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“La clinica per rinascere”, con il dottor Giardiello su Real Time

Dopo il successo della prima stagione, il canale 31 del digitale terrestre propone il lunedì in prima serata i nuovi episodi

Foto: Il dottor Cristiano Giardiello

27 Maggio 2019 | 09:10 di Simona De Gregorio

Dopo il successo della prima stagione Real Time (canale 31) propone il lunedì in prima serata i nuovi episodi di "La clinica per rinascere - Obesity center Caserta". Storie di persone affette da obesità che si affidano al dottor Cristiano Giardiello, direttore del Dipartimento di chirurgia della clinica Pineta grande di Castel Volturno (Caserta), per tornare a un peso normale. E chi meglio di lui può darci preziosi consigli per stare in forma?

Dottore, l’ereditarietà incide sul sovrappeso?
«In realtà la genetica non c’entra nulla. Piuttosto, se in una famiglia sono tutti sovrappreso, la causa va ricercata in abitudini alimentari sbagliate e in un rapporto sbilanciato tra i nutrienti».

E per quanto riguarda il metabolismo?
«Disfunzioni ormonali e sindromi metaboliche sono fattori di rischio. Ma evitate assolutamente l’assunzione di farmaci con ormoni e anfetamine, che mandano in tilt il metabolismo».

Saltare i pasti è scorretto?
«Questo è un errore che molti commettono. Il corpo ha bisogno di avere un senso di sazietà costante per evitare di eccedere nei pasti successivi».

E le diete drastiche?
«Vanno evitate. Perché quando si torna a un alimentazione normale si riprendono tutti i chili persi, e anche di più».

Perché accade?
«Il metabolismo si adatta alle calorie che l’organismo riceve. Per questo l’unico modo per mantenere il peso forma è seguire una dieta equilibrata e non punitiva e seguirla nel lungo periodo. Ed è sempre meglio affidarsi a uno specialista in grado di suggerire un regime che tenga conto dello stile di vita, delle abitudini, delle motivazioni psicologiche che portano a mangiare».

L’aspetto psicologico incide sul sovrappeso?
«Sempre. Un dolore, un trauma, un periodo di insoddisfazione o di stress possono spingerci a ripagarci con il cibo».