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Il meglio di “Un, due, tre… Fiorella!” in prima serata su Raiuno

Andato in onda in due serate nel settembre 2017 con grande successo di ascolti, sabato 2 maggio torna in replica lo show di Fiorella Mannoia

Foto: Fiorella Mannoia  - Credit: © Splashnews

30 Aprile 2020 | 10:20 di Simona De Gregorio

Andato in onda in due serate nel settembre 2017 con grande successo di ascolti, sabato 2 maggio torna in prima serata su Raiuno il meglio di "Un, due, tre… Fiorella!".

Si tratta del primo varietà che ha visto protagonista la Mannoia non solo nei panni di cantante, ma di assoluta padrona di casa, facendo conoscere al pubblico del piccolo schermo un lato inedito di sé. Ad avvicendarsi sul palco tanti ospiti, personaggi del mondo della musica, del cinema, della televisione, dello sport e della cultura. Amici e colleghi che dialogano con lei e si raccontano attraverso riflessioni e gag.

Tra i molti che hanno partecipato ricordiamo Carlo Conti, Sabrina Ferilli, Gianni Morandi, Alberto Angela, Federica Pellegrini, Giorgio Panariello, Loredana Bertè ed Elisa. A fare da filo conduttore ci sono ovviamente le canzoni del repertorio di Fiorella e molte altre, duetti e sorprese, con un’orchestra e una band dal vivo. Non manca poi un’omaggio alle donne: la cantautrice, da sempre molto attenta alle tematiche dei diritti femminili, racconta il cambiamento del loro ruolo nella società.

A fare da scenografia è invece un originale studio costruito attorno a un muro, come ha spiegato la Mannoia: «Sono sempre stata affascinata dai muri. Non quelli che dividono ma dai muri che segnano il passaggio degli esseri umani. Sui muri la gente manifesta il proprio dissenso e fa dichiarazioni d’amore, mi fermo sempre a leggere le scritte. E sul muro nel nostro studio ce ne sono alcune che ho ripreso dalla strada. Amo i murales di artisti straordinari, non certo i vandali che deturpano i monumenti. Il titolo dello show nasce così: sul muro abbiamo giocato a palla prigioniera, a “un, due tre stella”. E allora l’abbiamo chiamato Un, due, tre... Fiorella!».