“I viaggi del cuore”, don Davide Banzato conduce su Rete 4 la nuova edizione

Se possiamo vederlo, anche se pare incredibile, è grazie a papa Francesco

don Davide Banzato
13 Novembre 2021 alle 08:29

Lo scorso 31 ottobre ha preso il via su Rete 4, la domenica mattina, la nuova edizione di “I viaggi del cuore”, il programma condotto da don Davide Banzato. Se possiamo vederlo, anche se pare incredibile, è grazie a papa Francesco. Come rivela il sacerdote a Sorrisi: «L’anno scorso avevo pensato di smettere con la televisione. Quando fai un’attività del genere c’è sempre in agguato il narcisismo, bisogna stare attenti alla vanità. Ne ho parlato con il Papa che però mi ha esortato a continuare».

Che cosa le ha detto?
«Che quando si ha un talento comunicativo bisogna usarlo, l’importante è farlo con le giuste modalità. E che quella di smettere era, in realtà, una tentazione».

A cui lei non ha ceduto, visto che è di nuovo in onda con “I viaggi del cuore”.
«La mia fortuna è quella di essere ancorato a una vita comunitaria (è assistente spirituale dell’associazione internazionale Nuovi Orizzonti, ndr): il 99% del mio tempo è dedicato al servizio. Per la televisione rimangono uno o due giorni al mese. Ricevo spesso inviti in tante trasmissioni, ma il più delle volte non vado. Penso che “I viaggi del cuore” sia più che sufficiente».

La televisione, dunque, può essere una giusta modalità...
«Tutto dipende da come la si utilizza. Come accade per altre cose: un coltello, per esempio, può essere usato per tagliare del cibo o per fare del male».

Parliamo di “I viaggi del cuore”.
«Il programma, come sempre, racconta le bellezze, la storia, l’arte e le tradizioni attraverso i santuari e le mete di vari cammini. Inoltre è arricchito da testimonianze di vita e approfondimenti. In questa nuova edizione ci sono alcune novità, come il progetto “Ciak si gira”. È realizzato da alcuni ragazzi di Frosinone che lasciano le loro case e si mettono in gioco, vivendo un’esperienza di confronto nella convivenza con chi cerca di uscire dalle dipendenze nella comunità di Nuovi Orizzonti a Montevarchi, in provincia di Arezzo».

Qual è il suo “viaggio del cuore”?
«La Terra Santa, innanzitutto, dove sono stato diverse volte e dove andremo anche con “I viaggi del cuore”. Poi ci sono Medjugorje e Lourdes. E, in Italia, il santuario della Verna (AR), dove san Francesco ricevette le stimmate. Lì mi sono preparato prima di essere ordinato sacerdote. Mi piace pregare in quel luogo, nel silenzio».

L’ambizione di “I viaggi del cuore” è di rivolgersi a credenti e non credenti.
«È un po’ una mia cifra personale, la mia storia passa per una fase agnostica e anticlericale durante la quale mi ero allontanato da Dio. L’importante è non dare mai verità assolute. È questa la chiave del dialogo».

La sua fase di allontanamento da Dio l’ha raccontata nel libro “Tutto ma prete mai. Una storia di ribellione e di amore” (Piemme, 16,90 euro). Che cosa le ha fatto cambiare idea?
«La conversione è arrivata dopo l’incontro con Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti. Lei dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo l’amore. O scatta un innamoramento per Dio tale da fidarti totalmente o non c’è niente da fare».

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