Il TikToker Marco Martinelli è “Il piccolo chimico”

Il programma andrà in onda su Rai Gulp e RaiPlay a partire dal 5 ottobre

Marco Martinelli
3 Ottobre 2022 alle 12:34

Si puo' vedere su

Semplici e strabilianti esperimenti, piccoli e grandi segreti da laboratorio. Tutto questo sarà possibile vederlo ne "Il piccolo chimico", il programma in onda su Rai Gulp e RaiPlay a partire da mercoledì 5 ottobre tutti i giorni alle ore 16.40 (e da lunedì 10 ottobre anche alle ore 20). A condurre i telespettatori nell’affascinante mondo della chimica sarà il giovane TikToker Marco Martinelli, ricercatore e comunicatore scientifico (marcoilgiallino) che proporrà esperimenti divertenti e di facile realizzazione anche a casa. Nei quindici episodi della durata di dieci minuti l’uno de "Il piccolo chimico" - prodotto da Atomic per Rai Kids in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - Marco non sarà solo. Per la sua attività si avvale ogni volta dell’aiuto di alcuni assistenti speciali: Francio, Elia, Argento e Mercurio. Si tratta di quattro character di fantasia, animati in 2D che, con il loro spirito positivo e fortemente emotivo, aiutano (e spesso “disturbano”) Marco nella realizzazione del suo esperimento.

Allora Marco da dove nascono questi esperimenti?
«Prendono vita dal mio background da “piccolo” scienziato. Sono esperimenti che nascono dal mio laboratorio, soprattutto di notte, dopo avere svolto la mia attività di ricerca durante il giorno. Mi concentro a pensare come spiegarla in modo semplice e divertente mettendo mano alla mia creatività e capacità di invenzione…».

Hai detto che provi i tuoi esprimenti di notte?
«Non ho la “Bat-caverna” come Batman anche se mi piacerebbe tanto (sorride). Ho la fortuna che alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che è l’università dove io ho conseguito la laurea e dottorato, posso andare quando voglio nel laboratorio con l’autorizzazione del professore Pierdomenico Perata - che tra l’altro è il docente che ci ha dato l’ok per le riprese del programma». 

La passione per la chimica e per gli esperimenti l’hai sempre avuta?
«Non sono mai stato un bambino che prendeva la coda della lucertola e cercava di capire come fosse fatta ma sono sempre stato appassionato di esperimenti. Ho una foto che ho recentemente pubblicato sui miei social di quando avevo sette anni e tenevo tra le mani il gioco del piccolo chimico. Ho sempre avuto il pallino della scienza, delle pozioni magiche, degli esperimenti. Una passione che mi ha aiutato a scegliere il percorso di studi che ho poi intrapreso».

Puoi darci qualche anticipazione di quello che vedremo nelle prime puntate?
«Capiremo come funziona la chemiluminescenza, ossia come da due liquidi che sono spenti - cioè non luminosi - possa invece nascere la luce chimica, mescolandoli. Poi faremo un salto nel mondo delle spedizioni e capire come i polimeri gommosi, gonfiandosi, proteggono gli oggetti come se intorno a questi si formasse una nuvola. Poi ancora vedremo come fa un pannolino ad assorbire così tanta acqua».

Durante le prove del programma, è mai capitato che qualcosa non andasse proprio per il verso giusto?
«Fare pasticci e sbagliare è una delle prime cose che succede a chi vuole fare lo scienziato. Il fallimento è la via attraverso la quale la scienza si va a creare o riceve conferme. Durante le riprese, è capitato che qualche esperimento lo abbiamo dovuto ripetere. Ricordo di avere fatto una prova in cui dovevo accendere il fuoco con l’acqua che è una reazione singolare. A un certo punto la produttrice voleva ripulire e lavare il tutto. Io diedi un urlo: “Fermaaa altrimenti salta tutto!”».

Alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sei stato uno studente modello?
«Per quanto io sia nerd per molti aspetti, apprezzo tuttavia il divertimento. Mi piace andare a ballare, stare con gli amici, ascoltare musica. Studiare mi è sempre piaciuto, ma ho anche il mio lato pop».

Spesso si dice che i programmi destinati ai ragazzi siano un po’ superficiali e diseducativi. "Il piccolo chimico" va nella direzione opposta che è quella della divulgazione…
«Assieme al team di Atomic abbiamo lanciato una sfida che è stata quella di portare l’attività che proponevo su TikTok su un set televisivo, andando ad approfondire meglio i contenuti. Sin dall’inizio abbiamo pensato a come far assorbire ai bambini, che sono delle autentiche spugne, concetti anche non semplici della scienza. Spero che da questo programma i nostri piccoli spettatori si appassionino alla materia anche se, sulle prime, risulterà difficile capire certi argomenti. Per esperienza personale, posso dire che certi concetti che all’inizio sono di non facile comprensione, nel tempo vengono metabolizzati e capiti». 

Oltre agli esperimenti sappiamo che, nel programma, ci sarà spazio anche per la musica con la cosiddetta “Green Room”. Di cosa si tratta?
«Ho cercato di inserire musica e ballo in questa trasmissione per rendere più accattivante i messaggi che vengono proposti attraverso gli esperimenti. Un esempio: se devo far capire che il dna è una molecola, posso spiegarlo anche intonando una canzone, perché così rimane più impresso».

Cosa si prova a essere al tempo stesso un Tiktoker da trecentomila follower e ricercatore?
«Sono molto orgoglioso, ma sento anche una grande responsabilità. Talvolta alcuni influencer sono un po’ leggeri nell’enunciare certe cose, io invece devo stare molto attento, perché parlando di scienza devo evitare che le persone capiscano fischi per fiaschi e facciano pasticci». 

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