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Gli 8 consigli di Alberto Angela per scoprire Venezia

In occasione di «Stanotte a Venezia», il conduttore ci regala otto consigli per scoprire Venezia lontano dai soliti itinerari turistici

Foto: Alberto Angela durante le registrazioni di «Stanotte a Venezia»

12 Giugno 2017 | 13:00 di Alex Adami

Il 13 giugno Alberto Angela conduce «Stanotte a Venezia», un viaggio alla scoperta delle bellezze della città lagunare. Un’avventura che riserverà tante sorprese. Il 10 giugno, in seconda serata, le scopriremo in «Aspettando... Stanotte a Venezia», un dietro le quinte della puntata con contenuti inediti. Abbiamo chiesto ad Alberto Angela di consigliarci otto luoghi imperdibili lontano dai tradizionali itinerari turistici. «Ma la cosa più bella di Venezia è la sua atmosfera» dice. «Un’atmosfera che si apprezza ancora di più di notte».

la scuola grande di San Rocco

«Ci sono numerose opere del Tintoretto e c’è quella che è stata definita la sua “Cappella Sistina“: davvero imperdibile».

Il Museo di Storia Naturale

«C’è un grande dinosauro intero, trovato nel deserto del Ténéré, in Niger. È molto raro, perché normalmente i dinosauri sono ricostruiti con pezzi di diversi esemplari. Questo è un ouranosauro completo».

I cavalli di SAN MARCo

«Quelli fuori da San Marco sono una copia, gli originali sono dentro la basilica. Napoleone li portò a Parigi e li mise sull’Arco di trionfo. Dopo la caduta di Napoleone, Canova andò a riprenderseli. Non fu facile».

le Gallerie dell’Accademia

«È conservato qui il famoso “Uomo vitruviano”, il disegno con cui Leonardo da Vinci illustrava le proporzioni del corpo umano in forma geometrica. Non è visibile al pubblico, ma i suoi segreti li scoprirete in «Stanotte a Venezia».

la scala Contarini del Bovolo

«È un gioiello nascosto: una scala a chiocciola gotica, sul retro di Palazzo Contarini, quasi mimetizzata tra le calli. Di solito le famiglie potenti decoravano le facciate delle loro dimore, qui invece...».

L’isola del Lazzaretto vecchio

«Un luogo emozionante e drammatico. Qui erano confinate in quarantena le persone sospettate di essere state infettate dalla peste».

L’Arsenale

«Una specie di Nasa dell’epoca. In capannoni al riparo da occhi indiscreti si costruivano le galee: erano utilizzate tecniche all’avanguardia che consentivano a Venezia di dominare i mari».

Lo Squero di San Trovaso

«Qui si fanno le gondole, con otto tipi di legno diversi. In un lago marcirebbero, l’acqua salmastra della laguna di Venezia impregna il legno e le protegge».