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Grandi risultati per “Fuori dal coro” di Mario Giordano

«Prima il programma doveva finire a ottobre, poi a dicembre, e ora abbiamo annunciato che a gennaio si riparte. Segno che il pubblico apprezza» dice il conduttore. Ogni martedì su Rete 4 in prima serata

Foto: Mario Giordano

09 Gennaio 2020 | 15:18 di Paolo Fiorelli

Mario Giordano, grandi risultati di ascolto per "Fuori dal coro", soddisfatto? «Certo. Pensi che prima il programma doveva finire a ottobre, poi a dicembre, e ora abbiamo annunciato che a gennaio si riparte. Segno che il pubblico apprezza». Ogni martedì su Rete 4 in prima serata.

Punti di forza e debolezza?
«Noi facciamo giornalismo di inchiesta e abbiamo scoperchiato magagne come gli sprechi della sanità o le case d’oro della Chiesa. Poi c’è chi vede solo la teatralizzazione. Ma così io porto in prima serata servizi di denuncia! Ho sempre cercato di fare programmi diversi da ogni altro fin dai tempi di Lucignolo, e se per riuscirci devo mettermi in gioco, allora lo faccio».

Dicono che urla troppo.
«Urlo per combattere la rassegnazione. In Italia non ci indigniamo più, accettiamo come “normali” cose che non lo sono. Per esempio che l’Inps abbia 18.000 immobili vuoti, ma poi paghi l’affitto per i suoi uffici. O che meno della metà dei soldi che paghiamo per la bolletta copra i consumi reali: il resto se ne va per tasse e soprattutto sprechi. Molti dicono “Che vuoi farci, è sempre stato così...”. Io non ci sto. E urlo».

La puntata di cui va più orgoglioso e perché?
«Ce ne sarebbero tante, ma scelgo proprio quella sulle bollette. Molti spettatori ci hanno ringraziato perché finalmente hanno capito cosa significano certe voci incomprensibili come “costi fissi” e “oneri di sistema”. Ma poi perché devono essere così complicate da leggere? Forse per nascondere lo spreco con formule vaghe?».

Cosa pensa del suo “concorrente” Nicola Porro e del suo programma?
«Nicola è preparatissimo e conduce un talk “nobilmente classico”. Sono orgoglioso di essere spesso suo ospite. Ma voglio ricordare anche Dritto e rovescio di Paolo Del Debbio e Stasera Italia di Barbara Palombelli. Insieme ci completiamo e facciamo di Rete 4 una realtà importante dell’informazione. Non li sento come concorrenti, ma come compagni di squadra».