Home TvProgrammiIl Mago Forest: «Nella Croazia mi sarei chiamato Foresticic»

Il Mago Forest: «Nella Croazia mi sarei chiamato Foresticic»

Il mago più amato della televisione, già nella squadra di «Balalaika», fa un bilancio dei Mondiali di calcio appena conclusi

Foto: Michele Foresta in arte Mago Forest

26 Luglio 2018 | 10:00 di Barbara Mosconi

Dopo un mese di calcio e partite tutti i giorni e a tutte le ore anche per il Mago Forest è calato il sipario sui Mondiali di Russia 2018. Congedata la banda di «Balalaika», Mr Forest sta facendo le valigie. Finalmente vacanze! Prossima destinazione la Sicilia, poi volerà oltreoceano (è un mago internazionale, mica scherza). Ma prima di sparire per qualche settimana, sosta ancora un attimo a ripercorrere con «Sorrisi» le avventure calcistiche delle ultime settimane.

Caro Mago, sono state «notti magiche»?
«Così magiche che i grandi campioni sono spariti quasi subito. Messi, Ronaldo, Neymar hanno dovuto far le comparse e lasciare il posto a Modric, Pogba e Mbappé».

In quale squadra avrebbe voluto giocare?
«Nella Nazionale di Panama. Era la loro prima volta a un Mondiale e ogni occasione era buona per festeggiare. Festeggiavano con la “ola” i falli laterali a favore. Stavano perdendo 6 a zero contro l’Inghilterra, ma quando hanno segnato il gol del 6 a 1 hanno esultato come se avessero vinto il Mondiale».

E quando la squadra di Panama è stata eliminata?
«Mi sarebbe piaciuto giocare nella Croazia e chiamarmi Foresticic».

Si sente più portiere, centravanti o difensore?
«Ho sempre giocato tra i pali. La  porta mi dà l’impressione di essere su un palcoscenico».

Il gol che avrebbe voluto parare?
«Mi sarebbe piaciuto sentir dire al telecronista Sandro Piccinini: “Tiro di Mbappé all’incrocio dei pali, ma gran colpo di reni di Forest che devia sopra la traversa. Incredibile!”».

Quando è stata la volta che ha fatto un autogol?
«Gli autogol ci fanno sentire vivi, non si vive di soli gol».

Anche lei arrotola i calzoncini come Ronaldo?
«Non sapevo che arrotolasse i calzoncini. Lo sapete che il soprannome di Ronaldo in Italia non sarà più CR7, ma CR740?».

Dopo «Balalaika» cosa può rivelarci su Ilary Blasi e Belen che non sappiamo?
«Le ammiro entrambe. Con Ilary è amore, mentre con Belen è solo sesso, ma siccome non esiste sesso senza amore spero, prima o poi, in un’uscitina a tre».

Chi era il suo amicone di partita nella squadra del programma?
«Diego Abatantuono. Oltre a essere un esperto di calcio ha un suo punto di vista sulle cose che ti sorprende sempre, impossibile non divertirsi con lui. Adoro il suo umorismo cinico e spietato».

La giornalista sportiva Giorgia Rossi è «più brava che bella» come dice qualche suo collega?
«Io delle donne guardo le ali. Devo dire che Giorgia ha delle belle ali».

Parlando di giocatori: chi sono stati i più sexy del Mondiale?
«Non posso dare giudizi estetici sui calciatori, non vorrei che la Fifa mi tacciasse di sessismo come, a un certo punto, ha deciso per le inquadrature delle belle tifose in tribuna».

Concorda con la Fifa che non bisogna inquadrare le tifose sugli spalti?
«Facile dirlo dopo averle inquadrate insistentemente per quasi tutto il Mondiale».

Peggio i tatuaggi o certi nomi impronunciabili dei calciatori?
«I tatuaggi hanno preso troppo il sopravvento: conosco un calciatore che non ha più spazio da tatuare sul suo corpo e ha preso della pelle in affitto da un altro calciatore».

Se avesse dovuto arbitrare una partita quale avrebbe scelto?
«Una partita qualsiasi del Brasile, per vedere rotolare da vicino Neymar. Deve essere una bella esperienza».

Il Var per cosa lo userebbe?
«Il Var dovrebbe essere fisso in Parlamento. Con espulsioni à gogo».

Che magia avrebbe voluto fare in Russia?
«Avrei trasformato tutti i tifosi sugli spalti in belle tifose, giusto per vedere la faccia degli organizzatori della Fifa».

Infine: dia un consiglio ai telecronisti dei prossimi Mondiali.
«Nel 2022 si svolgeranno in Qatar. Consiglio di non dimenticare il passaporto, di vestirsi  leggeri, ma di portarsi un maglioncino per la sera».