io il pranzo. Il mio primo piatto importante sono stati degli gnocchetti sardi con pomodoro, melanzane fritte e mozzarella chiusi in un fagottino di stagnola. Già a 8 anni facevo il salame di cioccolato. Da grande ho avuto la fortuna di avere una famiglia per cui poter cucinare e tanti amici che addirittura mi chiamano il giorno prima dicendomi cosa vogliono mangiare: arancine, pizza, sfincione…».

Sì, ma da qui a cucinare in tv ce ne passa. Ci racconti com’è andata.
«Verso i primi di aprile ho pubblicato su Instagram una foto della rosticceria siciliana, che preparo spesso. Mi manda un messaggio il direttore di Real Time, Food Network e Hgtv, Gesualdo Vercio, e mi chiede se possiamo sentirci. Mi spiega di avere visto la foto e che da tempo sognava di fare un programma sui piatti tradizionali palermitani. Così mi sono offerta di dargli le mie ricette. Non avevo capito che volesse che a cucinarle fossi io!».

Tanto più in pieno lockdown. Come è riuscita a realizzare le puntate?
«Gesualdo mi ha spiegato che avrei registrato da casa mia e mi sarebbero bastati due cellulari. Così ho comprato on line un cavalletto da 17 euro per reggere un telefono e fare l’inquadratura fissa, mentre con l’altro mio marito Sergio filmava i dettagli. L’audio è venuto male, c’erano i miei bambini in giro, il cane, ero senza trucco e parrucco, ho fatto tutto io, ma ero molto serena perché ero da sola con mio marito e non pensavo di essere in tv».

Però ha fatto il botto, come si dice.
«L’amore della gente è stato bellissimo. Ho avuto un ottimo ascolto: oltre 200 mila telespettatori. Uno dei migliori debutti del canale».

Si vede che ha colpito nel segno. Secondo lei cosa è piaciuto?
«Le ricette sono belle, anche se laboriose e ci vuole tempo. Ma sono alla portata di tutti, tant’è che moltissimi mi hanno mandato le foto delle loro creazioni».

I suoi “assistiti” come Benedetta, Salvo e Valentino cosa hanno detto?
«Li avevo avvisati e sono stati tutti contenti e super carini, ho avuto una bella dimostrazione d’affetto. Ficarra e Picone dicevano che non riuscivano a smettere di guardarmi. Ma il complimento più bello è arrivato dalle persone che non mi conoscono. Mi hanno detto che sono stata simpatica, semplice e che ho fatto venire loro voglia di replicare quelle ricette».

Chi è stato il giudice più severo, sua mamma?
«No, lei era felicissima. Sono più severa io: ho l’onestà di dire se una cosa è venuta male. L’unica ricetta che ho dovuto rifare è stata proprio la rosticceria perché avevo scordato di mettere lo zucchero nell’impasto. Le ricette le registriamo nel weekend e non ho tempo per rifarle se sbaglio».

Quando ha guardato la prima puntata cosa ha provato?
«I miei bimbi urlavano di gioia e io ero felice che mi vedessero in tv, anche se con Benedetta Parodi, una vera maestra, l’avevo già fatto un paio di volte. Mi sono emozionata e commossa. La quarantena mi ha tolto tanto a livello lavorativo e questo “regalo” è stato una luce per me. Ma ci tengo a dire che resta un divertimento, oltre che una gioia e un onore. Perché il mio lavoro è sacro. Al momento le due cose possono convivere. Quello che succederà dopo non posso saperlo, ma amo troppo il mio mestiere e non ci rinuncerei mai. Mi regala grandi emozioni».

Intanto però a luglio girerà sei nuove puntate.
«Sì, ma non cambieranno molto. Ogni puntata durerà circa mezz’ora e proporrò sempre tre piatti, tra cui un dolce. Avrò in più una telecamera professionale e un microfono per l’audio. Ma sarò sempre io, nella mia cucina e con le mie pentole. Nel frattempo ho realizzato un altro sogno: ha inaugurato il sito www.giusinaincucina.com dove troverete le ricette che faccio in tv ma anche tantissime altre. Perché mica so fare soltanto piatti siciliani!».

Cosa dicono di lei i suoi amici e “assistiti“

Ficarra: «È stata una sorpresa anche per me. Mi ha fatto vedere la prima puntata e sono rimasto sbalordito sia dalla sua presenza televisiva sia dalla disinvoltura. Le sue doti ci sono note. Secondo me sono anni che si allena su di noi. Sai quante cene ha fatto a casa sua facendoci mangiare di tutto? Probabilmente era tutto preordinato da anni. Speriamo possa sfondare, magari mi chiama a lavorare con lei come ufficio stampa».

Picone: «Eravamo all’oscuro e per questo la pagherà cara. Vederla in tv mi ha provocato stupore misto a divertimento perché aveva una disinvoltura straordinaria. Sembrava a casa sua. Cioè lo era in effetti, ma sembrava una cosa fatta tra amici. E questo è un complimento perché era accogliente. Un consiglio per migliorare? Di invitare a casa gli amici dopo la trasmissione. La sua è una cucina sincera. Il mio piatto preferito è lo sfincione e credetemi, se uno sa fare bene quello, sa fare tutto. Comincia a lavorare lei e ci fermiamo noi. Così ci alterniamo».

La rosticceria siciliana

INGREDIENTI PER L’IMPASTO: 500 grammi di farina 00, 50 grammi di burro, 40 grammi di zucchero, 15 grammi di lievito di birra fresco, 15 grammi di sale, 200 grammi circa di acqua tiepida nella quale fare sciogliere il lievito.

PREPARAZIONE: Impastate il tutto e lasciate lievitare per circa 2 ore. Stendete la pasta a un’altezza di circa 1,5 cm e datele la forma a seconda della rosticceria che preferite. Per i calzoni fate un cerchio, mettete il condimento al centro e chiudete a mezza luna. Per far aderire i due lembi di pasta, bagnate uno dei bordi con dell’acqua. Conditeli con prosciutto e mozzarella oppure salame e ricotta o come vi piace di più! Per le pizzette fate dei cerchi di pasta e aggiungete pomodoro, mozzarella e olio. Per i rollò prendete una striscia di pasta e avvolgetela attorno a dei würstel. A questo punto, spennellate sia i calzoni che i ROLLò con un miscela di latte e uovo per evitare che la pasta si secchi. Lasciateli lievitare per un’ora e poi passateli nel sesamo. Friggete oppure cuocete in forno a 180/200 gradi per 12/15 minuti o fino a doratura. Le pizzette, dopo averle lasciate riposare un’ora, cuocetele in forno 15 minuti a 200 gradi.