Home TvProgrammiIl capodanno di Rai1: Amadeus presenta «L’anno che verrà»

Il capodanno di Rai1: Amadeus presenta «L’anno che verrà»

«A mezzanotte approfitto del caos per sparire e brindare con Giovanna» ci racconta il presentatore che condurrà da Matera la trasmissione dell'ultimo dell'anno per la quarta volta consecutiva

27 Dicembre 2018 | 09:00 di Stefania Zizzari

«Il segreto per un perfetto Capodanno in piazza? La doppia tuta termica sotto lo smoking!» scherza Amadeus, per il quarto anno consecutivo padrone di casa di «L’anno che verrà», il programma del Capodanno di Raiuno.

Amadeus, dopo tre anni ha messo a punto dei «trucchi» per resistere sei ore ininterrottamente sul palco nella gelida piazza di Matera?
«Sì. Mangio pasta e carboidrati alle sette di sera, che mi danno energia. E poi ho scoperto che con una sola termica sotto allo smoking e al cappotto  riesco a resistere solo un paio d’ore. Per arrivare alle 2.30 di notte di pantaloni e maglie termiche ne servono due. Poi durante le pause sorseggio del tè bollente per scaldarmi. Ma a piccoli sorsi, perché altrimenti poi si pone il problema della pipì» (ride).

Un problema mica da poco...
«Già. Considerando che, essendo in piazza, il bagno non è proprio dietro il palco e con due tute termiche sotto l’abito i tempi si allungano... Ecco, riesco a fare solo una pausa durante tutta la diretta. Ma il maestro Stefano Palatresi è allertato: se serve si inventa lui qualcosa sul palco».

Come sarà il suo nuovo Capodanno televisivo?
«La mia idea è quella di un Capodanno pop. Dalle 9 di sera in poi la televisione è un sottofondo: la gente magari è in cucina che prepara o a tavola che chiacchiera. E mi piacerebbe che tutto quello che ascolta fosse riconoscibile e “cantabile”. Ecco perché ci saranno personaggi conosciuti e amati dal pubblico, da Massimo Ranieri a Red Canzian, dai ragazzi del Volo a Ivana Spagna e a Malika Ayane».

La tradizione del Capodanno che rispetta sempre?
«Dietro al palco ci sono sempre mia moglie Giovanna (Civitillo, showgirl conosciuta a “L’eredità”, ndr) e nostro figlio Josè. E subito dopo il conto alla rovescia, allo scoccare della mezzanotte, approfitto della confusione generale per scappare dietro le quinte e andare da loro: un brindisi e un bacio. Esco e rientro sul palco dopo pochi minuti: non se ne accorge nessuno» (ride).

Le capita spesso di lavorare la notte dell’ultimo dell’anno.
«Sono abituato, lo faccio da sempre: locali, piazze, discoteche, teatri. E pensare che io sono un animale diurno, amo il giorno, la notte non mi andrebbe di fare niente. Non riesco nemmeno a mangiare qualcosa dopo la diretta».

Ci saranno state delle notti di San Silvestro nelle quali non ha lavorato.  
«Certo. Da ragazzi si andava sempre a casa dell’amico con la casa più grande, non ci piaceva andare nei locali. In realtà non ho mai amato l’idea di dovermi divertire per forza, non sono mai stato uno da “feste comandate”».

E il Capodanno più bello della sua vita?
«Ne ricordo uno in particolare. Io e Giovanna eravamo fidanzati da poco e siamo andati a trascorrerlo a Mauritius: ricordo la cena del 31 sulla spiaggia con il caldo, i piedi nell’acqua cristallina, i fuochi d’artificio. Un’atmosfera romantica, serena, sicuramente un contesto molto diverso dal solito».

Cosa fa normalmente allo scoccare della mezzanotte?
«A mia zia Enza, la sorella di mia mamma, ero molto legato. Lei ora non c’è più ma seguo ancora quello che mi diceva sempre: se sei un uomo i primi auguri dell’anno vanno fatti a una donna. E questa è una tradizione che rispetto sempre. Allora la prima telefonata la faccio sempre a mia mamma o a mia suocera, dal momento che Giovanna è sempre con me. E il primo dell’anno seguo la nota regola». 

Quale?
«Sono convinto che se passi bene il primo dell’anno passi bene tutto l’anno. Allora mi impegno affinché in quel giorno ogni cosa sia impeccabile».

E le lenticchie le mangia, come da tradizione?
«Quelle le mangio, ma solo perché mi piacciono a prescindere. Non per tradizione. Così come non seguo la tradizione della biancheria rossa...».

Quali sono i suoi buoni propositi per il 2019?
«Non fumo, non bevo e ho normalmente uno stile di vita moderato. Per quanto riguarda le regole di vita non ho particolari desideri. Quello che mi piace tanto è viaggiare: metterei a caso il dito sul mappamondo e partirei subito. Ultimamente riesco a farlo troppo poco. Allora mi propongo di viaggiare un po’ di più con la mia famiglia e, dal momento che io e mio figlio Josè abbiamo in comune la passione per il calcio, mi piacerebbe portarlo a vedere delle partite all’estero. Il tempo per questo, nel 2019, mi piacerebbe proprio ritagliarlo».